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Criptococcosi nasale nel gatto, quanto può essere rischiosa? Raccomandazioni

Quasi tutti nella vita abbiamo avuto un’infezione da fungo. Ma quanto può essere rischiosa la criptococcosi nasale nel gatto?

Gatto con criptococcosi nasale
(Foto da Pixabay)

Prima o poi tutti abbiamo avuto a che fare con un’infezione da fungo e, senza dubbio, ciò che ricordiamo è sicuramente il fastidioso prurito nella zona interessata. Sappiamo che è un’infezione non facile da combattere. Per i nostri amici gatti vale un po’ lo stesso discorso ma, quando ad essere interessato è il naso, per Micio è un problema. Può essere rischiosa per la vita del nostro animale domestico, anche se non sempre.

Che cos’è la criptococcosi nasale nel gatto?

Come tutte le infezioni micotiche è causata da un fungo che entra in contatto col nostro gatto tramite il suo naso e lì si moltiplica.

Il gatto ha un fungo
(Foto da Pixabay)

Responsabili della micosi sono il Cryptococcus neoformans ed il Cryptococcus gattii: sia dall’uno che dall’altro il gatto ne viene contagiato perché lo inala.

Il Cryptococcus neoformans è un fungo opportunista che si trova particolarmente in terreni contaminati dagli escrementi di uccelli, soprattutto quelli di piccione, e genera un’infezione primaria: la malattia è scatenata direttamente dal patogeno.

Sapendo che il naso per il nostro gatto è l’organo fondamentale, immaginiamo quanto ne soffrirebbe se avesse una malattia nasale. Attraverso il naso il gatto esplora l’ambiente, ne rileva le sostanze chimiche ed è capace di “fiutare” l’avvicinarsi di una preda quanto il profumo di un biscotto caldo.

L’infezione micotica, però, può non fermarsi all’area del naso e diffondersi: siccome il gatto ne è stato contagiato perché ha inalato il fungo, questo può percorrere tutte le vie respiratorie fino ad arrivare al cervello.

Non solo sarebbe interessato il naso e l’olfatto ma anche trachea, polmoni, seni paranasali, occhi e Sistema Nervoso Centrale. Si avrebbero così una successione d’infezioni a catena ed il gatto rischierebbe una meningite da criptococco, pericolosa per la sua vita.

Altri organi interessati, oltre a polmoni e cervello, potrebbero essere il fegato, le ossa comprese le articolazioni ed i reni: proprio quando il gatto non dovesse rispondere alla terapia e fosse molto immunocompromesso potrebbero verificarsi casi di pielonefrite.

Il Cryptococcus gattii, invece, è un fungo presente soprattutto sulle piante, in maggior misura su parti in decomposizione dell’eucalipto, e preferisce infettare ospiti le cui difese immunitarie siano già danneggiate, come nei gatti sieropositivi affetti da Sindrome di immunodeficienza felina (FIV) oppure affetti da leucemia felina (FeLV).

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Sintomi e terapia

Potremmo notare, all’inizio della malattia quando ancora visivamente l’animale non mostra segni, che il nostro gatto sia più nervoso, si strofina spesso il muso dappertutto ed è irrequieto: il naso è la sua arma migliore e non riesce a sfruttarla più al meglio.

Infezioni gatto
(Foto da Pixabay)

Cerca sollievo dove può grattandosi e strofinando il naso su superfici fredde, come il muro, perché un’infezione fungina ha proprio la caratteristica di provocare prurito nella zona infettata. Man mano che passano i giorni Micio peggiora.

Si associa infiammazione al naso ed alla faccia, starnuti, perdite nasali: sotto la pelle del collo si notano tipo delle palline ma sono i linfonodi che s’iniziano ad ingrossare, sintomo che l’infezione sta avanzando.

Al suo sentirsi sempre più instabile nell’ambiente (consideriamo che non riesce a cacciare, uno dei suoi istinti primordiali) si aggiunge stanchezza ed inappetenza: potrebbe avere anche la febbre, mentre sul naso notiamo i primi segni d’infezione, delle pustole che a noi ricordano l’acne.

Se il fungo fosse arrivato ai polmoni il gatto avrebbe anche tosse ed i sintomi di una polmonite; se nei reni il gatto avrebbe bruciore e dolore durante la minzione. Solo se l’infezione arriva ad essere generalizzata si rischiano convulsioni, problemi di cecità ed all’orecchio interno.

Prima di prescrivere la terapia adatta al nostro gatto, il veterinario si assicurerà che la causa della malattia sia proprio il criptococco attraverso:

  • Esame visivo;
  • Esame citologico;
  • Esame colturale su terreno di Agar;
  • Ricerca del fungo nel midollo spinale attraverso PCR.

Nella maggio parte delle volte, portando subito il nostro gatto dal veterinario al minimo sintomo, l’infezione si risolve subito. Vengono prescritti dei farmaci antifungini da applicare sulla zona interessata ma anche da somministrare per via orale:

  • Itraconazolo: da tener sotto controllo, in questo caso, la funzionalità epatica in gatti con patologie al fegato o predisposti;
  • Ketoconazolo;
  • Fluconazolo: usato soprattutto per infezioni agli occhi ed ai polmoni ma anche qui è bene tenere sott’occhio la funzionalità del fegato.

Se fosse un’infezione più severa ed interessasse anche il Sistema Nervoso Centrale, la terapia comprenderebbe anche la prescrizione al gatto di antibiotici. Viene prescritta l’Amfotericina B, in associazione con la 5-Flucitosina: potrebbero aggravare la funzionalità dei reni e perciò bisogna tenere sotto monitoraggio il nostro gatto per tutta la terapia.

Tuttavia, per debellare il fungo ci vuole tempo e la terapia spesso richiede anche un paio di mesi perché Micio guarisca del tutto: se ci dovesse essere presenza di croste infette o granulomi servirebbe anche un piccolo intervento chirurgico.

Le recidive sono molto frequenti e costringono a ripetere la cura ma, anche se dovessero esserci delle resistenze ai farmaci usati di solito, si opterebbe per l’uso della Terbinafina.

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Raccomandazioni

Sapendo che il fungo che causa la criptococcosi si può trovare praticamente dappertutto, sarebbe opportuno che il nostro Micio non bazzicasse in luoghi umidi o dove si possono trovare escrementi di piccione.

gatto malato
(Foto da Pinterest)

Senza dubbio un buono stato di salute garantirebbe di affrontare meglio la malattia: una corretta alimentazione per il gatto è fondamentale anche perché fortifica le sue difese immunitarie garantendogli anche un’ottima risposta alla terapia.

Appena dovessimo notare il naso gonfio nel gatto sarebbe ottimale portarlo subito dal veterinario: una malattia prima viene presa in tempo e più facilmente si riesce a sconfiggerla.

Non iniziamo, però, a mettere sul naso del nostro Micio la pomatina che tanto ha fatto bene al cane della vicina che aveva “bolle” sul muso.

Ciò che noi vediamo come “bolle” tutte uguali in realtà hanno tante sfaccettature con diversi significati medici e, se dessimo al gatto che ha un’infezione da fungo un antibiotico per gatti che in realtà serve per combattere un’infezione da batterio, avremmo peggiorato la situazione.

Ci ritroveremmo un gatto che già è debilitato dalla micosi a diventare più indebolito ancora: le sue difese immunitarie già alterate sono state abbassate senza motivo e non riescono più a difendere il gatto dal patogeno.

Lasciamo che a fare il medico sia il veterinario ed il nostro Micio ci ringrazierà.

Michela