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La sterilizzazione della gatta: cosa è importante sapere

La sterilizzazione della gatta è una decisione molto importante e, a volte, necessaria per il nostro felino. Vediamo di capire di che cosa si tratta nello specifico, quando è il momento giusto per farla e quali possono essere le conseguenze.

La sterilizzazione della gatta
(Foto Pixabay)

Il nostro caro amico micio mette tutta la sua volontà per vivere bene insieme a noi, nel nostro ambiente domestico. Per una creatura così libera e particolarmente istintiva, non sempre è facile resistere alla propria indole di grande animale predatore e preda, allo stesso tempo. Soprattutto se si ha una gatta come amico peloso, è complesso riuscire a controllarla in un luogo chiuso come la casa. Vediamo, quindi, perché la sterilizzazione della gatta è necessaria per rendere più tranquilla la sua vita in casa e più sicura la sua vita all’esterno.

La sterilizzazione della gatta: come e quando è importante proporla

La sterilizzazione della nostra gatta può evitarle tante malattie e problemi per la sua salute e prevenire cucciolate indesiderate ed eventuali disagi per il felino. Vediamo quali sono i motivi per effettuare la sterilizzazione nella micia e quando è il momento migliore per farlo.

Il gatto e la castrazione
(Foto Pixabay)

Innanzitutto, prima di parlare di sterilizzazione della gatta, bisogna parlare dei cicli estrali della femmina. Una gatta che non viene fecondata può affrontare numerosi cicli estrali, che possono essere di due tipi: ovulatorio e anovulatorio. Il ciclo ovulatorio consiste in un ciclo normale, con fase di eccitazione e ovulazione. Il ciclo anovulatorio, invece, comprende solo la fase follicolare, senza ovulazione. Si tratta di una fase di calma sessuale, con la continuazione del suo ciclo normale. Ma che cosa significa sterilizzare la gatta?

La sterilizzazione della gatta, chiamata anche ovariectomia, consiste nell’asportazione delle ovaie attraverso un’incisione nell’addome. Si può decidere di effettuare questo intervento nella gatta quando la femmina entra nell’età fertile, fase che raggiunge tra i 6 e i 9 mesi. Per capire quando è il momento giusto per poter sterilizzare la nostra micia, però, bisogna considerare altri aspetti dell’animale, i quali sono:

  • La razza: ogni razza raggiunge la pubertà in età diverse; le gatte con il pelo lungo, ad esempio, raggiungono l’età fertile più tardi, intorno ai 12 mesi.
  • La stagione della nascita: le gatte nate nei mesi freddi sono più precoci rispetto a quelle nate nei mesi caldi.
  • Il peso: la gatta deve aver completato lo sviluppo della sua razza.
  • Esposizione solare: una gatta che si espone regolarmente al sole, può raggiungere in anticipo l’età fertile.
  • Situazione di stress: quando la micia convive con altre gatte, magari più forti, la sua pubertà può ritardare.

L’intervento di sterilizzazione della micia è abbastanza delicato e avviene in assoluta sicurezza, in anestesia totale e ha la durata di una mezz’ora. Si tratta di un’operazione di routine per il medico veterinario consistente, come abbiamo accennato, nell’asportazione delle ovaie e, a volte, nella rimozione di buona parte dell’utero. In una condizione normale, la sterilizzazione della gatta si può affrontare al sesto mese, prima che la gatta entri in calore. L’intervento, poi, può prevenire il tumore alla mammella nella gatta del 90%.

Questo è solo uno dei vantaggi della sterilizzazione per il felino. Vediamo quali sono gli altri pro di questo intervento, insieme ad alcune conseguenze negative per il peloso.

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Il felino e la castrazione: vantaggi e rischi per l’animale

Esistono tanti possibili vantaggi dalla sterilizzazione della gatta che possono migliorare la qualità della sua vita. Insieme a questi, però, possono verificarsi anche alcuni svantaggi post intervento. Vediamo meglio nell’articolo.

La castrazione del gatto
(Foto Pexels)

La sterilizzazione della gatta ha dei motivi molto validi che la rendono così importante per l’animale e che fanno sì che la si prenda in considerazione. I vantaggi di questa operazione per il felino femmina sono:

  • Riduzione di malattie sessualmente trasmissibili: come il FIV, o virus dell’immunodeficienza felina, leucemia felina nel gatto, patologie che si trasmettono durante l’accoppiamento, tramite morsi.
  • Riduzione di comportamenti sessuali: si verificano quando la gatta marca il territorio con l’urina, miagola e struscia contro di noi. Il gatto si strofina anche sugli oggetti, in alcuni casi.
  • Riduzione dello stress nella gatta, come eccessivo desiderio sessuale e gravidanze problematiche.
  • Prevenzione di malattie molto gravi: come tumori alla mammella e la piometra felina, ovvero l’infezione all’utero.

Oltre alla prevenzione di malattie e al miglioramento di alcune condizioni, la sterilizzazione permette alla gatta di combattere maggiormente i tumori maligni alla mammella, che nelle gatte sono superiori rispetto alle cagne. Si possono prevenire anche i tumori all’utero nella gatta. Ma con questa operazione, la gatta può ricevere anche degli svantaggi? Non c’è una risposta definitiva.

Sterilizzare la gatta nell’età giusta, matura per affrontarla e senza problemi pregressi, può portare ad un possibile aumento della fame e un conseguente aumento del peso del felino. Un’attenzione in più alla sua dieta sarà necessaria per aiutarla a tornare in forma. Ma se la gatta vive in casa con noi e non ha accesso facile alla realtà esterna, la sterilizzazione può soltanto prevenire le patologie di cui abbiamo parlato e ridurre lo stress sessuale per il mancato accoppiamento.

Per alcuni, la sterilizzazione della femmina è ingiusta: una verità è che, se la gatta viene chiusa in casa, senza la possibiità di potersi accoppiare e vivere una gravidanza, questa  non può riprodursi e può rischiare, quindi, di non continuare la sua specie. Sta alla coscienza del suo padrone e della sua famiglia prendere una decisione in merito e ragionare bene sulla sua condizione e sul futuro che vogliono dare alla loro micia domestica.

Ilaria G