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Salute del Pixie Bob: l’elenco delle malattie comuni

Ecco quali sono le malattie comuni nel Pixie Bob: scopriamo come individuarle e curarle tempestivamente per assicurare il benessere del micio.

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(Foto Adobe Stock)

Conoscere tutto quello che c’è da sapere sulla salute del proprio amico a quattro zampe è fondamentale affinché la vita del nostro pelosetto sia lunga e in salute. Se godi della compagnia di un Pixie Bob, questo articolo fa al caso tuo: ecco l’elenco completo delle malattie comuni in questa razza felina.

Malattie comuni nel Pixie Bob

I mici di questa razza sono robusti e tendenzialmente in salute.

pixiebob longhair malattie comuni
(Foto Adobe Stock)

La durata media della loro vita, infatti, è di circa 14 anni. Tuttavia, ci sono una serie di malattie comuni che possono colpire il Pixie Bob.

In particolare, si razza di patologie ereditarie, che si trasmettono per via genetica da una generazione all’altra.

Per questo, al momento dell’acquisto del proprio pelosetto, è fondamentale rivolgersi ad un allevamento serio e professionale, che ci mostri i genitori dell’esemplare che ci accingiamo a scegliere, con tanto di test genetici per l’individuazione delle principali malattie. Tra queste rientrano:

  • Cardiomiopatia ipertrofica;
  • Criptorchidismo;
  • Distocia fetale, responsabile del parto difficoltoso.

Naturalmente, gli esemplari di questa razza non sono esenti dall’insorgenza di patologie comuni a tutti i felini domestici, come allergie, infezioni e disturbi del cavo orale.

Per questo, è fondamentale occuparsi dell’igiene e della pulizia del proprio amico a quattro zampe. Per scoprire come prenderti cura al meglio del Pixie Bob, consulta questo articolo.

Cardiomiopatia ipertrofica

Tra le malattie comuni nel Pixie Bob c’è la cardiomiopatia ipertrofica.

pixie bob
(Foto Adobe Stock)

Si tratta di una patologia cardiaca, che colpisce nello specifico il ventricolo sinistro dell’animale.

Essa causa il restringimento del lume ventricolare, compromettendo la normale circolazione sanguigna. Tra i principali sintomi della malattia ci sono:

  • Soffio cardiaco;
  • Debolezza;
  • Difficoltà di respirazione;
  • Edema polmonare;
  • Versamento pleurico;
  • Sincope.

Sfortunatamente, ad oggi non esiste una cura per questa patologia.

Fondamentale, quindi, è la prevenzione: ogni esemplare dovrebbe effettuare un test genetico.

Al fine di evitarne la trasmissione, gli animali affetti dalla malattia dovrebbero essere interdetti dalla riproduzione.

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Criptorchidismo

Tra le malattie comuni nel Pixie Bob c’è il criptorchidismo.

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(Foto Pixabay)

Si tratta di un difetto congenito che provoca la mancata discesa di uno o entrambi i testicoli nello scroto.

Solitamente, essi scendono prima della nascita o subito dopo il parto. Tuttavia, in alcuni casi può accadere che la loro comparsa si verifichi più tardi.

Si parla di criptorchidismo se i testicoli sono ancora situati all’interno dell’addome o della zona inguinale dopo il sesto mese di vita del micio.

Se la condizione riguarda un solo testicolo il gatto è comunque fertile. Al contrario, qualora entrambi non siano scesi il quattro zampe è sterile.

Non esistono farmaci o trattamenti per la risoluzione di questa condizione. Il consiglio è quello di castrare l’animale, poiché si tratta di una patologia trasmissibile.

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Distocia fetale

Infine, chiude l’elenco delle malattie comuni nel Pixie Bob la distocia fetale.

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(Foto Pinterest)

Con questa espressione si fa riferimento a una grave problematica che può verificarsi durante il parto della gatta.

A causa della sproporzione tra le dimensioni dei cuccioli e quelle del canale del parto materno, troppo stretto, possono verificarsi:

  • Costipazione;
  • Fratture pelviche;
  • Torsione uterina.

In altri casi, è possibile che il parto difficoltoso sia causato dalla posizione anomala dei cuccioli, con il lato posteriore rivolto in avanti.

In realtà, si tratta di una condizione comune e non eccessivamente preoccupante: la conseguenza è un ritardo nel travaglio.

Per capire quando intervenire e chiedere aiuto al veterinario, è indispensabile saper individuare eventuali segnali preoccupanti. Tra questi ci sono:

  • Perdite anomale di liquido;
  • Interruzione delle contrazioni;
  • Cambiamenti nel grado di distensione addominale.

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Laura Bellucci