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Ipofosfatemia nel cane: cause, sintomi e cura della malattia

Ipofosfatemia nel cane, una problematica che può generarsi nell’animale domestico. Vediamo quali sono le cause scatenanti, i vari sintomi e la cura adatta.

Ipofosfatemia nel cane
(Foto Unsplash)

Convivendo con il caro amico a quattro zampe, ci si rende conto di quanto, spesso, la sua salute sia delicata e di quante cure lui necessiti per ottenere il benessere che merita. Fido può essere soggetto, fin da cucciolo, ad alcune fastidiose malattie o problematiche comuni, che è importante conoscere per non farsi trovare impreparati e per affrontarle nel modo corretto, evitando errori fatali. Parliamo, in questo articolo, di ipofosfatemia nel cane e di come intervenire in suo aiuto.

Ipofosfatemia nel cane: cause e sintomi tipici

É una condizione che può interessare il peloso domestico e che occorre conoscere, per potersene accorgere in tempo e agire. Vediamo, insieme, quali sono le cause per cui si manifesta questa problematica e i sintomi tipici che si manifestano in fido.

L'ipofosfatemia di fido
(Foto Pexels)

La vita quotidiana insieme al proprio amico fido non è sempre spensierata e dedicata a giochi ed esperienze condivise in famiglia. Alcune volte, ci si trova ad affrontare problemi di salute di cui è difficile accorgersi subito.

Ci sono dei meccanismi che si sviluppano in fido i quali hanno a che fare con i valori dei minerali essenziali alla base del suo organismo. Una condizione che è sempre importante verificare nel peloso è il valore dei fosfati in rapporto al calcio.

La diminuzione del fosfato a livello ematico nel cane si definisce ipofosfatemia. Ma quando può verificarsi questa condizione nel proprio animale? Leggiamo meglio qui.

L’ipofosfatemia in fido si presenta quando i valori del fosforo diminuiscono addirittura sotto i 3 mg/dl, parliamo di 1,5-2 mg/dl.

Le ragioni di sviluppo della malattia possono essere l’aumento dell’escrezione renale da parte del fosforo, l’aumento del fosforo negli spazi intracellulari o anche l’incapacità di assorbire il fosforo nell’intestino. Altre cause principali di ipofosfatemia in bau sono:

  • Apporto scarso con la sua alimentazione;
  • Ipovitaminosi D;
  • Chetoacidosi diabetica;
  • Iperinsulinemia per tumore maligno;
  • Iperparatiroidismo;
  • Ipercalcitonemia;
  • Alcalosi respiratoria o metabolica;
  • Ipomagnesiemia;
  • Terapia diuretica eccessiva;
  • Terapia con insulina eccessiva;
  • Terapia con bicarbonato eccessiva.

I sintomi tipici nell’animale

I sintomi dell’ipofosfatemia nel cane compaiono quando i valori del fosfato scendono al di sotto di un certo valore, l’1,5 mg/dl. Attenzione, però, poiché questa condizione può presentarsi nel peloso senza alcun sintomo e in maniera grave. I suoi sintomi principali sono i seguenti:

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Fido e la sua malattia: diagnosi e cura prevista

Come abbiamo visto, in presenza di ipofosfatemia nel peloso possono svilupparsi alcuni sintomi importanti, ma essa può essere asintomatica. L’integrazione per la cura di questa condizione è l’unica soluzione. Leggiamo, nello specifico, più avanti.

La malattia nel cane
(Foto Pixabay)

L’ipofosfatemia è un problema che può coinvolgere il cane, così come il gatto domestico.

Una volta scoperta la causa scatenante, è possibile che questa condizione si corregga da sé. L’integrazione è la risposta al problema, facendo attenzione che non diventi eccessiva, per evitare di far sviluppare l’iperfosfatemia.

Se la situazione di fido non è molto grave, è preferibile la somministrazione per via orale. Nel caso, invece, dovesse trattarsi di una condizione grave è necessaria la somministrazione per via endovenosa.

Anche in questo caso, è importante non eccedere con l’integrazione, poiché si rischierebbe di far sviluppare l’ipocalcemia iatrogena nell’animale.

Occorre sapere che, normalmente, l’integrazione di fosfati si effettua quando si manifesta nel cane l’anemia emolitica immunomediata oppure se i valori diminuiscono al di sotto dell’1,5 mg/dl.

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Ilaria G