Ucraina: la fuga disperata degli animali dopo la devastante esplosione della diga

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By Elisabetta Guglielmi

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Dopo la devastante esplosione della diga di Nova Kakhovka in Ucraina, gli animali cercano di mettersi in salvo in una fuga disperata.

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Cani cercano di salvarsi dopo l’esplosione della diga (Screnhot foto Instagram shelter_domivka amoreaquattrozampe.it)

 

A quasi sedici mesi dall’inizio della guerra in Ucraina, il conflitto assume sempre più i contorni inquietanti di una crisi umanitaria e di un disastro ambientale senza precedenti. A rendere ancora più drammatica la situazione ha contribuito lo scoppio della diga di Nova Kakhovka, costruita quasi settanta anni fa sul fiume Dnieper nel sud dell’Ucraina. Il crollo è avvenuto lo scorso 6 giugno in seguito a un’esplosione la cui responsabilità è da attribuire con certezza, secondo le ultime fonti, alla Russia. Le acque che si sono riversate dopo il crollo della diga hanno devastato interi villaggi e città, causando la morte di centinaia di esseri viventi, umani e animali, e costringendo i superstiti a una fuga disperata sotto il fuoco nemico.

L’esplosione della diga di Nova Kakhovka in Ucraina: un disastro ambientale senza precedenti

In questi giorni sui social network sono state condivise le immagini che testimoniano il salvataggio dei moltissimi animali rimasti intrappolati nelle abitazioni e nelle fattorie sommerse dalle acque.

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Animali rimasti intrappolati nelle stalle dopo l’esplosione della diga (Screenhot foto Instagram – shelter_domivka – amoreaquattrozampe.it)

 

A due settimane dalla distruzione della diga, l’incubo per le persone e gli animali che si trovano nelle zone allagate continua. Il deflusso incontrollato dell’acqua che si trovava nel bacino idrico di Kachovka, lungo duecentoquaranta chilometri, ha allagato un’area di oltre seicento chilometri quadrati, sommergendo città, persone e animali. Secondo quanto riferito dall’organizzazione ucraina UAnimals, lo zoo di Kazkov Dibrov è stato sommerso dalle acque, che hanno portato purtroppo alla morte di quasi tutti gli animali ospitati.

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Un cagnolino si è rifugiato su un autobus dopo l’esplosione della diga (Screenhot foto Instagram – shelter_domivka – amoreaquattrozampe.it)

 

A lanciare un appello disperato sono stati i volontari del rifugio per animali Domivka, che sulla pagina Instagram all’account @shelter_domivka hanno condiviso le immagini del disastro: «Gli occupanti hanno fatto saltare in aria la centrale idroelettrica di Kakhovsky. Se veniamo letti dalla gente del posto… Se fate evacuare fermate un minuto, slegate i cani, fate uscire i gatti e i vostri animali, dategli la possibilità di scappare e mettersi al sicuro. Nonostante tutto restiamo umani». Con queste parole, i soccorritori impegnati a salvare le vite degli animali in difficoltà chiedono la collaborazione a tutta la popolazione in fuga di dedicare un minuto del loro tempo per permettere a cani, gatti e animali delle fattorie di provare a mettersi in salvo.

Le immagini condivise sui social network mostrano decine di cani che nuotano raggruppati in branco per raggiungere terreni non ricoperti dalle acque. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, gli animali che non sono in grado di nuotare non sono riusciti a sopravvivere all’esplosione della diga.

Sono comunque molti i soccorritori e i volontari che in questi giorni si sono prodigati per evacuare i residenti delle aree rurali, per salvare i civili rimasti intrappolati nelle loro abitazioni e per aiutare gli animali. Le operazioni di salvataggio proseguono coraggiosamente nonostante il rischio di bombardamenti da parte dei Russi che colpiscono le imbarcazioni di soccorso. Al momento, infatti, il pericolo principale per le squadre di soccorso è rappresentato dal fuoco dell’artiglieria russa; le evacuazioni sono state cos’ intervallate da esplosioni e spari.
Ad oggi, la regione di Kherson è ancora parzialmente allagata; al lento ritirarsi delle acque, le dimensioni del disastro assumono sempre maggior evidenza. Con lo scoppio della diga, i depuratori sono saltati determinando un afflusso incontrollato di liquami verso gli affluenti del Danubio, determinando gravissime conseguenze sull’intero ecosistema della regione che sfocia nel Mar Nero. Il serbatoio di Kachovka, inoltre, forniva l’acqua indispensabile per raffreddare il reattore della centrale nucleare di Zaporizhzhia. I danni ambientali a lungo termine si aggiungono ai problemi imminenti per la popolazione. Decine di migliaia di persone non hanno, al momento, accesso all’acqua potabile. Secondo gli esperti, i residenti delle zone colpite corrono il rischio di malattie infettive, che possono diffondersi rapidamente. Ancora una volta, la guerra sta sconvolgendo le vite di umani e animali. (di Elisabetta Guglielmi)

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