Animali selvatici trasformati in “pet”: sequestrati due serval nel Bresciano e la situazione in Italia (e non solo) è molto preoccupante

Aggiungi amoreaquattrozampe.it alle fonti di google news

Animali selvatici trasformati in “pet”: sequestrati due serval nel Bresciano. La situazione in Italia (e non solo) è molto preoccupante.

Un’eleganza slanciata, un mantello maculato che ricorda quello del ghepardo e grandi orecchie capaci di cogliere il minimo fruscio nell’erba alta. Sono queste le caratteristiche che rendono il serval (Leptailurus serval) uno dei felini più affascinanti e iconici dell’Africa subsahariana. Tuttavia, la bellezza selvaggia di questa specie si scontra sempre più frequentemente con le pareti domestiche delle abitazioni occidentali. L’ultimo episodio in ordine di tempo arriva da Adro, nel Bresciano, dove i Carabinieri Forestali hanno sequestrato due esemplari detenuti illegalmente all’interno di un appartamento privato.

un serval
Il serval e molti altri animali selvatici sono detenuti in cattività (Foto Canva – amoreaquattrozampe.it)

L’operazione condotta nel territorio bresciano mette in luce un fenomeno in forte crescita: l’attrazione per la fauna esotica vissuta come uno status symbol o una semplice eccentricità da esibire. Un trend pericoloso che valica i confini nazionali, come dimostra un recente e clamoroso caso avvenuto a Maiorca, dove le autorità hanno scoperto un vero e proprio serraglio domestico composto da un serval, puma, un leopardo nebuloso e altre specie selvatiche, gestito da una coppia che alimentava un fiorente commercio illegale online.

Il serval: un predatore perfetto della savana

Origine del nome a parte — derivante da un’antica espressione portoghese che fondeva le parole lobo (lupo) e cerval (cervo) — il serval è un carnivoro fortemente specializzato, perfettamente adattato alla vita nelle praterie, nelle zone umide e nelle aree calde dell’Africa subsahariana, dall’Etiopia fino al Sud Africa, escludendo soltanto le dense foreste equatoriali e i deserti più aridi.

Dal punto di vista morfologico, il serval detiene un primato nel mondo dei felini: possiede le zampe più lunghe in proporzione al corpo e le orecchie più grandi rispetto alla stazza complessiva. Queste caratteristiche fisiche ne fanno un cacciatore di straordinaria precisione. Grazie all’udito finissimo, è in grado di localizzare piccoli mammiferi (principalmente roditori), uccelli, rettili e anfibi anche quando si muovono sottoterra o nell’erba fitta. Con balzi straordinari che possono raggiungere i due metri d’altezza e tre di lunghezza, il serval si scaglia sulla preda con una percentuale di successo nelle battute di caccia vicina al 50%, un valore nettamente superiore a quello di gran parte dei grandi felini come leoni o leopardi.

L’illusione del gatto esotico in salotto: sequestrati due serval ad Adro, tra moda social e divieti di legge

Trattare un simile animale alla stregua di un gatto domestico significa ignorarne la natura profonda. Il serval ha un bisogno etologico fondamentale di ampi spazi, territori vasti da perlustrare, specchi d’acqua in cui muoversi e la possibilità di esprimere il proprio repertorio comportamentale di predatore solitario. Recluderlo tra le quattro mura di un salotto provoca forte stress psicofisico e potenziali comportamenti aggressivi reattivi. I due esemplari sequestrati ad Adro sono stati trasferiti in una struttura autorizzata e specializzata nella gestione della fauna selvatica, dove, come confermato dalle autorità, saranno garantite condizioni di custodia idonee al loro benessere biologico ed etologico.

Animale serval
Animali selvatici come i serval tenuti illegalmente nelle case (Foto Canva – amoreaquattrozampe.it)

Dal punto di vista giuridico, la posizione della legislazione italiana è inequivocabile: la detenzione, la vendita, l’acquisto e l’importazione di serval da parte di privati cittadini sono tassativamente vietate. Il felino rientra infatti nell’elenco delle specie considerate pericolose per la salute e l’incolumità pubblica, disciplinato da un quadro normativo articolato che comprende la Legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica, il Decreto Ministeriale del 19 aprile 1996 e il più recente Decreto Legislativo 135/2022 sulle specie esotiche e selvatiche.

Non vi è dunque alcuno spazio per interpretazioni di comodo o scappatoie legali. A mettere una definitiva parola fine sulla questione è intervenuta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5775 del 12 febbraio 2026. I giudici del Supremo Collegio hanno rigettato il ricorso di una donna — anche in quel caso residente nella provincia di Brescia — che si era vista sequestrare due serval acquistati in Slovenia e scoperti dal veterinario a cui si era rivolta per le vaccinazioni di routine. La Cassazione ha chiarito e ribadito un principio fondamentale: il divieto assoluto di detenzione si applica anche agli esemplari nati e cresciuti in cattività, indipendentemente dal numero di generazioni trascorse dall’inizio dell’allevamento domestico. La nascita al di fuori dell’habitat naturale non ne altera infatti la classificazione tassonomica né la potenziale pericolosità per l’incolumità pubblica.

il serval
Curiosità e informazioni sul serval (Foto Canva – amoreaquattrozampe.it)

L’episodio di Adro ricorda ancora una volta come la passione per la natura non debba mai trasformarsi in possesso egoistico. La salvaguardia della fauna selvatica passa prima di tutto dal rispetto dei suoi habitat e dal rifiuto di alimentare un mercato che priva gli animali della propria libertà etologica.