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Muore misteriosamente: forse è stato il morso del gatto

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(Pixabay)

Sarebbe stato il morso di un gatto a uccidere qualche tempo fa una cinquantenne giapponese, a cui il felino trasmise un virus risultato letale. Ad asserirlo è il ministero della sanità Giapponese, che documenterebbe in questo modo il primo caso di trasmissione da mammifero all’uomo. In base alla ricostruzione, confermata dagli organi di stampa, la donna aveva aiutato un gatto che sembrava stesse male. Appena una decina di giorni dopo, è deceduta. La causa della morte sarebbe stata la Sfts (Severe fever with thrombocytopenia syndrome), una sindrome causata da un virus che di solito si trasmette attraverso la puntura delle zecche. I medici hanno anche segnalato che questo caso sarebbe il primo ed unico al mondo se dovesse venire confermato dalle ricerche che sono in corso.

Il particolare allarmante è che comunque la donna non presentava segni di tali punture. Si è arrivati alla presunzione, dunque, la malattia potesse essere stata trasmetta proprio dal gatto, anche se mancano ancora conferme ufficiali. Dal sito della Bbc si apprende intanto che la Sfts è una malattia emergente in Cina, Corea e Giappone. Il tasso di letalità è molto alto, riguardando il 30% dei casi.

Cosa si rischia a contatto coi gatti?

Al contrario di quanto si pensa, ci sono poche malattie e parassiti trasmissibili dai gatti all’uomo tra cui le più diffuse sono la toxoplasmosi, alcuni tipi di allergie o la tigna, oppure ancora la salmonella. Il gatto a volta porta infezioni attraverso morsi o graffi. Negli ultimi anni, le allergie al pelo del gatto sono aumentate. Queste sono provocate da una proteina presente nella saliva e sulla pelle del gatto. I sintomi nell’uomo sono simili alle altre allergie.

Tra i tipi d’infezioni che possono essere trasmesse c’è quella provocata da un tipo di parassiti chiamati Nematodi, localizzati nell’intestino tenue del gatto. Queste si dividono in Ascaridi e Ancylostomi. Gli Ascaridi possono infestare i gattini già in tenera età. Gli Ancylostomi sono vermi ematofagi che si nutrono del sangue dell’animale.

Un altro tipo di infezione chiamata “malattia del graffio” può essere trasmessa dal morso o dal graffio di un gatto portatore della Bartonella henselae. I gatti più a rischio sono sopratutto quelli che vivono all’esterno e raramente quelli che vivono da anni in una casa. Questa infezione provoca l’ingrossamento dei linfonodi, soprattutto nei soggetti più deboli, dolore articolare, gonfiore e ascessi.

Quando si è graffiati dal gatto viene suggerito di lavare subito la ferita con un sapone antibatterico e nel caso il graffio sia profondo può essere anche necessario l’utilizzo di un antibiotico sotto controllo medico.