Il “burro di orso” è il segreto dei grizzly: lo studio svela perché scalano le montagne per divorare migliaia di falena
Per gli orsi grizzly ogni estate si ripete un viaggio tanto faticoso quanto fondamentale per la sopravvivenza. I grandi plantigradi affrontano ripidi pendii rocciosi del Glacier National Park, nel Montana, per raggiungere un alimento estremamente energetico che gli scienziati hanno soprannominato “burro di orso”. Non si tratta di un prodotto naturale simile al burro, ma di migliaia di falene ricche di grassi che rappresentano una preziosa riserva di energia in vista dell’inverno.

Una recente ricerca ha chiarito il motivo di questo comportamento, dimostrando come il rapporto tra i grizzly e le falene sia molto più importante di quanto si pensasse. Comprendere questa straordinaria strategia alimentare potrebbe essere determinante anche per la conservazione della specie e degli habitat montani in cui vive.
Lo studio ha inoltre permesso di individuare con maggiore precisione le aree in cui questi spettacolari incontri tra predatore e preda si verificano ogni anno. Informazioni preziose che potranno aiutare i responsabili del parco a proteggere i siti di alimentazione dei grizzly e a limitare il disturbo causato dalla crescente presenza di visitatori nelle zone più sensibili.
Perché il “burro di orso” è una risorsa fondamentale per i grizzly
Il cosiddetto burro di orso è formato dalle falene della specie Euxoa auxiliaris, appartenenti alla famiglia delle Noctuidae. Durante l’estate questi insetti migrano verso le alte quote delle Montagne Rocciose, dove trovano rifugio tra i pendii detritici, creando concentrazioni eccezionali in aree molto limitate. Per i grizzly questa rappresenta un’occasione irripetibile.

Sebbene ogni singola falena fornisca circa mezza caloria, un orso può divorarne decine di migliaia nell’arco di una sola giornata, accumulando così un’enorme quantità di grasso. È proprio questa incredibile disponibilità energetica ad aver fatto nascere il soprannome di burro di orso, una definizione che descrive perfettamente il valore nutrizionale di queste falene. Le larve di Euxoa auxiliaris sono note anche come “army cutworm“, ovvero “bruchi tagliatori dell’esercito”.
Il nome deriva dal comportamento delle larve, che durante la notte recidono il fusto delle giovani piante e, quando il cibo scarseggia, avanzano in grandi gruppi verso nuove aree coltivate, ricordando l’avanzata di un esercito. Per gli orsi, però, questi insetti rappresentano semplicemente una preziosa fonte di grassi e proteine, indispensabile per affrontare il lungo letargo e mantenere elevate riserve energetiche.
Lo studio rivela dove si trova il “burro di orso” e come proteggere i siti di alimentazione
La ricerca, condotta tra il 2019 e il 2021 nel Glacier National Park, ha permesso di individuare con precisione le aree in cui si concentra il burro di orso. Gli studiosi hanno scoperto che appena lo 0,3% della popolazione totale delle falene presenti nel parco si raduna in specifici pendii d’alta quota, trasformandoli in autentici punti di alimentazione per i grizzly.

Per ottenere questi risultati, il team di ricerca ha effettuato numerosi rilievi sul campo per identificare gli habitat preferiti delle falene, mentre gli orsi sono stati monitorati dall’elicottero per osservare i loro spostamenti e confrontarli con la distribuzione degli insetti. L’obiettivo dello studio non è stato soltanto comprendere il comportamento alimentare dei plantigradi, ma anche fornire ai gestori del parco strumenti utili per proteggere questi delicati ecosistemi. L’aumento delle attività ricreative nelle aree montane potrebbe infatti disturbare i siti di alimentazione proprio nei periodi in cui gli orsi hanno maggiore bisogno del burro di orso per accumulare le riserve necessarie alla sopravvivenza.
La ricerca evidenzia quanto anche piccoli insetti possano avere un ruolo cruciale nell’equilibrio degli ecosistemi. La presenza delle falene influenza direttamente la capacità dei grizzly di immagazzinare energia e affrontare i mesi più difficili dell’anno. Questo straordinario legame tra un grande predatore e un piccolo insetto dimostra ancora una volta quanto la natura sia composta da relazioni complesse e spesso sorprendenti. Proteggere gli habitat dove si forma il burro di orso significa non solo conservare un comportamento unico osservabile nel Glacier National Park, ma anche contribuire alla tutela di una delle specie simbolo del Nord America e dell’intero ecosistema montano.