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Maurizio Fugatti racconta le verità sulla cattura e sulla fuga di M49

E’ ancora disperso sulla montagna fra Susà, Bosentino e Calceranica M49 l’orso evaso da “Castelles”, il presidente della provincia Maurizio Fugatti racconta passo dopo passo tutta la verità sulla cattura e sulla fuga dell’orso.

Orso bruno

Il 22 luglio 2019 in sede dell’assemblea per il consiglio provinciale Maurizio Fugatti presidente della provincia ha descritto nel dettaglio la metodologia con cui è stato catturato M49 e di come sia fuggito dalla sua personale prigione.

Secondo quanto raccontato da Fugatti alle 22.50 nei pressi di Malga Rosa nel comune di Porte di Rendena l’orso era stato catturato con una trappola tubolare, l’animale si sarebbe agitato per alcune ore per poi tranquillizzarsi ed essere caricato su un pick-up del corpo della forestale.

Poco dopo la mezzanotte la schiera di veicoli si è messa in marcia per raggiungere la nuova destinazione, Trento, durante il tragitto sarebbero stati effettuati anche svariati controlli a M49, che secondo quanto affermato da Fugatti,era in ottima salute e molto tranquillo.

Alle 2,30 del mattino i veicoli hanno raggiunto la loro destinazione, “Castelles” dove l’orso è stato trasferito in un recinto elettrificato, all’intero dell’area uno, che avrebbe “ospitato” M49.

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Entrato all’intero della struttura l’orso era ancora nella trappola a tubo, intorno alle 3.20 è stato rimosso tramite l’utilizzo di un telecomando il radio collare che permetteva grazie a coordinate Gps di rintracciare M49. Alle 3.20 del mattino del 15 luglio l’orso è stato liberato all’interno della recinzione dell’area uno attivando la rete elettrificata a 7 mila volt.

All’interno dell’area delimita secondo quanto raccontato da Fugatti vi sarebbe un piccolo boschetto dove M49 si è rifugiato immediatamente subito dopo il rilascio all’interno dell sua gabbia, l’orso era controllato a vista.

Non si è ben capito in che lasso di tempo il personale addetto alla sorveglianza ha udito dei rumori, provocati da una zampata dell’orso che è riuscito ad allargare i cavi elettrici provocando l’interruzione della corrente e riuscendo a fuggire nella recinzione vicina che era rimasta senza elettricità.

orso ,49 trento
Orso M49

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Il secondo recinto non elettrificato era vuoto e M 49 ha superato facilmente la recinzione introducendosi in una terza area dove era collocata un’altra orsa Dj3 che impaurita dalla grossa stazza e dalla ferocia dell’orso si è rifugiata impaurita nella propria tana.

Il recinto della terza area è rimasto elettrificato e l’orso, controllato a vista dal personale della forestale, pur prendendo svariate scariche di scossa elettrica ha continuato la sua fuga scavalcando e allentando un cavo e rompendo l’isolante. Con un salto di quasi 2 metri M49 è riuscito a evadere dalla recinzione perimetrale.

A quanto riportato da Fugatti gli operatori terrorizzati dalla tenacia e dalle combattività dell’orso si sono tenuti a debita distanza dall’animale permettendogli così la fuga.

Fin dalle prime luci dell’alba l’orso è stato inseguito e ricercato con l’ausilio dei vigili del fuoco e dei loro droni, nella mattina del 16 luglio l’orso sembra essere stato avvistato nei pressi di Susa, mentre nella nottata del 16 nella zona di Bosentino.

Secondo quanto riportato dalla Voce del Trentino Il presidente della provincia a rammentato che è stata una scelta quella di non sedare l’animale per non farlo incorrere in alcun pericolo.

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La nuova ordinanza

cattura orso trento
Protesta della Lav contro cattura orso M49

Il 22 luglio Fugatti ha anche confermato l’emissione di una nuova ordinanza per la cattura e l’abbattimento dell’orso.

“Si autorizza il personale forestale a procedere all’abbattimento in caso di pericolo”
“Ordina al medesimo personale, ad integrazione della citata ordinanza n. 415057, qualora si verifichino situazioni che, in relazione al comportamento assunto da M49, possano determinare ulteriore pericolo grave ed imminente per l’incolumità di terzi o degli stessi operatori del Corpo Forestale trentino, di procedere all’abbattimento dell’animale”.

Il presidente della provincia a poi spiegato:”La Provincia di Trento ha fatto tutto il possibile in base a quanto indicato da Ispra”.

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M49

“Il recinto perimetrale del centro Casteller era sempre attivo ma l’orso, che già conosceva gli effetti delle recinzioni elettriche dopo gli attacchi alle greggi, prima ha iniziato a scavare alla base della recinzione, mostrando aggressività nei confronti del personale che lo stava controllando a distanza”.

“Poi con un balzo di due metri si è arrampicato sulla recinzione incurante delle scosse elettriche. A questo punto il personale si è allontanato per motivi di sicurezza e, dopo dieci minuti, ha accertato che l’orso era fuggito”.

Il presidente della provincia ha asserito che la modifica dell’ordinanza era inevitabile per dare la possibilità ad operatori in grave pericolo di agire.

Secondo Fugatti la convivenza tra essere umani e grandi predatori è impossibile, e che in futuro si potrebbero riscontrare gli stessimproblemi con i lupi:

“Ci sono troppi orsi sul nostro territorio e pensare ad una convivenza è pura follia, dobbiamo partire da questo concetto senza se e senza ma se vogliamo tentare di risolvere il problema”.

Il governatore ha poi concluso dichiarando che se m49 sarà catturato non sarà sicuramente portato a Casteller.

L.L.

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