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Pamplona, San Firmino, quella corsa dei tori che richiama la disumanità

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Come ogni anno, torna la corsa dei tori a Pamplona per la tradizionale Festa di San Firmino

Tori a San Firmino
Corsa dei Tori a San Firmino

Dal 6 al 14 luglio a Pamplona, in Spagna, si svolge come ogni anno la festa tradizionale con la corsa dei tori dedicata a San Firmino.

La ricorrenza consiste nel correre davanti dai tori liberati nelle strade del centro storico, in un percorso di 800 metri che porta gli animali all’arena di Pamplona. Dopodiché questi tori vengono portati al macello.

Ogni anno, San Firmino richiama migliaia di turisti da tutto il mondo per partecipare o assistere alla corsa.

In un clima di festa, si contano decine di persone ferite dai tori, alcune ricoverate gravemente.

La Festa di San Firmino fu organizzata per la prima volta nel 1591, per festeggiare il santo. Negli anni è diventato un evento mediatico e d’interesse economico.

In Spagna si contano 3 mila feste tradizionali con animali. Non solo la corrida ma anche altri eventi in cui i tori sono vittime di abusi, maltrattamenti e brutali uccisioni come il Toro della Vega a Tordesillas  o la festa del “toro di fuoco” a Medinaceli.

Manifestazione che oggigiorno si potrebbe definire anacronistiche. Negli ultimi anni infatti si sono moltiplicate le iniziative delle organizzazioni animaliste per abolire la corrida e gli eventi con gli animali in Spagna.

In occasione di San Firmino, si rinnovano le critiche in rete e le denunce. Tra le quali, quest’anno, il giornalista e scrittore spagnolo Juan Ignacio Codina ha espresso la sua indignazione, pubblicando la fotografia di un toro ucciso davanti agli occhi di tutti nel corso della festa di San Firmino del 2019.

“#Sanfermines2019 Questa foto del 2010 mostra l’ignominia, l’indecenza e la miseria della cultura della taurina”, scrive il giornalista, aggiungendo di “volere il meglio per il proprio paese”.

Il post ha sollevato un’ondata di repliche e i commenti di numerose persone che hanno condannato “la crudeltà umana” e il “disprezzo per i diritti degli animali”, chiedendo un inasprimento delle legge al riguardo.

Non solo crudeltà e barbarie. Lo sfruttamento degli animali ai fini dell’intrattenimento è al centro dei riflettori da diversi anni anche a livello comunitario.

Il post del giornalista

C.D.

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