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Un pesce nero e (quasi) invisibile: la Anoplogaster cornuta degli abissi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:24
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Scoperto un bizzarro pesce che vive negli abissi più profondi dell’oceano, nelle acque così buie da essere quasi invisibile: è l’Anoplogaster cornuta.

Anoplogaster cornuta
Il pesce (quasi) invisibile: l’Anoplogaster cornuta (Foto YouTube)

Il suo aspetto non è certamente molto attraente, e forse non vincerà mai un concorso di bellezza. Ma questo pesce è davvero particolare, perché vive così in profondità del mare, da assorbire tutta la poca luce che lo circonda, in modo da risultare quasi invisibile. Infatti, è davvero impossibile fotografare facilmente l’Anoplogaster cornuta, perché è tanto scuro da confondersi con le acque tenebrose in cui vive. E infatti, è stato scoperto quasi per caso da una zoologa americana.

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La scoperta dell’Anoplogaster cornuta

Anoplogaster cornuta
L’Anoplogaster cornuta assorbe quasi tutta la luce che lo colpisce. (Foto Pinterest)

Mentre tornava da una spedizione in mare, la zoologa Karen Osborn del Museo Nazionale di Storia Naturale Smithsonian di Washington, ha trovato qualcosa di unico.

Un pesce davvero bizzarro è stato trovato tra il pescato usato per studiare la fauna oceanica in condizioni da laboratorio, un pesce davvero scuro, proprio nero.

Questo particolare esemplare non era nemmeno facile da fotografare: anche con i migliori strumenti fotografici a disposizione, riusciva ad avere solo il contorno del pesce.

E allora, incuriosita da queste caratteristiche, la dottoressa Osborn ha deciso di analizzare le squame dell’Anoplogaster cornuta. E ha scoperto qualcosa di unico.

Infatti questo pesce sembra quasi avere un superpotere: assorbe la luce che lo colpisce quasi del tutto, per cui sembra praticamente invisibile.

Ma come ci riesce?

Anoplogaster cornuta
La pelle di questo pesce è coperta da organi che assorbono la luce. (Foto Facebook)

Quando la dottoressa Osborn ha analizzato in laboratorio l’Anoplogaster cornuta, ha capito il motivo di questo colore così scuro.

La pelle di questo pesce è coperta di alcuni organi che contengono un pigmento nero. Questi organi, detti melanosomi, contengono la melanina (che abbiamo anche noi umani nella pelle).

I melanosomi sono presenti in grandi quantità nelle cellule della pelle degli animali, specialmente in questo pesce ed altri animali che vivono negli abissi.

Si crea quindi una sorta di tappeto pigmentato a base di melanina, che assorbe molta luce quando viene colpito. Riflettono poi quello che resta verso le altre cellule.

Per questo, quasi la totalità della luce che tocca la pelle di questo pesce viene assorbita, mentre una percentuale davvero minima viene riflessa (parliamo del 0,5% circa).

Ed ecco perché l’aspetto dell’Anoplogaster cornuta è così scuro da non essere nemmeno facilmente fotografabile. Il suo colore è una sorta di “super nero”, davvero scuro.

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Un pesce con i superpoteri

Anoplogaster cornuta
Il superpotere di questo pesce potrebbe essere utile anche agli umani. (Foto Flickr)

Ma a che serve questa capacità di assorbire la luce in modo così efficace? In realtà è un buono strumento per la caccia ed allo stesso tempo per difendersi.

Consideriamo il fatto che questo pesce vive a elevate profondità marine (al di sotto dei 200 metri dal livello del mare). 

Qui la luce del sole non arriva, e le fonti di luce sono spesso gli stessi animali marini, che sfruttano la loro bioluminescenza.

Con la sua pelle, invece, l’Anoplogaster cornuta assorbe la poca luce che arriva, diventando praticamente invisibile: un po’ come se avesse un mantello dell’invisibilità.

E questo è molto utile, sia per difendersi (i predatori non possono attaccare quello che non vedono), sia per cacciare (le prede non possono scappare se non vedono il cacciatore).

Questo tipo di pelle, scoperta anche in altre 16 specie (non sempre imparentate con questo pesce), potrebbe essere utile anche per noi esseri umani.

I materiali così scuri, detti “ultra-neri”, assorbono gran parte della luce. Si possono quindi usare anche in alcuni contesti umani.

Ad esempio, nella fabbricazione di tessuti per l’utilizzo in situazioni militari (per essere quasi invisibili, come dicevamo), ma anche in ottica per costruire ottimi telescopi e fotocamere.

F. B.