Non perde la speranza e non vuole dirgli addio: la scelta del padrone del cane congelato nell’attesa di una cura fa discutere e divide.

Non era pronto a separarsi da lui definitivamente, quindi ha preso una decisione non facile pur di conservare la speranza di rivederlo accanto a lui giorno, sano e felice come ai vecchi tempi: fa discutere la scelta del padrone del cane congelato in attesa di una cura per la sua malattia. Non tutti sono d’accordo con il processo di crioconservazione scelto dall’uomo per il suo quattro zampe ed è scoppiata una feroce polemica tra due posizioni opposte.
Cane congelato in attesa di una cura: la scelta di Dale
Non è mai facile dire addio a qualcuno di così caro, che sentiamo appartenere a noi stessi e talvolta, anche nel momento dell’addio, non riusciamo a distaccarcene davvero. Questa storia parla di un atto d’amore (sebbene per alcuni, come si vedrà, appare come una scelta egoistica) di un padrone, Dale Pearce, verso il suo cane malato, Neren.
Quando la sua quattro zampe si è ammalata la situazione è apparsa immediatamente grave: dopo aver deciso di praticare l’eutanasia al cane, Dale ha immediatamente provveduto a creare al suo Neren una seconda possibilità di vita. Non si tratta della trama di un film di fantascienza ma di una realtà possibile in Michigan. Così è partito dalla sua Australia con il suo cane per congelarne il corpo subito dopo la sedazione letale.
Cane congelato in attesa di una cura: una scelta che divide
La scelta è stata la sua e, sebbene non tutti fossero d’accordo, Dale ha deciso di congelare il corpo suo cane e di farlo a sue spese: ben 40mila dollari tra operazioni e viaggi. Ma anche il costo incredibile di questa opportunità non sembra averlo reso meno convinto; anzi ha cercato di far vivere al suo quattro zampe delle esperienze indimenticabili.

Quando si è reso conto della stanchezza fisica di Neren, ha capito che era arrivato il momento di dirle addio…almeno per il momento. Ma come funziona la crioterapia? Il corpo dell’animale è trattato con crioprotettivi e azoto liquido a -196°: in questo modo ogni processo biologico si mette in ‘stand-by’ e si preservano le strutture cellulari. La sola operazione di crioterapia, effettuata presso il Cryonics Institute, ad oggi ha un costo di circa 20mila dollari.
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Eppure questo congelare il corpo dell’animale, che prevede portarlo ad una temperatura prossima allo zero, non è stata da tutti condivisa. Anzi per alcuni si è trattato addirittura di un abuso, un atto di grande egoismo che è andato a ledere la dignità dell’animale. Per altri invece è stato un modo per non rimanere ‘imprigionati’ nei limiti che questa vita ci impone con la morte.