Home Gatti I gatti adattano i loro miagolii al dialetto del padrone?

I gatti adattano i loro miagolii al dialetto del padrone?

CONDIVIDI
@Getty images
@Getty images

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Lund in Svezia hanno avviato uno studio intitolato “Melody in human-cat communication – Meowsic” che durerà almeno cinque anni, con il quale intendono scoprire i significati dei miagolii dei gatti. In realtà, lo studio intende rispondere alla domanda se i gatti hanno adottato il loro linguaggio per comunicare con l’uomo.
Un mistero che affascina gli esperti tanto che sono ora concentrati a capire i diversi tipi di miagolii dei nostri adorabili felini domestici e se vi siano dei dialetti ovvero diversi suoni che hanno adottato per comunicare con l’uomo.
Come riporta il Daily Mail, il comitato di ricerca ha annunciato che saranno presi in considerazione un cinquantina di gatti provenienti da due regioni della Svezia con dialetti diversi per analizzare le diverse intonazioni dei mici, come il miagolio di fame, di gioia o di rabbia.

“In apparenza i gatti possono cambiare l’intonazione e la melodia dei loro miagolii per comunicare un messaggio specifico, indicare l’urgenza di tale messaggio o per esprimere il loro stato emotivo”, ha commentato Susanne Schötz, titolare della ricerca, sottolineando che “vogliamo scoprire se i gatti sono influenzati dal linguaggio e dal dialetto del padrone, perché pare che i gatti impiegano diversi dialetti nei suoni che producono”.
Nell’arco dell studio sarà inoltre stillato un dizionario dei suoni dei gatti con lo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e felino domestico, affinché i padroni abbiano maggiori strumenti per capire le esigenze dei loro gatti.

Schötz ha spiegato che nell’ambito dell’indagine, i ricercatori cercheranno anche di scoprire se i gatti preferiscono un dialogo diretto con il padrone o se invece apprezzano essere interpellati come degli umani: “Abbiamo ancora molto da imparare su come i gatti percepiscono il linguaggio umano. Svilupperemo alcuni test per capire cosa preferisco la voci dei bambini o degli adulti? Non lo sappiamo”.