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Zooerastia: denunciata la presenza di turismo sessuale in Serbia

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Quello del sesso con gli animali è un fenomeno purtroppo dilagante. Qualche settimana fa, Lorenzo Croce, presidente dell’Aidaa, ha raccontato di aver ricevuto una terribile segnalazione riguardante orge con animali in una villa. L’abitazione sarebbe frequentata da noti personaggi. Più in generale, la zooerastia è un fenomeno preoccupante e secondo i dati diffusi nel mese di marzo del 2017 ne testimoniano l’aumento . Ora dalla Serbia arriva la drammatica denuncia del fenomeno. Si sta infatti sviluppando un turismo sessuale zoofilo. Personaggi facoltosi provenienti soprattutto da Germania, Inghilterra e Olanda arrivano nel Paese dell’ex Jugoslavia per avere rapporti sessuali con animali.

Si tratta di un traffico fiorente, con tanto di tour operator e prezzi che variano dai 70 ai 150 euro. Con un supplemento di 50 euro, è addirittura possibile filmare le proprie prestazioni sessuali. La denuncia arriva attraverso un agghiacciante reportage andato in onda sulla rete televisiva RTL. Successivamente, anche il Mirror si è occupato del fenomeno della zooerastia in Serbia. Il tabloid scriveva nei giorni scorsi che molti inglesi “viaggiano in Serbia per avere rapporti sessuali con dei cani nei bordelli”.

Quel cane con calze a rete e tacchi

In molti hanno iniziato a interessarsi dell’accaduto e la notizia è finita sui giornali di mezza Europa. In particolare, ha lasciato tutti basiti la foto di un cane con calze a rete e tacchi. Lo scatto è finito in Rete ed è stato ricondiviso da molte persone, sconcertate da quanto viene denunciato. In realtà, è davvero complicato risalire ai responsabili di queste nefandezze nei confronti degli animali. Tra le poche certezze che si hanno, una è che Belgrado sarebbe il “punto caldo” di tali attività aberranti.

Il turismo sessuale legato alla zooerastia in Serbia non risparmia nessuno: subiscono abusi capre, montoni, asini, cani, gatti, oche e mucche. Pavle Bihal, membro del Levijatan, un gruppo di difesa animali in Serbia, spiega che in pochi ne parlano: “Alcuni non vedono nessun tipo di problema in questo genere di attività, si spera solo che questo tipo di strutture siano al più presto chiuse dalla polizia”. In realtà, si è poi appreso che la foto del cane non è stata scattata in Serbia, ma meno di recente in Asia. Si è chiarito che quella foto era a scopo meramente illustrativo, ma la denuncia ha nel frattempo perso di credibilità.

“Abbiamo informazioni su questi traffici”

Bihal ha replicato, sostenendo di avere le prove: “Abbiamo informazioni su un club, che è di fatto un appartamento dove accade tutto ciò. Siamo attualmente in attesa della sua localizzazione esatta per poter riferire tutto alla polizia”. Anche Marijana Cikic, autrice del reportage, assicura che il fenomeno in Serbia purtroppo esiste: “Il mio reportage ha mostrato come questo gruppo radicale si schieri contro chi maltratta gli animali e sebbene non si sia ancora in grado di dimostrare ufficialmente l’esistenza di reti zoofile in Serbia, ho motivo di credere che queste persone siano affidabili. Mi hanno spiegato come hanno scoperto l’esistenza di tutto questo e mi hanno mostrato delle prove. Non si tratta di un bordello ufficiale, ma di un appartamento usato per questo”. Insomma, il fenomeno esiste, ma non si è in grado di valutarne la portata.

 

GM