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Coriomeningite linfocitaria nel citello: cause, sintomi e trattamento

Coriomeningite linfocitaria nel citello, una malattia infettiva virale trasmessa dai roditori. Vediamo i sintomi, la diagnosi e la prevenzione.

citello nei campi
(Foto AdobeStock)

Attualmente, sono tante le persone che preferiscono adottare un animaletto domestico, piccolo e carino.

La scelta ultimamente ricade su roditori, tipo: cani della prateria, gerbilli, degu, citelli e tanti altri.

Ciò accade per la praticità con cui si possono allevare e tenere in casa, ma ciò non vuol dire che non necessitino di attenzione e soprattutto cure.

Nell’articolo di oggi ci occuperemo proprio di un problema di salute di un roditore in particolare, ovvero la Coriomeningite linfocitaria nel citello.

Vedremo quali sono le cause, i sintomi, come eseguire una diagnosi, se e come è possibile procedere per una cura e per la prevenzione.

Cause della Coriomeningite linfocitaria nel citello

La coriomeningite linfocitaria, è una malattia infettiva di origine virale trasmessa dai roditori.

citello
(Foto AdobeStock)

Generalmente, l’ospite principale di questa malattia è il topo domestico comune, ma è stato identificato anche in altri roditori tra cui il citello.

Questa patologia rientra a far parte di quelle malattie che costituiscono una zoonosi, il che vuol dire che può essere trasmessa anche all’uomo tramite il contatto diretto od indiretto con i roditori.

Sintomi

I segnali di malessere nel citello, generalmente, si manifestano dopo 8-13 giorni dall’esposizione.

I sintomi che si possono individuare nel roditore possono essere:

  • debolezza;
  • dolore ai testicoli;
  • dolore al petto;
  • dolore alle articolazioni;
  • dolore alle ghiandole salivari;
  • dolori muscolari;
  • febbre;
  • mal di gola;
  • male alla testa;
  • nausea;
  • scarso appetito;
  • sensazione generale di malessere;
  • vomito.

Individuare una problematica in un animale così particolare e poco conosciuto non è proprio una cosa semplice, in quanto è necessario conoscere bene i comportamenti dell’animale.

Per far ciò è opportuno osservare quotidianamente il citello, magari durante qualche sessione di gioco.

In questo modo, sarà possibile capire quando l’animale si comporta in modo anomalo.

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Diagnosi e trattamento della Coriomeningite linfocitaria nel citello

Davanti a i sintomi precedentemente indicati, il veterinario specializzato in animali esotici procederà con la ricerca della problematica per poter eseguire una diagnosi e procedere alla cura del roditore domestico.

Per poter diagnosticare la presenza di Coriomeningite linfocitaria nel citello, il veterinario prima di tutto eseguirà una visita completa sull’animale.

Dopodiché procederà con esami delle urine e dei risultati di laboratorio dei campioni di secrezione fecale e nasale prelevati durante l’esame obiettivo iniziale.

Purtroppo una volta diagnosticata la malattia, non esiste un trattamento standard ma occorre inevitabilmente sopprimere l’animale malato.

Ciò che invece è possibile fare è evitare la condizione con la prevenzione.

La prevenzione della coriomeningite linfocitaria si basa principalmente sulla profilassi dell’infestazione degli ambienti da parte dei roditori.

Sono fondamentali anche le misure igieniche quando si svolge un’attività in ambienti potenzialmente contaminati.

Ecco perché, l’utilizzo di guanti, pulizia e disinfezione degli ambienti sono necessarie per prevenire i contatti degli animali domestici, con topi selvatici.