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Donna attraversa il Mediterraneo con un piccione al braccio

Sbarcata a Trapani insieme ad altri migranti disperati, una donna ha attraversato il Mediterraneo con un piccione al braccio. Era il suo unico ricordo.

Il piccione migrante
Il piccione migrante (fonte Facebook)

Una storia triste e bizzarra al tempo stesso quella di una donna disperata che ha viaggiato per il Mediterraneo tenendo un piccione legato ad un braccio. Al suo arrivo i volontari non riuscivano a credere ai loro occhi ed è stato difficile separarli. Ogni giorno leggiamo, vediamo e assistiamo a sbarchi di migranti sulle coste italiane. La Calabria e la Sicilia sono le regioni in cui migliaia e migliaia di persone provenienti dai paesi di guerra e poveri, approdano con l’auspicio di una nuova vita. Il viaggio è davvero quello della speranza e queste persone sono pronte a tutto pur di cercare una vita migliore, anche a costo di perderla lungo il viaggio. Prima di partire sono costretti a lasciare tutto, dalla casa ai beni materiale, dai loro cari fino ai loro animali. La signora di cui oggi vi raccontiamo i fatti non era però disposta ad abbandonare il suo volatile da compagnia. Il piccione era l’unica cosa che le rimaneva, un affetto insolito ma decisamente sincero vista la difficoltà nel separarli. Giunta a Trapani, la donna ha temuto di perderlo per sempre.

Donna attraversa il Mediterraneo con un piccione al braccio: è stato recuperato

le volontarie insieme al volatile
le volontarie insieme al volatile (fonte Facebook)

La donna con il piccione al braccio proveniente dalla Libia, è sbarcata a Trapani dalla nave Sea Eye 4, con circa 850 migranti a bordo. Una volta arrivati sulla terra ferma, i migranti vengono accolti e sottoposti ad analisi e prassi sanitarie necessarie. Affinché l’iter venisse effettuato anche sulla donna, il volatile doveva essere allontanato.

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Grazie a due volontarie Oipa, l’uccello è stato portato al Centro operativo provinciale (Cop) della Forestale di Trapani. Quando al centro operativo è giunta la telefonata della Polizia, tutti pensavano ad una segnalazione come le altre. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che si trattasse di un volatile di compagnia arrivato in Italia dalla Libia.

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Il piccione rappresentava l’unico ricordo e appiglio per la libica disperata ed è stato difficile separarli. Ma, le due volontarie dell’Oipa, sono riuscite a recuperare l’uccello che è stato messo in sicurezza.

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M.F.G