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Gatto con AIDS felino: frequenza dei vaccini per il micio immunodepresso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:03
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Un gatto immunodepresso, che soffre di FIV o AIDS felino, deve ricevere comunque i suoi vaccini. Ma con quale frequenza, per non causare ulteriori problemi?

gatto triste finestra
I vaccini possono essere pericolosi per il gatto con AIDS felino, perchè immunodepresso. (Foto Flickr)

Il cosiddetto “AIDS felino” o FIV (virus dell’immunodeficienza felina) è una malattia molto simile all’AIDS umano, anche se non è trasmissibile da un gatto ad una essere umano. I gatti con questa patologia soffrono di problemi al sistema immunitario, che essendo indebolito può quindi predisporre il micio a problemi come infezioni virali e batteriche. E i vaccini, in questo caso, possono essere pericolosi.

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I vaccini per il gatto immunodepresso

Gatto e veterinario
I vaccini sono fondamentali, specie per un micio immunodepresso. (Foto AdobeStock)

Se abbiamo un gatto immunodepresso perché soffre di AIDS felino, potremmo dover pensare ai pericoli che i vaccini possono avere sul suo debole sistema immunitario.

Alcuni vaccini infatti sono costituiti da agenti patogeni vivi modificati per essere attenuati. Cioè contengono una versione “meno potente” della malattia che combattono.

Ma questi organismi possono tornare in casi molto rari allo stato patologico originario, e causare quindi le malattie che originariamente provocavano.

Questa è una rara evenienza, detta “ritorno alla virulenza”, che è più probabile in individui immunocompromessi, come nel caso di un micio affetto da FIV.

Rinunciare ai vaccini è totalmente fuori questione. Anche se teoricamente il virus potrebbe influenzare il sistema immunitario del nostro gatto, non è certo che succeda.

Inoltre, la percentuale che accada è così minima che non vale nemmeno la pena di rischiare: ad un sistema immunitario debole serve tutto l’aiuto possibile.

I vaccini sono ideati proprio per aiutare il sistema immunitario degli esseri viventi, ad organizzarsi e prepararsi a quando (e se) verranno esposti alle malattie.

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Come vivere con un gatto con AIDS felino

Il gatto si lecca quando lo accarezzo
I gatti immunodepressi hanno bisogno di un po’ di attenzione. (Foto AdobeStock)

Al momento, non esistono studi veterinari che indicano vaccini specifici (e modalità diverse dalla norma) per un gatto immunodepresso.

Per cui, si dovrebbe seguire la normale routine di vaccini, con qualche piccola attenzione. I veterinari consigliano alcuni passaggi:

  • Meglio far vivere il gatto in casa, riducendo così l’esposizione a potenziali agenti patogeni che sono presenti all’aperto.
  • Gli esami del gatto per l’AIDS felino vanno ripetuti dopo 6 mesi. I normali test per il FIV possono infatti produrre falsi positivi (più spesso nei mici più giovani). Per questo, il veterinario dovrebbe usare un metodo noto come “western biot”, che produce solitamente pochissimi falsi positivi.
  • Seguiamo, come dicevamo prima, le linee standard per la somministrazione dei vaccini al gatto. Per cui dovremmo vaccinare il gatto a 8, 12 e 16 settimane di età. Poi si faranno dei nuovi vaccini ad un anno di età, per poi ripeterli al massimo ogni 3 anni. I vaccini di base sono la panleucopenia (spesso insieme a rinotracheite e calicivirus) e – dove legalmente è richiesto – la rabbia.
  • Vaccinare il gatto contro la leucemia è necessario solo se il gatto esce fuori casa.
  • Evitiamo per sicurezza i vaccini non strettamente necessari, come la tigna e la Bordetella.
  • I vaccini per i gatti immunodepressi dovrebbero essere appropriati per la loro condizione. Evitiamo di far usare vaccini vivi modificati.
  • Teniamoci aggiornati su tutte le informazioni e le novità riguardanti i vaccini dei gatti. Ogni giorno potrebbe essere scoperto qualcosa di utile per il nostro micio immunodepresso.

F. B.