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Ipofosfatemia nel gatto: cause, sintomi e trattamento

L’ipofosfatemia nel gatto, è una malattia che colpisce maggiormente i gatti anziani. Vediamo le cause, i sintomi e il trattamento.

gatto malato e anziano
(Foto AdobeStock)

La diminuzione dei livelli ematici di fosfato, ovvero una bassa concentrazione di fosforo nel siero del sangue del gatto, può essere causata da spostamenti di fosforo al di fuori delle cellule del corpo.

Ma anche dal ridotto assorbimento intestinale di fosforo o dal ridotto riassorbimento renale di fosforo.

Nel gatto si parla di ipofosfatemia quando i valori di fosforo scendono sotto i 3 mg/dl, tuttavia va tenuto presente che non diventano sintomatici fino a quando non si arriva ai 1,5-2 mg/dl.

Cause dell’ipofosfatemia nel gatto

Le cause dell’ipofosfatemia nel gatto possono essere diverse.

gatto malato
(Foto AdobeStock)

Ecco quali le cause dell’ipofosfatemia nel gatto:

  • Agente legante fosfato;
  • riduzione della concentrazione di ioni idrogeno nel plasma sanguigno arterioso (Alcalosi respiratoria);
  • inappetenza prolungata, fame o malnutrizione nel gatto;
  • carenza di vitamina D.
  • caricamento di carboidrati con somministrazione di insulina;
  • diabete mellito non diagnosticato o scarsamente regolato
  • diete povere di fosfati o soluzioni nutrizionali per via endovenosa;
  • nutrizione enterale (tubo nel naso) o nutrizione endovenosa totale;
  • dieta povera di fosforo;
  • ridotto riassorbimento renale (rene) del fosfato
  • condizioni che impediscono l’assorbimento dei nutrienti (Sindromi da malassorbimento);
  • trattamento del diabete mellito nel gatto.

Altre cause più rare includono:

  • alcuni tipi di linfomi o leucemie;
  • ereditarietà;
  • insufficienza epatica;
  • osteomalacia indotta da una neoplasia.

Sintomi

I sintomi generati dalla malattia primaria che è causa dell’ipofosfatemia nel gatto, sono:

  • Anemia emolitica (rottura dei globuli rossi) secondaria a grave ipofosfatemia;
  • debolezza muscolare;
  • depressione del gatto;
  • respirazioni veloci e superficiali dovute all’insufficiente attività dei muscoli respiratori;
  • mancanza di respiro;
  • ansia;
  • carenza di ossigeno nel corpo;
  • urina rossa o di colore scuro a causa di una anormale concentrazione della proteina emoglobina nelle urine, dovuta alla rottura dei globuli rossi.

Da tenere presente che una grave ipofosfatemia nel gatto non è sempre accompagnata dalla presenza di sintomi, a volte ci sono casi anche del tutto asintomatici.

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Diagnosi e trattamento dell’ipofosfatemia nel gatto

Per poter effettuare una diagnosi, il veterinario dovrà avvalersi innanzitutto di un esame fisico completo.

gatto malato
(Foto Pixabay)

Successivamente dovrà interessarsi anche della storia clinica pregressa dell’animale ed i sintomi che potrebbero aver portato a questa condizione.

Successivamente potrà procedere con una diagnosi differenziale per determinare la priorità del trattamento, in quanto ci sono diverse possibili cause che hanno potuto portare il gatto a questa condizione.

Il gatto non potrà essere trattato nel modo appropriato, fino a quando non verrà individuato il disturbo corretto ed escluse altre patologie.

Il veterinario proseguirà poi con i seguenti esami:

  • un profilo ematico completo;
  • un profilo ematico chimico;
  • un esame emocromocitometrico completo;
  • analisi delle urine.

Il trattamento, una volta stabilita la diagnosi dovrà essere immediato e con il ricovero dell’animale in ospedale.

Tuttavia se il gatto soffre solo di un moderato caso di ipofosfatemia, può essere trattato in regime ambulatoriale, preferendo la somministrazione per via orale delle pillole al gatto (purché le condizioni del gatto siano stabili).

Mentre se la malattia è causata dalla terapia insulinica o da nutrienti e vitamine per via endovenosa, questi trattamenti saranno sospesi fino a quando non sarà stato somministrato fosfato supplementare per alcune ore.

Se invece è presente una condizione di anemia, possono essere necessarie trasfusioni di sangue intero fresco.

Per rendersi conto dell’andamento della cura e dei miglioramenti, il veterinario dovrà effettuare i livelli di fosforo nel gatto, ogni 6-12 ore, fino a quando la concentrazione di fosforo rimarrà stabile entro il range considerato normale.

Siccome poi in alcuni casi si sviluppa un’insufficienza renale acuta improvvisa e grave, il veterinario eseguirà un monitoraggio delle concentrazioni di potassio fino a quando anche loro rimangono stabili. Ciò avverrà durante il Follow up quotidiano del gatto.

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Raffaella Lauretta