Abbandonata nel giorno del suo quattordicesimo compleanno, la cagnolina Maxi muore in solitudine dopo sei giorni passati al rifugio.

Per un cane, quattordici anni rappresentano un’intera vita: una successione interminabile di attese dietro la porta, di corse festose, di sonnellini ai piedi del divano e di una fedeltà che non conosce condizioni. Maxi, una cagnolina anziana che aveva dedicato ogni respiro alla sua famiglia, si aspettava forse una carezza supplementare nel giorno del suo quattordicesimo compleanno. Invece, il regalo che ha ricevuto è stato il più crudele dei tradimenti: l’abbandono in un canile e la morte in solitudine.
L’abbandono in canile e la morte in solitudine: il tristissimo destino per l’anziana cagnolina Maxi
Abbandonata in un rifugio proprio nel giorno della sua festa, Maxi è stata lasciata dietro una rete metallica. Sei giorni dopo, il suo cuore ha smesso di battere. Non è stata una malattia fulminante a portarla via, ma quello che i volontari dei canili conoscono bene e temono sopra ogni cosa: la sindrome da abbandono, un dolore psicologico così totalizzante da trasformarsi in cedimento organico.

Per comprendere il dramma di Maxi, basta pensare che a quattordici anni, nei cani i sensi si appannano: la vista è velata dalla cataratta, l’udito non è più pronto come un tempo e le articolazioni dolgono al primo freddo. In questo stato di vulnerabilità, l’unica bussola del cane è la routine. La casa non è solo un luogo fisico, è un ecosistema di odori e certezze che garantisce sicurezza. Quando Maxi è stata portata in rifugio, il suo mondo è letteralmente imploso.
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Per lei non esisteva il concetto di “difficoltà economica”, “mancanza di spazio” o altro. Nella sua mente esisteva solo l’assenza improvvisa dei volti che amava. Il trauma del distacco in età avanzata porta il sistema immunitario, già fragile, a crollare sotto il peso dello stress. Il racconto dei volontari che hanno assistito Maxi nelle sue ultime 144 ore di vita è una cronaca di rassegnazione. Molti cani, una volta entrati in canile, abbaiano, graffiano le sbarre o cercano di fuggire. Sono reazioni vitali, seppur disperate. Maxi no. La cagnolina ha scelto il silenzio.

I suoi occhi hanno inizialmente ricercato nei volti sconosciuti i visi familiari. Ma quando quello che credeva un errore temporaneo si è trasformato nella realtà, la cagnolina si è lasciata morire. Si è rannicchiata in un angolo del suo box, immobile ed è morta senza poter comprendere perché la sua fedeltà, durata quattordici anni, non fosse bastata a garantirle il diritto di rimanere con i suoi umani.
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La storia di Maxi non è purtroppo un caso isolato. Sono tantissimi i casi di abbandono di animali anziani. Le associazioni animaliste lottano costantemente contro la convinzione che “tanto in canile lo cureranno”. La realtà è che nessuna medicina può sostituire i ricordi della casa e l’affetto della famiglia. Il canile, per quanto gestito con amore dai volontari, resta un luogo di rumori metallici, latrati continui e solitudine. Per un cane che ha vissuto quattordici anni nel silenzio di una casa, il canile rappresenta l’inferno.

Esistono sempre alternative all‘abbandono, anche nei momenti di crisi. Si possono cercare reti di volontariato e cliniche che offrono tariffe agevolate per i proprietari in difficoltà, o si può optare per affidi temporanei, per cercare famiglie disposte ad accogliere un cane anziano e garantirgli un fine vita dignitoso. Se proprio la convivenza è impossibile, il passaggio a una nuova realtà deve essere graduale e mai traumatico come quello subito da Maxi. Per far fronte ai sempre più diffusi abbandoni di cani e gatti e al conseguente aumento di ospiti nei rifugi e di randagi in strada, le associazioni animaliste stanno promuovendo campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica.
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I costi per il sostenimento degli animali domestici sono molto alti. Le spese veterinarie e le spese per il cibo scoraggiano moltissime persone inducendole a scegliere di non adottare cani e gatti. In realtà, esistono diversi trucchi per risparmiare. Esistono diversi bonus e agevolazioni pensati per fornire un aiuto ai proprietari di quattro zampe domestici. Oltre al fatto che le spese sostenute per il benessere degli animali di compagnia possono essere inserite nel modello 730/2024 ed essere oggetto di detrazione dall’Irpef, si può elencare il bonus da 80 euro. La storia di Maxi resta come una ferita aperta nel cuore di chiunque creda che un cane non sia un oggetto da dismettere quando diventa troppo vecchio, ma un membro della famiglia a cui tenere la zampa fino alla fine. (di Elisabetta Guglielmi)