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Partono in vacanza per due settimane e lasciano il cane e due gatti a casa

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Li hanno lasciati morire di fame nella loro casa che si è trasformata in un lager degli orrori. Una coppia Wimbledon, nel Regno Unito, David Hicks e la moglie Zara Hicks, è partita in vacanza per due settimane, lasciando gli animali in casa. La coppia aveva predisposto tutto il cibo nelle ciotole e l’acqua ma non aveva calcolato che non sarebbero stati sufficienti per tutto il periodo. Partendo il 28 agosto aveva fatto rientro l’8 settembre 2016.

Le immagini shoccanti ritraggono l’interno dell’appartamento, sottosopra, con le ciotole vuote e il corpo di un gatto morto sul ripiano della cucina, forse mentre stava cercando disperatamente del cibo per sopravvivere.

Ad allertare le forze dell’ordine sono stati i vicini della coppia che hanno notato dei comportamenti strani nel barboncino lasciato all’esterno dell’abitazione e non vedendo movimento di animali in casa si sono insospettiti, segnalando il caso alle autorità. Non riuscendo a mettersi in contatto con i proprietari della casa, la polizia intervenne sul posto, il 6 settembre, trovando trovato un gatto ancora vivo mentre un altro era già morto. Sia il cane che il gatto sopravvissuti erano in buone condizioni anche se sembravano trascurati ed erano pieni di pulci. Secondo il indiscrezioni, il gatto deceduto aveva un tumore all’intestino. Tuttavia, in base all’autopsia è emerso che il povero animale non aveva mangiato da giorni e sarebbe pertanto morto di fame.

La coppia si è difesa sostenendo che prima di partire aveva incaricato la madre dell’uomo. Una tesi smentita dalla donna la quale, come sottolineano gli ispettori non era a conoscenza di nulla.

A distanza di sei mesi si è svolto il processo e la coppia è stata condannata a due anni di carcere con un sconto di pena a 16 settimane di carcere per David e a 20 settimane per Zara, 160 ore di lavori socialmente utili e il divieto detenzione animale per dodici anni. Nella sentenza il giudice ha spiegato di essere stato severo in quanto le condizioni degli animali mostravano una negligenza nel tempo e di aver dato una pena maggiora alla donna in quanto avrebbe invento la storia di aver incaricato la madre, cosa smentita in sede del processo.

Un caso imbarazzante, tanto più, se si considera che la coppia aveva un figlio al quale gli ispettori della Società di protezione animali hanno dovuto dire che non avrebbe più potuto avere un animale per molto tempo: “Mi ha fatto male dirglielo. Ero molto dispiaciuto”, ha dichiarato l’ispettore.