Cooper è stato trovato con il muso avvolto nel nastro adesivo in Florida. La sua foto ha fatto partire un’indagine che ha portato al salvataggio di 16 animali.
Cooper era nascosto sotto una rampa, spaventato e con il muso completamente avvolto dal nastro adesivo. Respirava con grande difficoltà e, senza un intervento tempestivo, le conseguenze avrebbero potuto essere drammatiche.

A notarlo è stata una donna che ha immediatamente compreso la gravità della situazione. Insieme al figlio ha rimosso con attenzione il nastro, permettendo al cane di tornare finalmente a respirare. Una fotografia di Cooper, pubblicata successivamente online, ha attirato l’attenzione degli agenti dello sceriffo della contea di Polk, in Florida.
Cooper trovato con il muso avvolto nel nastro adesivo ma non solamente
Da quella singola immagine è partita un’indagine che avrebbe portato alla scoperta di una situazione ben più grave: Cooper, infatti, non era l’unico animale a vivere in condizioni preoccupanti. Quando è stato soccorso, Cooper appariva in evidente difficoltà respiratoria. Il nastro gli stringeva completamente il muso e il cane sembrava iperventilare.

Gli investigatori sono riusciti successivamente a rintracciare la sua proprietaria, una donna di 57 anni. Secondo quanto riferito dalle autorità, avrebbe ammesso di aver avvolto il muso del cane con il nastro adesivo la sera precedente, sostenendo di averlo fatto dopo che Cooper avrebbe tentato di morderla.
Il cane è stato quindi affidato alle autorità e sottoposto a controlli veterinari presso il Polk County Animal Control. La visita ha permesso di accertare che il cane presentava segni e cicatrici sul muso riconducibili al nastro adesivo. Ma non era l’unico problema.
Cooper appariva anche malnutrito e presentava segni intorno al collo compatibili, secondo quanto emerso dagli accertamenti, con una prolungata permanenza legato. Elementi che hanno fatto pensare che il suo disagio non fosse limitato soltanto all’episodio che aveva portato al ritrovamento.
Chiudere il muso di un cane con del nastro rappresenta un pericolo estremamente serio. Oltre a compromettere la normale respirazione, può impedire all’animale di bere, mangiare e soprattutto ansimare. Quest’ultima funzione è fondamentale per i cani, perché permette loro di regolare la temperatura corporea e disperdere il calore.
L’indagine ha assunto contorni ancora più preoccupanti quando gli investigatori hanno raggiunto la casa mobile in cui viveva la proprietaria di Cooper. All’interno, secondo quanto riferito dalle autorità, sarebbero stati trovati rifiuti, scarafaggi e un intenso odore di urina e feci. In quell’ambiente, inoltre, vivevano numerosi altri animali.
Oltre a Cooper erano presenti sette gatti, tre pesci, due inseparabili, due fringuelli e un’anatra. Gli animali sono stati prelevati e trasferiti all’Animal Control affinché potessero essere visitati e ricevere le cure necessarie. In totale, grazie all’intervento scattato dopo il ritrovamento di Cooper, sono stati messi in salvo 16 animali.
Le condizioni dell’abitazione hanno richiesto anche l’intervento dei vigili del fuoco della contea. La grande quantità di urina accumulata nell’ambiente ha infatti reso necessario controllare la concentrazione di ammoniaca nell’aria.
La misurazione avrebbe raggiunto le 100 parti per milione, un valore estremamente elevato che può rappresentare un serio rischio per la salute, soprattutto in caso di esposizione prolungata, causando irritazioni agli occhi e problemi alle vie respiratorie.
Gli investigatori dell’unità per i crimini agricoli avrebbero inoltre individuato cumuli di spazzatura, materiale in decomposizione e numerosi oggetti abbandonati intorno alla casa mobile. Perdite provenienti dal sistema settico e dalle tubature contribuivano ulteriormente a rendere insalubre l’area, dove era stata riscontrata anche una massiccia presenza di mosche e zanzare.
Quella che inizialmente sembrava la storia del salvataggio di un solo cane si è così trasformata in un intervento molto più ampio.
Lo sceriffo della contea di Polk, Grady Judd, ha sottolineato come, nonostante il terribile trattamento subito da Cooper, dalla vicenda sia arrivata almeno una buona notizia: il cane è stato messo al sicuro e l’indagine ha consentito di liberare anche tutti gli altri animali presenti nella proprietà.
Secondo quanto comunicato dalle autorità, gli animali dovrebbero riuscire a recuperare completamente grazie alle cure ricevute.
La proprietaria è stata arrestata e deve rispondere di diverse accuse, tra cui quella di crudeltà aggravata verso gli animali e 15 contestazioni relative alla negligenza nei confronti degli altri animali, oltre ad ulteriori accuse connesse alle condizioni della proprietà.

La storia di Cooper ricorda quanto possa essere importante non ignorare i segnali di un possibile maltrattamento. Lo sceriffo ha invitato i cittadini che assistono a episodi di crudeltà o trovano animali in condizioni di pericolo a contattare immediatamente le forze dell’ordine o i servizi locali di controllo degli animali.
Pubblicare una fotografia sui social può contribuire a richiamare l’attenzione, ma di fronte a un animale in pericolo è fondamentale effettuare anche una segnalazione alle autorità competenti.
Nel caso di Cooper, quella fotografia è stata decisiva: ha dato il via a un’indagine che non soltanto ha permesso di mettere al sicuro il cane, ma ha fatto emergere la situazione in cui vivevano numerosi altri animali. Da un singolo soccorso è nato così un intervento che ha cambiato il destino di 16 animali.