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Mar Ionio: inquinamento acustico sottomarino contamina comunicazioni delle balenottere

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balenottere

Uno studio pubblicato sulla rivista Plos one ha considerato la comunicazione delle balenottere osservate nel Mar Ionio per cui si verificano dei picchi della presenza di questi esemplari nei mesi primaverili ed estivi.

I dati sono stati raccolti dall’osservatorio sottomarino multidisciplinare NEMO-SN, a 2.100 metri di profondità al largo di Catania, nell’infrastruttura sottomarina che l’Istituto nazionale di fisica nucleare ha realizzato per il telescopio per neutrini KM3NeT. L’osservatorio, è nato dalla collaborazione tra Infn, Ingv, Cnr-Ismar e Cibra e s itratta del primo nodo dell’infrastruttura di ricerca europea European multidisciplinary seafloor and water-column observatory (Emso).

Dalla ricerca è  emerso che le balenottere comunicano tra loro a bassa frequenza (intorno ai 20 Hertz) a grandi distanze. Tuttavia è stato evidenziato come i rumori prodotti dall’uomo interferiscono pericolosamente nello scambio tra questi mammiferi marini.

Lo studio ha inoltre raccolto informazioni sugli spostamenti stagionali e sulle rotte preferenziali della popolazione di balenottere nel Mar Mediterraneo. Si tratta di una specie protetta da accordi internazionali e classificata come vulnerabile dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Il monitoraggio di questi  esemplari viene effettuato ad elevate profondità con sensori acustici posizionati nel sottomarino, in funzione 24 ore su 24.

Lo studio, condotto da Virginia Sciacca, dottoranda dell’Università di Messina ed associata ai Lns-Infn, e dal gruppo di ricerca Smo ha denunciato l’impatto dell’inquinamento acustico di origine antropica sulla comunicazione della balenottera comune. Purtroppo, l’aumento incontrollato del rumore sottomarino produce  una drammatica riduzione della distanza entro cui gli animali sono in grado di recepire il segnale di richiamo e arriva ad alterare la ricezione minacciandone la sopravvivenza.