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Adenocarcinoma uterino nel coniglio: cause, sintomi e cura

Adenocarcinoma uterino nel coniglio, uno dei tumori più comuni dell’apparato genitourinario. Vediamo le cause, i sintomi e la cura.

coniglio dal veterinario
(Foto AdobeStock)

Sono in tanti a fare la scelta di accogliere in casa un simpatico coniglietto domestico.

Molto spesso questa decisione viene presa per la volontà di adottare un animale domestico da compagnia che non necessiti di troppo spazio e tante cure.

Se per lo spazio possiamo darvi ragione, per le cure vi sbagliate. Il coniglio, come qualsiasi altro Pet necessita di attenzioni e cure.

Il motivo è semplice, questo animale può essere vittima, come tutti, di probabili malattie che possono colpirlo.

Una di queste malattie è l’adenocarcinoma uterino nel coniglio.

Si tratta di un tipo di tumore maligno che prende la forma di una ghiandola che nasce dal tessuto secretorio che riveste la cavità interna dell’utero.

Vediamo quali le cause, i sintomi e il trattamento di questa patologia nel coniglio.

Cause dell’adenocarcinoma uterino nel coniglio

L’adenocarcinoma uterino nel coniglio nella maggior parte dei casi, colpisce le femmine di età superiore ai due anni non sterilizzate.

coniglio
(Foto AdobeStock)

È raro invece nelle conigliette giovani o in ogni caso al di sotto dei due anni.

Questa patologia, spesso genera metastasi anche a fegato, polmoni e cute.

In questi casi, il tasso di mortalità è più alto poiché le coniglie mostrano anche uno stato di anoressia, dimagramento, anemia e disidratazione.

Molto spesso, il cancro dell’utero nel coniglio si forma dopo che un coniglio ha già sviluppato qualche altro problema riproduttivo nel suo utero, inclusa l’endometriosi, una condizione dolorosa che coinvolge la crescita eccessiva dei tessuti nell’utero e negli organi riproduttivi.

Un’altra ipotesi, riguarda la possibilità di formarsi il tumore quando la coniglietta non viene sterilizzata. Per tale motivo si consiglia la sterilizzazione del coniglio.

Sintomi

I segnali evidenti nella coniglietta che presenta un adenocarcinoma uterino possono essere i seguenti:

  • aggressività;
  • agitazione;
  • anoressia nel coniglio;
  • aumento della frequenza respiratoria;
  • dilatazione dell’addome;
  • presenza di anomalie a livello delle mammelle;
  • sangue nelle urine, talvolta coaguli;
  • presenza pregressa di iperplasia dell’endometrio.

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Diagnosi e trattamento dell’adenocarcinoma uterino nel coniglio

Per poter eseguire una diagnosi, il veterinario procederà con una visita fisica dell’animale.

coniglio in mano
(Foto Pixabay)

Dopodiché, inizierà con l’esclusione di altre cause che possono determinare gli stessi sintomi. Naturalmente, partendo dalla più ovvia di tutte, ovvero la gravidanza del coniglio.

Tuttavia, anche sei i sintomi riscontrati sono più spesso attribuibili ad adenocarcinoma uterino nel coniglio.

In particolare se si tratta di femmine di età superiore ai 2 anni, il veterinario dovrà comunque escludere altre probabili patologie, quali: una crescita eccessiva di cellule o anche tumori uterini benigni o non cancerosi che possono causare molti dei sintomi, precedentemente descritti.

Il veterinario, quindi effettuerà degli esami attraverso i raggi X ed ecografie, ma la diagnosi definitiva può essere fatta sui risultati di una biopsia del tessuto uterino.

Una volta stabilita la diagnosi, il trattamento per l’adenocarcinoma uterino nel coniglio, prevede un’isterectomia completa per rimuovere le parti malate degli organi dell’animale.

Dopodiché eseguirà una biopsia per confermare se il cancro era circoscritto agli organi riproduttivi o si è diffuso verso gli organi circostanti.

Dopo l’intervento potrebbero essere necessarie, cure purtroppo anche costose, che prevedono chemioterapie e farmaci per il dolore.

I primi due anni dopo la cura iniziale, sono necessari i controlli per determinare la condizione del coniglio o un’eventuale ritorno della malattia.

Purtroppo se si trovano metastasi negli organi del coniglio, non rimangono che più due anni dalla diagnosi iniziale, la situazione è letale.

Mentre se non dovessero esserci metastasi dopo la cura la prognosi è buona.