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Cucciolo di elefante attraversa la strada e trova un ostacolo: la madre lo aiuta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:21
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Cucciolo di elefante attraversa la strada e trova un ostacolo. La madre insegna al piccolo come superare il guardrail

cucciolo elefante strada
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Una scena deliziosa e al contempo emblematica sulla condizione di vita degli elefanti, nello specifico quelli del Kerala che vivono ancora allo stato selvatico e che devono fare i conti ogni giorno con innumerevoli ostacoli.

La prossimità delle aree protette e parchi nazionali con l’habitat umano porta queste specie a confrontarsi con le infrastrutture artificiali e ostacoli innaturali che devono imparare a conoscere e a superare. Tra questi, sicuramente le strade, l’asfalto così come il traffico di mezzi, i binari dei treni, i treni e gli stessi divisori come i guardrail.

In questo ambito, spunta il video di un cucciolo di elefante di poche settimane, ripreso nello stato del Kerala dove vive ancora allo stato selvatico una sottospecie di elefante asiatico, chiamata appunto elefante del Kerala.

Dalle immagini si vede il piccolo esemplare che si sta spostando con il branco, al seguito della madre e probabilmente di un fratello. Quando tutta la famiglia dopo aver attraversato la strada e supera l’ostacolo del guardrail, il cucciolo rimane dall’altro lato, al bordo della strada, senza riuscire a scavalcare il guardrail. Quando la madre si accorge del cucciolo, torna indietro, scavalca nuovamente il guardrail e mettendosi il cucciolo tra le zampe, gli mostra come superare l’ostacolo.

Purtroppo, il piccolo non è abbastanza grande e non riesce ad arrivare con i posteriore all’altezza dell’ostacolo. Straordinaria la reazione della madre. L’elefantessa dimostra di aver capito il problema e trova il modo di aiutare il suo cucciolo. Con la sua proboscide afferra il piccolo e lo tira verso l’alto, sorreggendolo nella parte posteriore e facendo leva, offrendo al cucciolo un perno sul quale poggiarsi e superare l’ostacolo.

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Elefanti nel Kerala

Ogni anno, le specie selvatiche sono a confronto con la riduzione del loro habitat, la deforestazione o cementificazione. Le aree in cui vivono sono sempre più ristrette oppure tagliate dalle strade o dai binari delle ferrovie. Pericoli ai quali sono esposti gli animali quando si devono spostare. Sono comuni infatti incidenti di questo tipo, in cui gli animali selvatici, tra i quali elefanti restano vittime di treni.

Gli elefanti del Kerala sono una sottospecie dell’elefante asiatico. Dal 1986, la specie è stata classificata dalla IUCN come minacciata d’estinzione. Nell’arco di un secolo la popolazione si era ridotta del 50% e secondo le stime attuali vi sarebbero in natura tra i 25.600 e 32.750 esemplari. La specie ancora oggi, continua ad essere minacciata da molti fattori: perdita dell’habitat, indicenti e bracconaggio.

Un migliaio di elefanti sono invece detenuti in stato di cattività nei tempi o nelle chiese e sono stati addomesticati anche per lavorare e trainare carichi pesanti. Molti vengono usati nelle cerimonie religiose e nei festival. Purtroppo, una volta addomesticato, l’elefante non viene più accettato dal branco ed è condannato a una vita in cattività. Animale di stato, il simbolo dell’elefante del Kerala è raffigurato nello stemma dello Stato indiano delle armi reali.

Ecco perché, recentemente, il caso di un’elefantessa gravida uccisa da un ananas imbottito di petardi dai bracconieri ha sollevato indignazione nel Kerala e in tutto il mondo. Il caso ha acceso i riflettori sulla specie continuamente minacciata. In questo caso, l’esemplare aveva ingerito un ananas con dei petardi, un metodo illegale di caccia che i bracconieri usano per uccidere esemplari selvatici come i cinghiali. Purtroppo, questi metodi come molti altri tra i quali i lacci, colpiscono anche altre specie, molte delle quali minacciate. L’elefantessa morì dopo giorni di agonia. Un caso che ha lasciato tanta amarezza al riguardo del destino di questi animali sempre più esposti a minacce e pericoli, mentre il loro habitat e le aree protette vengono ridotte. Sia in Asia che in Africa sono state create aree protette e santuari o rifugi mirati alla tutela di queste specie con programmi di conservazione come il recupero di orfani che vengono riabilitati e reintrodotti allo stato selvatico. Gli esemplari feriti o fragili restano invece protetti nelle aree dei santuari come ad esempio il Santuary Elephant in Thailandia di Katherine Connor o il Save the Elephant di Chiang Mai.

 

Guarda il video del cucciolo che supera l’ostacolo

C.D.