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Milano, Nitsch contestato dalle Iene Vegane: “Fermate quel macellaio mancato”

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nitsch

Ancora una volta l’artista austriaco Hermann Nitsch finisce nel mirino delle associazioni animaliste per via delle sue opere dai contenuti forti. Le “Iene Vegane” lo hanno fortemente contestato nella giornata di ieri all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove Nitsch aveva avuto un incontro con gli studenti.

Giunto al momento di prendere la parola, gli attivisti presenti in incognito in sala hanno rivelato la loro presenza esibendo cartelloni di protesta e cori contro le sue modalità di fare arte utilizzando spesso e volentieri le carcasse di animali morti.

Nitsch in passato ha utilizzato i corpi senza vita di diverse specie di animali, crocifiggendoli o mutilandoli, e la cosa per le associazioni animaliste non si risolve certo nella spiegazione che vuole l’uomo trovare nuove modalità espressive nell’ambito dell’arte: quel che anzi sembra evidente agli occhi di chi osserva ad un primo impatto altro non è se non un inutile e crudele infierire sui corpi ormai privi di vita di quei poveri animali.

Addirittura Nitsch ha più volte squartato le carcasse in presa diretta davanti al proprio pubblico, schizzando di sangue le pareti.

Un portavoce delle Iene Vegane afferma: “Noi non discutiamo l’arte, non è il nostro ambito entrare in questo ambito. Ci indigna profondamente però il fatto che quel macellaio mancato di Nitsch utilizzi per i suoi meri fini scenici i corpi, gli organi ed il sangue degli animali, il tutto solamente per far parlare di se con qualcosa di eclatante. Ai suoi esordi sacrificava gli animali direttamente in scena”.

“Si tratta di uno sfruttamento barbaro ed indecente, che non trova alcuna giustificazione. Questi animali vengono uccisi dall’uomo ed oltraggiati anche dopo la morte. La giustificazione di Nitsch e di chi lo sostiene sarebbe quella di mettere in atto dei ‘rituali ancestrali’, ma è soltanto una scusa bella e buona, a noi sembra solo che questa persona ami far parlare di se”.

Già 54mila individui hanno sottoscritto una petizione in favore della cessazione dell’esposizione delle opere di Nitsch, il quale venne pesantemente contestato in un’altra circostanza.