Montemiletto, un cane ucciso e una comunità che deve reagire

Nella comunità di Montemiletto, un cane è stato brutalmente ucciso e ora la popolazione deve reagire: il povero quattro zampe è stato impiccato.

bosco
In provincia di Avellino un cane meticcio è stato brutalmente ucciso per impiccagione (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Indignati e sconcertati dall’inaudita ferocia!”. Così inizia il post pubblicato su Facebook dal sindaco di Montemiletto, Massimiliano Minichiello. Il primo cittadino, rimasto sconvolto dalla brutale uccisione di un povero cane ritrovato impiccato a un albero, si augura che “vengano presto individuati e perseguiti gli autori di tali simili e barbari gesti in quanto la comunità di Montemiletto non può essere associata ad atti di inciviltà così efferati”.

Cane ucciso a Montemiletto: lo sconcerto della comunità per la brutale impiccagione del quattro zampe

La cronaca, purtroppo, restituisce ancora una volta un’immagine di una crudeltà che fatica a trovare una spiegazione logica o umana. A Montemiletto, nell’avellinese, la quiete della domenica è stata squarciata da un ritrovamento macabro: un cane meticci è stato rinvenuto impiccato a un albero.

carabinieri
La denuncia presso le Forze dell’Ordine da parte di un agricoltore della zona che ha ritrovato il corpo senza vita del cane (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

A scoprire il corpo dell’animale è stato un agricoltore della zona. L’uomo, scosso dalla visione, ha immediatamente allertato i Carabinieri Forestali di Avellino, dando il via a un’indagine che ora cerca di dare un nome e un volto ai responsabili di questo atto di inaudita ferocia. Mentre le istituzioni si muovono e le associazioni come l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) presentano formale denuncia contro ignoti, preparandosi a costituirsi parte civile in un eventuale giudizio, il dibattito pubblico si è spostato su un terreno controverso: quello delle “taglie” in denaro messe in palio per chiunque fornisca informazioni utili alla cattura del colpevole di maltrattamento e uccisione.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Sentono strani rumori e corrono a vedere: il gatto era impiccato e si dimenava

Non è la prima volta, e probabilmente non sarà l’ultima, che a seguito di un crimine contro gli animali le associazioni lancino la proposta di una ricompensa economica — in questo caso mille euro — per chiunque aiuti le Forze dell’Ordine. Sebbene l’intento dichiarato sia quello di accelerare la giustizia, questa modalità solleva interrogativi etici e pratici profondi. Proporre una taglia significa, di fatto, trasformare un dovere civico in una transazione commerciale. Quando la ricerca della verità viene subordinata a un premio in denaro, si corre il rischio di delegittimare il lavoro delle Forze dell’Ordine, quasi a suggerire che senza l’incentivo economico la macchina della giustizia sia destinata a incepparsi o che il cittadino non abbia alcun interesse a collaborare se non per profitto.

cane nel bosco
Un delitto efferato ai danni di un povero cane meticcio impiccato a un albero nei boschi dell’avellinonese (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

I media, spesso, rilanciano questi annunci senza alcun filtro critico, contribuendo a normalizzare un approccio che sposta l’attenzione dall’orrore del reato alla spettacolarizzazione della caccia all’uomo. Il nocciolo della questione risiede nella coscienza civile. Se un cittadino è a conoscenza di dettagli utili a identificare chi ha ucciso il cane a Montemiletto, il suo obbligo morale e legale è quello di testimoniare. La lotta contro il maltrattamento animale e la denuncia non è solo un atto di amore verso gli animali, ma un gesto di autodifesa della società civile.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Leggi per la tutela degli animali: in Italia i numeri dei reati e dei procedimenti fanno riflettere

Il sindaco di Montemiletto, Massimiliano Minichiello, si è detto “sconcertato dalla inaudita ferocia”, auspicando che i responsabili siano perseguiti con rigore. Ma affinché questo avvenga, serve che la comunità locale si faccia scudo contro l’omertà, non per il profitto, ma per il desiderio di vivere in un luogo dove simili atrocità non siano tollerate.

carabinieri
Le Forze dell’Ordine sperano che chi è a conoscenza dei responsabili dell’assassinio del cane testimonino così da arrestare i colpevoli del brutale gesto (Foto Canva -amoreaquattrozampe.it)

Un altro aspetto deleterio che accompagna tragicamente questi fatti di cronaca è la strumentalizzazione politica e geografica. Sui social network, non appena la notizia ha iniziato a circolare, si è scatenata la solita tempesta di commenti volti a etichettare il maltrattamento animale come un problema “meridionale” o legato a specifiche zone dell’Italia. Ma, purtroppo, casi di violenza sugli animali si registrano quotidianamente da Nord a Sud, e declinare un delitto in chiave territoriale serve solo a distogliere l’attenzione dal vero problema: la mancanza di una tutela legale più stringente.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Le sue condizioni erano estremamente critiche, se non fossero intervenuti il suo destino sarebbe stato segnato

Un ostacolo reale è la paura, perché in piccole comunità denunciare un vicino o un conoscente può essere percepito come un rischio per la propria incolumità o per la propria serenità sociale. Qui entra in gioco il ruolo cruciale dello Stato. Le Istituzioni devono garantire che chi collabora con la giustizia sia protetto. Se la percezione generale è che “denunciare non serve a nulla” o che “ci si mette nei guai per niente”, allora il silenzio continuerà a regnare.

Se vuoi saperne di più, leggi un nostro approfondimento sul tema >>> Gatto gravemente ferito al muso dopo aver rubato del cibo: dopo anni di sofferenze, la rinascita

La sfida sul piano culturale dovrebbe essere promuovere l’empatia e il rispetto per ogni forma di vita; mentre sul piano istituzionale sarebbe necessario snellire le procedure di denuncia e garantire la certezza della pena per chi commette reati così efferati. Chi ha visto qualcosa parli, chi sa qualcosa riferisca ai Carabinieri. Non per mille euro, ma per impedire che chi ha commesso un tale orrore possa sentirsi libero di farlo ancora. (di Elisabetta Guglielmi)

Gestione cookie