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Come allevare tartarughe di acqua dolce: breve guida pratica

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Sei appassionato di tartarughe d’acqua ma non hai idea di come allevarle? Ecco una serie di utili consigli per prenderti cura di questi dolci rettili.

Tartaruga di acqua
Tutti i consigli pratici per allevare in casa una tartaruga di acqua dolce

Chi ha detto che in casa si debbano crescere solo cani e gatti? Anche le tartarughe di acqua dolce, a quanto pare, stanno spopolando tra gli animali domestici più scelti. Apparentemente sembrano più facili da allevare, ma in realtà anche loro hanno un preciso ritmo biologico da rispettare e sono facilmente soggette a infezioni e morte. Ecco una guida pratica su come allevare le piccole tartarughe e farle vivere con noi il più a lungo possibile.

La tartaruga d’acqua dolce: caratteristiche

Si tratta di rettili molto delicati e, esattamente come le tartarughe di terra, hanno necessità di un habitat adeguato per poter sopravvivere e di un’alimentazione corretta ed equilibrata. Prima di adottare uno di questi simpatici rettili è necessario prendere le dovute informazioni per evitare che vadano incontro a morte certa. Ne esistono diverse specie in commercio, sebbene in Italia ve ne siano alcune molto più diffuse delle altre, la cui importazione è assolutamente legale: se si entra in possesso di qualche razza particolare è necessario avvertire le autorità di competenza del luogo. Tra loro non si differenziano solo per l’aspetto esteriore ma anche per lo stile di vita ed esigenze differenti.

Le specie più diffuse in commercio

Quelle che vediamo nei negozi di animali appartengono tutte alla stessa specie? Assolutamente no! Vi sono delle tartarughe particolarmente diffuse in Italia come la Trachemys scripta scripta, o detta anche ‘dalle orecchie gialle’, da non confondere con la Trachemys scripta elegans ovvero la tartaruga dalle orecchie rosse. La prima proviene dagli USA e le sue dimensioni variano a seconda del sesso: i maschi partono dai 15 ai 22 cm mentre le femmine dai 23 ai 28 cm di lunghezza. Altra specie diffusa è la Graptemys pseudogeographica kohni: meno diffusa della precedente ma non introvabile. Come si distinguono le specie di tartarughe sopra citate? Dalle macchie presenti ai lati del muso (rosse o gialle) e dagli occhi grandi della Graptemys kohni.

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Come allevare tartarughe: habitat perfetto

Esempio di terracquario
Terracquario con lampada per tartarughe di acqua

L’aspetto principale da curare per allevare le tartarughe è di sicuro ricreare l’ambiente perfetto in cui possano vivere. Sebbene vengano vendute in vaschette di plastica, questi piccoli recipienti non sono assolutamente adatti alla loro conservazione per due motivi principali. Il primo è che sono effettivamente molto piccole e le tartarughe ben presto cresceranno ed evaderanno facilmente da quello spazio minuscolo e soffocante per le loro dimensioni. Il secondo lato negativo è che l’ambiente piccolo è più soggetto a sporcizia e dunque a infezioni che esporranno le tartarughe a grossi rischi. Bisognerà dunque procurarsi una tartarughiera di dimensioni adeguate, in vetro possibilmente e di buona qualità per evitare che possa rompersi facilmente.

La vasca

esempio terracquario nel terreno
Esempio di terracquario scavato nel terreno

Il primo anno di vita è quello più ‘a rischio’ per la salute delle nostre tartarughe: essendo molto delicate e con un sistema biologico non del tutto stabilizzato sono soggette ad infezioni. Quindi è molto importante che l’ambiente sia pulito per evitare il formarsi di muffe e funghi che potrebbero avvelenarle. E’ fondamentale rimuovere i residui di cibo che potrebbero depositarsi all’interno della vasca e fare in modo che l’acqua sia sempre fresca e pulita: ciò è possibile attraverso una pompa per il filtraggio dell’acqua. In commercio si vendono acquari con sistema di filtraggio già incluso che, sebbene più costosi degli altri, ci risparmieranno la fatica di pulire la vasca volta per volta.

L’acqua

Crediamo che l’acqua del rubinetto sia la più adatta per riempire la vasca? Assolutamente no. L’acqua che normalmente noi utilizziamo per cucinare e lavare le verdure in realtà contiene per legge una quantità di cloro che uccide i batteri ma sarebbe altrettanto letale per le nostre tartarughine. Se proprio non vi è un’alternativa bisognerà farla riposare nella vasca per almeno 24 ore e scoperta per fare in modo che il cloro evapori completamente. L’ideale sarebbe approfittare delle giornate di pioggia e riempire la vasca con l’acqua piovana, oppure in alternativa l’acqua minerale delle bottiglie. Per quanto riguarda la temperatura è consigliabile tenerla sempre sui 18˚ attraverso un riscaldatore per acquario. Immersi nell’acqua potrebbero esserci anche dei sassi che consentiranno alla tartaruga di salirci su per stare un po’ all’aria aperta e godersi il sole.

L’illuminazione

Come la pulizia dell’ambiente è altrettanto importante che esso sia ben illuminato: il terracquario infatti deve essere dotato di una lampada a raggi UVA e UVB. Esso consentirà ai piccoli rettili di mantenere una temperatura del corpo adeguata. Entrambi i tipi di raggi hanno la loro funzione: quelli UVA sono in grado di stimolare la loro riproduzione, mentre quelli UVB sono indispensabili a sintetizzare la vitamina D3 per l’assunzione del calcio.

L’alimentazione

Gamberetti
Gamberetti essiccati: il cibo preferito delle tartarughe d’acqua

Soprattutto quando sono ancora molto giovani, le tartarughe hanno bisogno di cibo ogni giorno. Solo quando saranno più grandi si potrà dare loro il cibo 2 o 3 volte alla settimana. Sono consigliati i gamberetti, ma essi non dovranno costituire la loro unica alimentazione: essendo onnivori le tartarughe dovranno mangiare anche l’erba, verdure, ortaggi e pesce. Sono assolutamente vietati i cibi destinati ad altri animali domestici, ma anche frutta, pasta e pane. Se notiamo inappetenza è probabile che ci sia qualche problema di salute nella nostra piccola amica.

Il letargo delle tartarughe d’acqua

Quando la temperatura scende al di sotto dei 10˚ di solito va in letargo. E’ assolutamente sconsigliato tenere il terracquario all’esterno su balconi e in spazi all’aperto nel periodo invernale, poiché il gelo renderebbe l’acqua gelida ed inabitabile. Allo stesso modo è sconsigliato esporre la vasca al sole diretto in estate. Ma allora è necessario ‘imporle’ il letargo? No, perché la tartaruga ha le sue esigenze biologiche e se non va in letargo potrebbe ammalarsi e morire. Potremmo agevolarle il letargo ad anni alterni, così da recuperare le forze necessarie per affrontare il resto dei mesi. Il nostro compito è quello di abbassare gradualmente la temperatura dell’acqua nel periodo invernale. Quando la tartaruga inizierà a muoversi più lentamente allora starà andando incontro al letargo, per poi risvegliarsi in primavera.

Qualche ultimo consiglio

Attenzione a come ‘arrediamo’ l’interno del terracquario: quelle piante in plastica, belle da vedere, in realtà potrebbero essere taglienti e ferire la nostra tartaruga. Altrettanto importante è che l’ambiente sia abbastanza grande se vogliamo ospitare due o più esemplari: trattandosi di rettili molto aggressivi, soprattutto i maschi, potrebbero innescare lotte tra loro e provocarsi la morte a vicenda. Un altro consiglio riguarda i bordi della vasca: scegliamone una con pareti alte, in modo che il rettile non le scavalchi facilmente. Infine non è consigliato porre la vasca in prossimità di balconi e finestre: le tartarughe non godono di ottima vista e potrebbero scavalcare i bordi e tuffarsi nel vuoto, credendo che ad accoglierle vi sia uno specchio d’acqua.

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F.C.

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