E’ la mascotte dei giochi invernarli di Milano Cortina 2026: tutto sull’ermellino delle Olimpiadi e perché è stato scelto questo mammifero.

Probabilmente prima dell’inizio di questi giochi olimpici nostrani lo si ricordava come simbolo di eleganza e raffinatezza (non a caso infatti un dipinto famoso di Leonardo Da Vinci era proprio ‘La dama con l’ermellino’). Ma ora il suo destino sembra essere lato alle competizioni sportive di Milano Cortina 2026: l’ermellino è la mascotte delle Olimpiadi: come mai è stato scelto proprio questo mammifero e cosa rappresenta? Tutte le curiosità su di lui.
L’ermellino delle Olimpiadi: le donnole Tina e Milo
Le abbiamo viste ovunque e i loro profili campeggiano sui manifesti e cartelloni delle competizioni olimpiche e paraolimpiche di Milano Cortina 2026: stiamo parlando di Tina e Milo, due ermellini simili a donnole. Ma come mai è stato scelto proprio questo mammifero? In realtà l’ermellino, appartenente alla famiglia dei Mustela Erminea, fa parte di quegli animali che popolano proprio quelle zone di montagna.

L’habitat naturale dell’ermellino anche come animale domestico è infatti la zona alpina e montuosa, abituata a climi freddi e rigidi. Ma conosciamoli meglio! Tina è la mascotte olimpica che ama l’arte, la musica e la bellezza. Il suo nome richiama il luogo scelto per le competizioni invernali, Cortina appunto (da cui ‘Tina’), e tiene in mano orgogliosamente una bandiera italiana.
Milo invece è la mascotte paralimpica: infatti, se ci facciamo caso, è privo di una zampa, ma ha imparato a usare la coda, trasformando la sua diversità in forza ed energia positiva. E come mai questo nome? ‘Milo’ viene appunto da ‘Milano’, la città che sta ospitando i giochi. I loro colori, il bianco e il marrone con la punta della coda nera, richiamano i colori tipici delle zone di montagna, ora ricoperte di neve, dove appunto si svolgono le competizioni.
L’ermellino delle Olimpiadi: un animale tutto italiano
L’ermellino vive nelle zone dell’arco alpino, al di sopra dei 1000 metri di altezza, caratterizzate da rocce, praterie e brughiere. E’ famoso non solo per il suo dolce musetto ma anche per la particolarità di mutare colore nei periodi invernali (come gli animali che cambiano ”colore” e si vestono di bianco per l’inverno): il suo manto fulvo diventa bianco in inverno, per mimetizzarsi meglio nella neve, che cade copiosa in quei luoghi.

Abita nelle zone alpine e precisamente dalle Alpi Liguri al Carso, in ambienti aperti e ad alta quota. Anche in inverno, quando il pelo diventa candido, in realtà mantiene la punta della coda nera. Ma non lasciatevi ingannare dal suo aspetto docile: in realtà si tratta di un abile predatore e carnivoro, dinamico e molto aggressivo, soprattutto nei confronti delle sue prede preferite: uccelli, talpe e roditori.
La sua specie è protetta in Italia dal 1977 e, sebbene non sia considerata a rischio, è minacciata fortemente dal cambiamento climatico e dalla carenza di neve. Quindi non si tratta di un rischio per la sua sopravvivenza, ma di una specie comunque vulnerabile.
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Milo e Tina: i gadget degli ermellini vanno a ruba
Nei negozi ufficiali delle città ospitanti i giochi, i peluche e tutti gli altri gadget di Milo e Tina sono andati a ruba: piacciono a tutti, sia ai grandi che ai bambini. Sono il souvenir perfetto da regalare o portare a casa per ricordo da chi ha assistito alle competizioni sportive. Il peluche è dato in omaggio anche ai vincitori stessi che sono sul podio. I gadget sono tra i più vari: dalle tazzine da caffè alle magliette ai ciondoli (charms) da attaccare a zaini e borse.