Una storia veramente incredibile che ha lasciato il mondo intero senza parole. Andiamo a vedere cosa è accaduto in Spagna.
Alcune immagini sono state diffuse e lasciano completamente senza parole, come possiamo immaginare stanno facendo il giro del mondo.

Andiamo a vedere nel dettaglio che cosa succede in Spagna. Qualcosa al quale non eravamo assolutamente preparati.
Un macello per cervi in Spagna lascia senza parole
Il video è stato realizzato all’interno di un macello autorizzato nelle provincia di Segovia, in Spagna e al suo interno possiamo vedere che vengono abbattuti ben 200 cervi che provengono da una riserva naturale nelle vicinanze di Madrid.

Le immagini, verificate anche da Animal Eqaulity, hanno fatto in modo di aprire un procedimento amministrativo da parte delle autorità regionali di Castiglia e Leon. L’organizzazione ha denunciato ben 8 presunte violazioni alle norme europee sulla protezione degli animali quando si macellano.
Il filmato è stato registrato il 5 marzo dello scorso anno all’interno del macello Vicente de Lucas, nella provincia spagnola di Segovia. Le immagini sono state ricevute in forma completamente anonima da Animal Equality solamente a fine ottobre 2025.
Visionandole bene è possibile accorgersi delle numero violazioni della normativa europea sul benessere animale. Possiamo vedere oltre 200 cervi provenienti dal Monte de El Pardo, ovvero una vasta area naturale protetta situata a nord-ovest di Madrid e gestita dal Patrimonio Nazionale spagnolo.
Gli animali sarebbero stati preso durante una attività di controllo della specie e successivamente privati delle corna e portati al macello. Prima dell’inizio delle operazioni ben 5 animali risultavano già morti. Secondo l’associazione tutti i decessi sono stati causati dallo stress e dalla paura dopo la cattura, oltre che al trasporto e alla permanenza nei recinti.
Ma quali sono le possibili violazioni? Si fa riferimento al Regolamento (Ce) n 1099/2009 relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento.
Tra i quali evidenti segni di stress acuto, oppure l’utilizzo di sacchetti di plastica e bastoni per farli spostare. L’assenza di separazione tra gli animali, la mancanza di sistemi di immobilizzazione individuale durante l’abbattimento.
Tra gli episodi più gravi documentati nel video vi sarebbero animali colpiti ripetutamente all’interno dello stesso recinto e cervi che, nonostante fossero già stati sottoposti alla procedura di stordimento, continuavano a mostrare movimenti della coda e degli arti, tentando persino di sollevare la testa durante il dissanguamento. Secondo Animal Equality, questi comportamenti sarebbero compatibili con un mancato stordimento efficace.
Le immagini mostrerebbero inoltre alcuni animali appesi per un solo arto mentre presentavano ancora evidenti segni vitali.
La legge spagnola 32/2007, che disciplina il benessere degli animali durante le fasi di allevamento, trasporto, sperimentazione e macellazione, considera il mancato corretto stordimento prima dell’abbattimento una violazione di estrema gravità.
Secondo Animal Equality, il materiale raccolto documenterebbe casi in cui alcuni cervi sarebbero rimasti coscienti dopo essere stati colpiti. Per questo motivo, l’organizzazione ritiene che non sia stato garantito uno stordimento efficace, come invece previsto dalla normativa vigente.
Alla luce delle presunte irregolarità emerse, Animal Equality ha chiesto al Governo regionale di Castiglia e León di adottare tre misure specifiche.
La prima prevede l’avvio di un procedimento sanzionatorio, accompagnato dall’adozione delle opportune misure legali, fino all’eventuale chiusura dell’impianto coinvolto. La seconda riguarda la verifica del rispetto del Sistema di Videosorveglianza per il Benessere Animale, introdotto dal Regio Decreto 695/2022. La terza richiesta consiste nell’interrompere l’utilizzo del macello per l’abbattimento di animali selvatici provenienti dalle operazioni di controllo della popolazione.

Il Monte de El Pardo si estende per oltre 15.000 ettari ed è considerato una delle più importanti aree naturali protette della Spagna. All’interno della riserva la caccia è vietata e la gestione della popolazione dei cervi avviene attraverso programmi di cattura e trasferimento degli animali verso strutture autorizzate alla macellazione.
Secondo quanto riferito dalle autorità competenti, l’abbattimento segue una programmazione stagionale. I dati ufficiali indicano che gli interventi più consistenti si concentrano nei mesi di dicembre, febbraio e agosto, quando vengono macellati rispettivamente 862, 879 e 574 cervi. Complessivamente, ogni anno vengono abbattuti oltre 2.300 animali.
La documentazione raccolta suggerisce che la carne degli animali possa essere destinata alla filiera alimentare. I cervi vengono infatti trasferiti in un macello autorizzato e tutte le operazioni si svolgerebbero sotto la supervisione di veterinari ufficiali.
Per quanto riguarda il mercato italiano, non esistono statistiche pubbliche dettagliate che consentano di quantificare con precisione le importazioni di carne di cervo. I dati doganali dell’Istat inseriscono infatti questi prodotti nella più ampia categoria della “carne di selvaggina”, che comprende carni fresche, congelate e lavorate.
La Spagna figura tuttavia tra i principali esportatori verso l’Italia di prodotti derivati dalla selvaggina, compresa la carne di cervo. Un elemento che rende questa vicenda di particolare interesse anche per i consumatori e il mercato italiano.