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Convivenza tra donna incinta e gatto con toxoplasmosi: cosa sapere

La convivenza tra gatto affetto da toxoplasmosi e donna incinta è possibile? E se sì, quali sono le precauzioni da adottare? Scopriamolo insieme.

Convivenza tra donna incinta e gatto con Toxoplasmosi
(Foto Adobe Stock)

La toxoplasmosi è una patologia causata dall’infezione del parassita Toxoplasma gondii, e che può essere trasmessa anche all’essere umano. I vettori? Gli animali, tra cui, in particolare, il gatto. Ed uno dei grandi spauracchi della convivenza con un gatto, è la possibilità che durante un’eventuale gravidanza possa trasmettere la toxoplasmosi alla donna incinta. Quanto c’è di vero?

Che cos’è la toxoplasmosi

La toxoplasmosi è una zoonosi cagionata da un parassita noto come Toxoplasma gondii.

gatto donna incinta
(Foto Adobe Stock)

Anche l’essere umano può essere affetto dalla patologia, ad esso trasmessa dagli animali, in particolare dal gatto. E questo perché il felino, provetto cacciatore, può contrarla dopo aver ingerito carne cruda (le piccole prede di cui si ciba) a loro volta portatori del parassita.

Ora è bene specificare che il Toxoplasma gondii non è particolarmente pericoloso per l’essere umano; il nostro organismo, infatti, è in grado di affrontare efficacemente l’agente patogeno, che risulta sostanzialmente inoffensivo.

Tuttavia vi sono delle particolari situazioni in cui il corpo è maggiormente esposto all’attacco del parassita, e una di esse è proprio lo stato di gravidanza.

I sintomi della patologia possono essere diversi (febbre, spossatezza, mal di testa, mal di gola), ma il pericolo più grande è proprio quello che l’infezione possa trasmettersi al feto, con il rischio di aborto o gravi deformazioni.

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Convivenza tra donna incinta e gatto con Toxoplasmosi: è possibile?

Ecco dunque che la convivenza tra donna incinta e gatto con Toxoplasmosi può presentarsi, teoricamente, come un vero e proprio spauracchio: ma è davvero così?

gatto donna incinta
(Foto Adobe Stock)

Per scoprirlo, innanzitutto, occorre capire quali sono le modalità di trasmissione del parassita. Come detto, il gatto lo contrae dopo aver mangiato carne cruda infetta. Il parassita viene espulso attraverso le feci, e sopravvive per circa 48 ore nell’ambiente circostante.

Affinché possa essere trasmesso all’essere umano, è necessario che venga in contatto con le sue mucose; insomma, bocca e occhi. Pertanto è bene ridimensionare la portata delle probabilità che una donna incinta possa essere contagiata di Toxoplasmosi dal proprio gatto.

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Partiamo da una serie di considerazioni:

  • Per un gatto di appartamento il rischio che possa ammalarsi di toxoplasmosi è quasi vicino allo zero; se il nostro micio ha accesso all’esterno, le probabilità che possa cacciare e cibarsi di un roditore o di un uccellino aumentano, certo. Però impedire che il felino possa avere accesso alla strada ed entrare in contatto con altri randagi è una misura necessaria per salvaguardare il suo benessere, e a prescindere dalla toxoplasmosi;
  • il felino potrebbe contagiare la donna incinta per mezzo delle feci, contenenti le uova del parassita; ma il contagio può avvenire solo attraverso il contatto con le mucose della persona. Verosimilmente dunque, la trasmissione della malattia potrebbe avvenire soltanto dopo che la persona, avendo toccato le feci del gatto, si sfrega bocca od occhi.

Insomma, basta rispettare le più elementari regole di igiene per azzerare quasi del tutto il rischio. Dunque niente paura, la convivenza tra donna incinta e gatto affetto da toxoplasmosi è più che possibile.

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A. S.