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La moglie del domatore ucciso dalla tigre chiede pietà “Non Ammzzatela”

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Lo scorso 4 luglio il domatore di tigri di un circo , Ettore Weber era diventato una vittima dei  suoi amati esemplari , ora la moglie chiede pietà per la tigre.

Ettore Weber e la moglie Loredana Vulcanelli con Sultan in braccio

Weber di 61 anni era conosciuto nel mondo circense come un ottimo domatore non solo di tigri ma anche di cavalli, elefanti, Bisonti e di molte altre specie di animali.

Il 4 Luglio 2019  in tarda serata a bari durante delle prove prima dello spettacolo, il domatore era rimasto vittima dei suoi amati felini.

Secondo le ricostruzioni sembra che l’uomo fosse rinchiuso nella gabbia con 4 tigri, e che durante l’esecuzione di un’esercizio uno degli animali si sia rivoltato contro il domatore, e che le altre tigri coalizzate con la disubbidiente, si siano sferrate in un attacco contro il domatore.

A quanto riferito  da alcuni quotidiani sembra che l’attacco sia durato oltre mezz’ora e che il cadavere del povero uomo sia stato dilaniato dalla ferocia degli esemplari detenuti in cattività

La moglie di Ettore Weber sembra smentire tutto l’accaduto e chiede pietà per l’artefice del delitto.

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Durante una recente intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale come riportato dal Corriere.it sembra infatti che la moglie del domatore abbia fatto chiarezza su alcuni punti della vicenda, chiedendo successivamente di essere clementi con la tigre che secondo la versione della donna non avrebbe colpe.

Weber durante lo spettacolo

“È mio marito che ha sbagliato un movimento. Il felino è un predatore, con una zampata Ettore è crollato in un secondo perdendo la vita con la giugulare recisa. Non è stato sbranato”

Loredana Vulcanelli, moglie di Ettore Weber ha così chiesto clemenza per quello che per lei è stato un’ errore,una  fatalità.
“Se io mi avvicino a uno strapiombo per farmi un selfie, non è colpa del burrone se muoio. Le tigri le abbiamo cresciute col biberon nella roulotte”.

La donna ha ricordato la routine di tutte le sue sere:Ogni sera allineiamo le tigri e facciamo un’esibizione privata tra di noi, per avere un contatto costante con gli animali”

Ettore Weber e Loredana Vulcanelli

“Mio marito prepara la carne dalla cintura e la dà da mangiare alle tigri quando fanno l’evoluzione… Mio marito entra nella gabbia: io e lui abbiamo un’intesa di 40 anni, con gli occhi ci capiamo. Qualsiasi allarme ce lo comunichiamo in un istante.

La signora Loredana che a quanto pare era presente al momento dell’accaduto, ha raccontato tutto l’incidente sottolineando di come la tigre Sultan non abbia colpe ma solo un terrificante ruolo nella morte del marito.

“La prima tigre è salita sullo sgabello, mio marito è indietreggiato mentre io facevo venire la seconda tigre. Lui ha fatto tre passi in più rispetto al solito e, girandosi, è finito sotto alla tigre. Gli altri felini non lo hanno aggredito. Sono tornate impaurite dentro il tunnel. La tigre che l’ha colpito, Sultan, è rimasta sopra mio marito, come a vegliarlo, come se si fosse resa conto dell’errore”

La donna ha poi raccontato di come il marito si sentisse strano e di come non fosse convinti di esibirsi quella sera, un segno premonitore che sarebbe stato meglio seguire per Weber.

Otto animali del circo sono stati posti posti sotto sequestro e trasferiti presso lo zoo safari di Fasano sempre in Puglia nei pressi di Brindisi.

Tigre zoo Safari di Fasano

Marina Monti titolare del circo ha infatti chiarito la situazione sottolineando che Ettore Weber non è morto nel modo in cui è stata ricostruita la vicenda:”è stato colpito alla giugulare con una zampata da una sola tigre. È morto nel giro di 2-3 secondi”.

“Non c’è stata alcuna aggressione da parte delle tigri. Qualcuno ha scritto che è stato trascinato, che è stato in balia degli animali per più di mezz’ora, ma se fosse andata così non avremmo ritrovato niente del suo corpo, che invece era integro”.

Di solito, durante lo spettacolo, quella tigre al passaggio del domatore allungava la zampa. Trovandosi sul suo sgabello e vedendo passare Weber, ha eseguito il gesto”.

“Lui era di spalle e troppo vicino all’animale. In questo modo è stato colpito alla giugulare. Se fosse stato 20 centimetri più alto sarebbe stato colpito alla spalla e avrebbe riportato solo un graffio. Si è trattata di una fatalità”.

La donna ha tenuto a precisare che la versione è stata confermata anche dai medici legali.

L.L.

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