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Istanbul: il Comune sfama gatti e cani randagi per le strade

Comune di Istanbul in Turchia provvede ai gatti e cani randagi durante il lockdown per contenere diffusione del coronavirus.

comune gatti randagi
Personale del comune di Istanbul si prendono cura dei gatti e cani randagi @screenshot video

“Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”. Una citazione di Mahatma Ghandi profetica e attuale più che mai in un periodo in cui la pandemia che sta mettendo a dura prova i cittadini di tutto il mondo, mettendo in discussione un sistema globale basato unicamente sull’economia.

Un sistema che esclude gli esseri viventi e tutte le forme di vita sul pianeta, sfruttati e piegati in nome degli interessi. A pagarne le conseguenze sono come sempre gli animali, il loro traffico, il loro commercio e il loro utilizzo per fini d’intrattenimento. Una piramide che vede queste creature protagoniste e vittime del sistema. Dai cuccioli adottati dalle famiglie poi abbandonati perché troppo impegnativi al fenomeno del randagismo, alla riduzione dell’habitat degli animali per lo sfruttamento del suolo, fino all’inquinamento.

L’attenzione rivolta agli animali è etica e una responsabilità civile. Il periodo della quarantena ha mostrato quanto l’equilibrio sia fragile. Tutte le società più avanzate sono messe a confronto con gli stessi problemi. Tra questi, la gestione degli animali di strada.

Un problema sorto all’indomani dell’entrata in vigore dei decreti con i quali i governi hanno imposto ai cittadini l’obbligo di restare a casa e la chiusura delle attività, limitando gli spostamenti solo per provvedere allo stato di necessità (alimentazione, medicine, salute).

In questo scenario rientra la cura degli animali così come ricordato dalle organizzazioni e associazioni animaliste che hanno subito rassicurato i cittadini, chiarendo che la cura e l’assistenza agli animali rientrava nello stato di necessità.

Tuttavia, questo ha comportato alcune discussioni riguardo alla cura delle colonie feline e dei cani randagi che viene spesso lasciata in mano a volontari e semplici cittadini e che in Italia hanno rischiato inizialmente multe salate per occuparsi di animali presenti in altri comuni.

I randagi in Turchi in epoca Covid-19

Dipendenti del comune di Istanbul sfamano i randagi @getty images

A dare l’esempio di come dovrebbe comportarsi un’amministrazione pubblica è la Turchia, spiazzando i luoghi comuni ed emanando una circolare a favore dei randagi. La municipalità di Istanbul dopo l’entrata in vigore del lockdown ha subito provveduto ad attivare diversi servizi tra i quali quelli di provvedere agli animali randagi e alle colonie feline.

–> COVID-19: La Turchia emana una circolare in favore degli animali randagi

Il servizio comunale ha infatti attivato un servizio con addetti che ogni giorno si recano per le strade a sfamare gatti, cani randagi ma anche i piccioni nelle piazze.

Un esempio civile che in realtà non mira solo alla tutela degli animali ma anche dei cittadini. I dipendenti comunali ha spiegato che le disposizioni della giunta sono anche state prese per tenere i cittadini a casa, assolvendoli dal prendersi cura degli animali come erano solito fare.

Le immagini stanno facendo il giro del mondo. La Turchia negli anni ha dimostrato un’attenzione sempre più crescente per gli animali randagi. Durante gli inverni freddi, furono intraprese diverse iniziative da parte di commercianti e negozianti che avevano predisposto delle cucce dove i randagi potessero trovare riparto sotto ai portici delle vie commerciali. Oppure, in molte città oltre alle cucce, sono stati collocati distributori di crocchette e di acqua per gli animali vaganti.

–> Il gelo colpisce anche la Turchia: cittadini aiutano i randagi per le strade, vittime del freddo

Il video del servizio trasmesso dalla mittente AlJazeera condiviso su Twitter:

C.D.