Home Cani Animali in ospedale, cani in corsia: i successi della pet therapy

Animali in ospedale, cani in corsia: i successi della pet therapy

CONDIVIDI
animali ospedale
Dea in ospedale a Pisa

Progetti di Pet therapy in tutta Italia, loro hanno bisogno di noi, noi di loro

La Terapia assistita con gli animali, T.A.A. ( Terapia Assistita con gli Animali ) è un percorso terapeutico al qual affidarsi in quasi tutti i centri ospedalieri in Italia.

Un percorso riabilitativo nel quale lo staff medico dispone un tipo di terapia che si basa sul ruolo degli animali domestici, dai cani, ai gatti, passando per pappagalli o conigli fino anche all’ippoterapia. Ogni animale ha un preciso ruolo nel recupero e nella riabilitazione del paziente. Che sia un sostegno emotivo, psicogolgico fino anche ad un supporto per la riabilitazione motoria.

E’ stato accertato che grazie alla presenza di un animale, un paziente ha maggiori possibilità di recupero, soprattutto se la degenza in ospedale è molto lunga. Infatti, il ricovero influisce sullo stato d’animo delle persone che di conseguenza si ripercuote sul sitema immunitario, abbassando le difese. I pazienti demoralizzati, oltre a dover affrontare la patologia per la quale sono stati ricoverati, sono così anche esposti all’insorgenza di effetti secondari.

Cosa fa la pet therapy

Immaginiamo allora un bambino che viene separato dai suoi affetti e proiettato in una situazione in cui la sua vita è in bilico. Un bambino con problemi emotivi, con patologie gravi, malati di cancro anche terminali. Un’innocenza spezzata al suo nascere. Donare la vita a queste creature è un dovere, donare loro il sorriso, un obbligo, aiutarli è umano.

Progetti di sostegno mirati con la pet therapy sono fondamentali in tal senso. Non c’è niente di migliore che un compagno a 4zampe per aiutare a superare i momenti più oscuri della vita.

Anche se il perché resta un mistero, l’apporto benefico di un animale è ormai un dato di fatto.

Leggi anche–> Cani e gatti riconoscono le malattie: la risposta della scienza

Tra i progetti d’eccellenza di Pet Therapy in Italia vi è quello di Iacopo Melio, portato avanti da due anni all’Ospedale Santa Chiara di Pisa.

“Da più di 2 anni gira per le corsie una femmina di rottweiler. Dea è il suo nome ed è entrata nel progetto di pet therapy della struttura. I risultati sono stati, e continuano ad essere, sorprendenti”, Scrive Melio.

Risultati della pet therapy

Dea ha salvato e continua a salvare bambini.

“Bimbi autistici che hanno aperto una porta sul mondo, passando attraverso gli occhi di un grande cane nero. Bimbi anoressici che hanno iniziato a mangiare, prima solo in presenza della loro amica, e poi hanno ripreso la vecchia e buona abitudine al piacere del cibo. Bimbi malati di cancro, disperati e terrorizzati in corsie di ospedale così diverse dalla loro cameretta, che hanno riacquistato sorriso e tranquillità solo accarezzando un crapone grande e nero, ed ora pronti ad affrontare con grinta i disagi del futuro”.

Un’esperienza che non è solo circoscritta al periodo di degenza o alla durata del percorso riabilitativo. Si tratta di un esperienza che i bambini preservano e che si portano a casa, quando escono dall’ospedale, acccompagnati dalla stessa Dea che sale in ambulanza. Gli animali sono la chiave d’accesso, il linguaggio universale che passa attraverso canali empatici e sensoriali e che apre alcune porte dalle quali liberare i bambini.

Alla luce della straordinaria esperienza e dei risultati del progetto, è lo stesso Melio con un post a invitare tutti quanti a sostenere questi progetti riabilitativi che necessitano come sempre di fondi, donazioni e di supporto non solo delle istituzioni ma anche dei privati.

Un settore che prevede numerosi costi, dall’impegno degli operatori, la selezione dei cani, il loro addestramento e le successive trasferte e mantenimento.

Troppe volte diamo per scontato il lavoro prezioso di chi opera in silenzio e realizza miracoli.

Ecco il posto di Melio.

Ti potrebbe anche interessare–> Pet therapy: i cani sono felici durante le sedute in ospedale?

 

C.D.