In Sudafrica, tra i vigneti di Stellenbosch, 1.600 anatre aiutano a combattere naturalmente i parassiti. Un esempio di agricoltura sostenibile che coinvolge animali, biodiversità e viticoltura.
Una vigna curata dall’uomo, ma con l’aiuto quotidiano di una squadra davvero particolare: ben 1.600 anatre. Succede alla Vergenoegd Löw Wine Estate, storica tenuta vinicola di Stellenbosch, poco distante da Città del Capo, in Sudafrica.

Qui ogni mattina va in scena uno spettacolo che negli anni ha conquistato i social e attirato visitatori provenienti da tutto il mondo. Le anatre si muovono in gruppo all’interno della proprietà per raggiungere i vigneti e cominciare il loro particolare “turno di lavoro”.
1.600 anatre al lavoro tra i vigneti
Dietro una scena apparentemente buffa e spettacolare si nasconde però una precisa filosofia agricola: utilizzare gli animali come preziosi alleati nella gestione del territorio, limitando il ricorso a sostanze chimiche e favorendo un ecosistema più equilibrato.

La Vergenoegd Löw ha scelto di integrare diverse varietà di anatre, con una particolare presenza delle famose Corritrici Indiane, conosciute a livello internazionale come Indian Runner.
Una volta raggiunti i filari, questi animali fanno ciò che per loro è assolutamente naturale: cercano cibo. Lumache, insetti, larve e altri piccoli organismi presenti nel terreno diventano il loro pasto e, contemporaneamente, la loro attività contribuisce al controllo dei parassiti che potrebbero danneggiare le viti.
Si crea così una forma di collaborazione tra attività umana e comportamento animale. Le anatre possono alimentarsi liberamente mentre i vigneti beneficiano della loro presenza, riducendo la necessità di alcuni interventi esterni.
Anche gli escrementi lasciati dagli animali nei campi possono contribuire alla fertilizzazione del terreno, trasformando la presenza delle anatre in una risorsa sotto diversi punti di vista. Non si tratta di una trovata recente pensata per attirare turisti. Alla Vergenoegd questo approccio viene sviluppato fin dal 1983, quando la tenuta iniziò a sperimentare sistemi ecologici per contrastare i parassiti.
Inizialmente furono utilizzate anche le galline, che però si dimostrarono meno adatte. Le anatre, al contrario, si rivelarono particolarmente efficaci soprattutto nella ricerca di lumache e larve. Nel corso degli anni il metodo è stato perfezionato inserendolo in una filosofia più ampia orientata alla biodiversità, alla salute del terreno e alla riduzione dell’impiego di prodotti chimici.
La presenza degli animali è diventata quindi parte integrante dell’identità della tenuta. Oltre al valore agricolo, c’è inevitabilmente anche un lato spettacolare. Vedere centinaia di anatre muoversi tutte insieme è un’immagine difficile da dimenticare.
I video della loro corsa pubblicati sui social della tenuta sono diventati virali in numerose occasioni, facendo conoscere questa realtà ben oltre i confini del Sudafrica. La cosiddetta “duck parade” è diventata una vera attrazione per i visitatori, che possono osservare gli animali mentre attraversano la proprietà per raggiungere le zone della tenuta in cui vengono impiegati.
C’è chi arriva a Stellenbosch per conoscere i vini locali e chi inserisce la Vergenoegd Löw nel proprio itinerario proprio per vedere da vicino le celebri anatre. Ma dietro fotografie e video divertenti rimane il significato più interessante dell’iniziativa: mostrare concretamente come gli animali possano essere integrati nella gestione di un’azienda agricola.
Vergenoegd Löw non rappresenta l’unico esempio interessante nella regione vinicola di Stellenbosch.
Anche la Hartenberg Wine Estate ha scelto di integrare gli animali nella gestione della propria azienda agricola. In questo caso entrano in gioco diverse specie, tra cui bovini, ovini e anatre, che contribuiscono in modi differenti alla cura del territorio.
L’obiettivo è quello di adottare principi legati all’agricoltura rigenerativa, un modello che non punta esclusivamente alla produzione, ma cerca anche di preservare e ripristinare la fertilità del suolo, favorire la biodiversità e creare un ecosistema agricolo maggiormente equilibrato.
L’impiego degli animali può avere diverse funzioni: dal controllo della vegetazione alla fertilizzazione naturale dei terreni, fino alla gestione di alcuni parassiti. Hartenberg ha ottenuto anche una certificazione internazionale legata all’agricoltura rigenerativa, rafforzando ulteriormente un percorso nel quale il vigneto viene considerato parte di un ecosistema più ampio.
Tra le protagoniste di questo particolare modello agricolo c’è soprattutto la Corritrice Indiana, una delle anatre più facilmente riconoscibili al mondo. Il motivo è il suo curioso portamento. A differenza della maggior parte delle anatre, presenta infatti una postura quasi completamente eretta che, vista da lontano, può ricordare quella di un piccolo pinguino.
Anche il modo di spostarsi è caratteristico. Le Corritrici Indiane non procedono con il tipico andamento ondeggiante associato alle anatre, ma riescono a camminare e correre rapidamente mantenendo il corpo in posizione verticale.
È proprio questa loro capacità di percorrere velocemente il terreno, insieme alla naturale propensione alla ricerca di piccoli animali di cui nutrirsi, ad averle rese particolarmente interessanti anche in alcuni contesti agricoli.
Il nome Corritrice Indiana può trarre in inganno. Le origini storiche di questa particolare anatra vengono infatti ricondotte al Sud-est asiatico e in particolare all’arcipelago indonesiano, comprese aree come l’isola di Giava.
Si tratta inoltre di animali con una storia molto antica. Raffigurazioni e testimonianze provenienti dall’area asiatica suggeriscono infatti che anatre con caratteristiche simili fossero presenti nella regione già molti secoli fa.

In Indonesia e in altre zone dell’Asia l’allevamento delle anatre rappresenta da lungo tempo una componente importante della vita rurale. Ancora oggi è possibile osservare gruppi di anatre condotti attraverso le campagne, una pratica tradizionale che permette agli animali di spostarsi alla ricerca di alimento prima di essere ricondotti nei villaggi.
La storia delle anatre di Stellenbosch va quindi ben oltre la curiosità delle immagini diventate virali.
Alla Vergenoegd Löw le Corritrici Indiane sono diventate uno dei simboli della possibilità di integrare alcuni comportamenti naturali degli animali nelle attività agricole. Alla Hartenberg Wine Estate, invece, anatre, bovini e ovini fanno parte di un progetto più ampio orientato ai principi dell’agricoltura rigenerativa.
Due esperienze diverse ma accomunate dalla volontà di considerare il vigneto non come uno spazio isolato, bensì come un ecosistema nel quale terreno, piante, animali e attività dell’uomo sono strettamente collegati.
E così quella spettacolare corsa di centinaia di anatre che ogni giorno conquista i visitatori non è soltanto un’attrazione turistica. Dietro quei piccoli animali che corrono ordinatamente verso i filari c’è anche un’idea di agricoltura che cerca di lavorare insieme alla natura anziché sostituirla.