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Il Barbagianni: caratteristiche, habitat e alimentazioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:48
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Il Barbagianni fra i rapaci e, più in generale, fra gli uccelli più diffusi al mondo. Vediamo quali le caratteristiche, l’habitat e l’alimentazione.

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Barbagianni è un uccello strigiforme che appartiene alla famiglia dei gufi.(Foto Pixabay)

Barbagianni è un uccello strigiforme che appartiene alla famiglia dei gufi. Vive da sempre vicino all’uomo e soprattutto per via del loro verso prolungato e stridente, molto diverso da quello di gufi e civette. Sono stati e sono ancora oggi spesso vittime di superstizioni e associati a spiacevoli presagi.

L’origine del nome comune Barbagianni, è tuttora incerto. L’ipotesi più probabile è che l’espressione sia un composto derivante dal latino barba, “peluria”, e gena, “gote”, in riferimento alle piccole piume sparse attorno agli occhi di questi uccelli.

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Caratteristiche del barbagianni

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il Barbagianni è presente in tutti i continenti, eccetto l’Antartide, fatta eccezione per le zone antartiche.(Foto Pixabay)

Il Barbagianni (Tyto alba Scopoli, 1769) è un uccello di taglia media, rapace notturno appartenente alla famiglia dei Titonidi. Gli adulti hanno una lunghezza di circa 33-39 centimetri e pesano circa 260-555 grammi. Dato il gran numero di sottospecie, le misurazioni possono variare notevolmente l’una dall’altra. Possiede una coda corta e zampe particolarmente lunghe e robuste e raggiunge un’apertura alare di oltre un metro.

Il corpo è coperto da un piumaggio folto e soffice, fulvo con macchie bianche e nere sulle parti superiori del corpo e biancastro sul ventre presenta quindi un colore pallido rispetto ad altre specie di gufo. Ha un disco facciale bianco a forma di cuore in cui spiccano gli occhi scuri allineati con piccole piume marroni.

La distinzione tra maschi e femmine è molto difficile, in quanto si somigliano molto, ma, in generale, le femmine sono leggermente più grandi dei maschi e di colore più scuro.

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Habitat e riproduzione

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La sua presenza è particolarmente favorita da grandi aree aperte, magari con canali di irrigazione e fiumi.(Foto Pixabay)

Il Barbagianni è diffuso dalla Penisola Scandinava a grande parte del continente africano, dall’America centrale e settentrionale all’America latina, sino a Indocina e Australia, praticamente in tutti i continenti tranne che in Antartide. La sua presenza è particolarmente favorita da grandi aree aperte, magari con canali di irrigazione e fiumi.

Tuttavia, non risente particolarmente dell’intervento dell’uomo sul territorio: frequenta tranquillamente ambienti antropizzati quali parchi e giardini, nonché caseggiati rurali in zone di campagna coltivata. Nelle zone interne e periferiche dei centri urbani può insediarsi con facilità in aree rurali a mosaico.

Il Barbagianni è descritto come un uccello monogamo che si accoppia con lo stesso individuo per tutta la sua vita. La femmina raggiunge la maturità sessuale a 10-11 mesi, mentre il maschio ci mette un po’ in più. Tra aprile e maggio parte la stagione della riproduzione e inizia con il corteggiamento da parte del maschio, il quale gli mostra il nido entrando e uscendo da esso e successivamente gli regala una preda.

Dal momento in cui la femmina accetta il corteggiamento depone da 4 a 6 uova bianche (il tempo tra la deposizione di un uovo e l’altro è di 2-3 giorni) e inizia l’incubazione pazientemente per 32-34 giorni consecutivi, mentre il maschio si occupa solo ed esclusivamente di nutrire la femmina. Una volta avvenuta la schiusa delle uova, i genitori nutrono i piccoli per circa 25 giorni e non di più.

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Alimentazione del Barbagianni

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Nei periodi di abbondanza pensa ad accumulare una scorta di essi vicino al luogo dove si rifugia per dormire.(Foto Pixabay)

Il barbagianni caccia, quasi esclusivamente, di notte, nutrendosi principalmente di topi. Nei periodi di abbondanza pensa ad accumulare una scorta di essi vicino al luogo dove si rifugia per dormire, ma nei periodi di magra cerca di variare la sua alimentazione andando alla ricerca di piccoli uccelli, i quali diventano fondamentali per la dieta del gufo, in particolare i giovani uccelli e gli uccelli a terra.

Sporadicamente si accontenta anche delle farfalle notturne. In ogni caso la sua dieta dipende dalla zona in cui vive. In passato, i granai agricoli offrivano a questi uccelli non solo topi, ma anche rifugio. Attualmente, ci sono sempre meno strutture di questo tipo.

Per quanto riguarda invece la quantità di cibo giornaliero richiesta dipende dalle dimensioni dell’individuo e dal periodo dell’anno. Il suo metodo di caccia è il classico dei rapaci, ossia vola lentamente a bassa quota, con gli occhi e le orecchie attenti a qualsiasi movimento e suono, e quando rileva una preda, vola rapidamente verso di essa e la prende con gli artigli o il becco.

Normalmente spezza il corpo in pezzi e li ingoia in questo modo, con pelle e ossa. Sono proprio le sue capacità uditive, e visive, a rendere il Barbagianni un temibile predatore.

Raffaella Lauretta