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Malattie del Griffone di Bruxelles: patologie comuni della razza

Le malattie del Griffone di Bruxelles: tutte le possibili problematiche che possono colpire questo simpatico e barbuto cagnolino.

griffone di bruxelles
Malattie del Griffone di Bruxelles (Foto AdobeStock)

Grazie a degli eccellenti allevatori, oggi è possibile adottare cuccioli nati da una selezione eseguita in modo corretto.

Ciò permette di evitare la partecipazione di riproduttori portatori di alcune patologie, le quali poi si tramanderebbero di generazione in generazione.

È bene, quindi affidarsi ad allevamenti seri e prendere le dovute informazioni sulle caratteristiche ma anche sulle possibili problematiche di salute della razza.

In questo articolo, andremo a conoscere, nello specifico, le malattie del Griffone di Bruxelles, ovvero tutte quelle patologie che possono presentarsi nel tempo.

Malattie del Griffone di Bruxelles

Il Griffone di Bruxelles è un cane di taglia piccola, compatto, robusto e baffuto.

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Griffone di Bruxelles sul letto. (Foto AdobeStock)

Appartiene al gruppo dei “tre belgi di piccola taglia”, assieme al griffone belga e al piccolo brabantino.

Si tratta di un cane di circa 3,5 e i 6 Kg, sia per le femmine che per i maschi, con un carattere vivace, coraggioso, curioso, vigile, intelligente e molto affettuoso.

È l’ideale come cane da compagnia ma è anche un buon guardiano, tuttavia si adatta a diversi stili di vita.

Generalmente, il Griffone di Bruxelles non ha molti problemi di salute e quelli che la razza solitamente comporta, grazie ad allevatori capaci, sono quasi del tutto assenti.

Vediamo, di quali patologie, nello specifico, occorre tener conto seppur rare.

Ecco l’elenco delle malattie del Griffone di Bruxelles:

  • Displasia all’anca;
  • Lussazione della rotula;
  • Difficoltà respiratorie;
  • Idrocefalia;
  • Distichiasi;
  • Allergie cutanee.

Displasia all’anca

La displasia dell’anca nel cane si verifica quando le articolazioni dell’anca di un cane non si sviluppano correttamente e consentono al bacino di spostarsi in parte.

Colpisce i cuccioli a circa 2 mesi di vita, ma esiste una forma leggera di displasia dell’anca che si manifesta soltanto in vecchiaia, mostrando segnali di paralisi.

Il veterinario, per potere stabilire la diagnosi corretta della displasia dell’anca nel cane effettua una radiografia sotto sedazione.

Stabilita la diagnosi, lo scopo della terapia è quello di ridurre il dolore, l’infiammazione, rallentare l’avanzare dell’artrosi e migliorare la funzionalità articolare e del movimento.

La prognosi, poi dipenderà da diversi fattori, ovvero: dalle condizioni dell’animale e dai risultati delle analisi e delle radiografie.

Lussazione della rotula

La lussazione della rotula è una condizione congenita che spesso, colpisce entrambe le articolazioni.

Si individua molto facilmente in quanto si verifica un blocco improvviso della zampa posteriore, che rimane piegata senza riuscire a estendersi.

La lussazione della rotula nel cane, avviene, come infatti, con lo spostamento della rotula (un piccolo osso che ha funzione di puleggia) dalla posizione normale in cui dovrebbe stare.

A seconda della condizione, nei casi lievi, il trattamento consiste nella somministrazione di farmaci o integratori che limitino la degenerazione a livello delle cartilagini.

Nei casi più gravi, la terapia consiste nell’intervento chirurgico, anche se può essere doloroso per l’animale.

Difficoltà respiratorie

Molto spesso nei cani come il Griffone di Bruxelles con una tipologia di muso particolare, si manifesta una condizione conosciuta con il nome di sindrome brachicefalica o sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori.

In alcuni casi, può essere necessario un intervento di chirurgia correttiva delle anomalie anatomiche, anche perché la condizione progredisce e peggiora con il trascorrere del tempo.

L’obiettivo dell’intervento è quello di migliorare il passaggio dell’aria attraverso le vie aeree superiori e ridurre i rischi.

Idrocefalia nel cane

L’idrocefalia nel cane è una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di liquido cefalorachidiano (LCR) all’interno del cervello.

Questo liquido, serve a lubrificare il cervello e scorre attraverso i ventricoli.

Quando, però, viene prodotta una quantità sproporzionata di liquido cefalorachidiano o quando il cervello non in grado di regolarla, il liquido si accumula nei suddetti ventricoli effettuando una forte pressione sul cervello.

È una condizione quasi sempre presente alla nascita (congenita) e perciò comunemente diagnosticata nei cuccioli.

Tuttavia, sia esso di natura congenita o acquisita, non sempre sono evidenti i sintomi della malattia.

Se il cane, però, presenta una rapida insorgenza di segni neurologici necessita di un intervento veterinario immediato.

Lo scopo del trattamento è alleviare l’accumulo della pressione a carico di nervi (neuroni), vasi sanguigni e altri tessuti cerebrali affetti.

A seconda dei casi, sarà possibile intervenire con un trattamento farmacologico o anche chirurgico.

Distichiasi

La distichiasi è una patologia oculare che si manifesta con la crescita anomala delle ciglia in determinati punti delle palpebre.

Si tratta di una condizione patologica dolorosa che deve essere trattata tempestivamente tale da evitare ai cani dolore e sofferenza.

Questa malattia degli occhi può verificarsi come conseguenza di diversi fattori.

Inoltre esistono diversi livelli di gravità a seconda dei fattori coinvolti, come l’età del cane o la direzione della crescita del pelo.

L’obiettivo del trattamento è rimuovere i follicoli piliferi dalle ciglia atipiche.

A seconda, poi della gravità del problema, può essere utilizzato un approccio meno invasivo o più invasivo.

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Allergie cutanee

In presenza di allergie cutanee, per la maggior parte dei cani, si consiglia una terapia topica con shampoo o spray, per evitare infezioni batteriche o funghi che acutizzano il prurito.

Il cane allergico presenta prurito, strofina la faccia sui tappeti o sui mobili o si gratta i fianchi e l’addome, talvolta è talmente intenso il fastidio che tende a mordersi e ferirsi.

Per poter risolvere il problema occorre individuare la causa scatenante dell’allergia.

In alcuni casi, però è sufficiente applicare o spruzzare del cortisone (prescritto dal veterinario) sull’area colpita.