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Animali totem: la mitologia celtica e lo zodiaco

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Si chiama animismo, una forma di religione, tipica dei popoli primitivi, per la quale ogni elemento dell’universo ha un’anima: le piante, le pietre, il vento o la pioggia, la terra fino agli animali. Le qualità di questi ultimi sono stati spesso incorporate in quel che si definisce “un totem” ovvero, l’animale totem è quello spirito che si evoca in determinate situazione da superare in base alle caratteristiche istintive della specie, come il lupo, arrivando persino ad assumere i suoi comportamenti e abilità. in altri casi, l’animale totem è stato l’elemento sul quale si sono elaborati i sistemi sociali che stabilivano le relazioni tra le tribù. In poche parole, l’animale totem è quell‘anima universale di un essere che appartiene alla specie. Un senso mistico e spirituale, al contempo legato ad una dimensione ancestrale e metafisica di interconnessione tra gli esseri e comune a molte popolazioni sparse in diverse parti del globo come ad esempio quella sudamericana o celtica, fino alle mitologie greche od orientali in cui prevalgono animali fantastici.

Iniziamo il nostro percorso sugli animali totem scoprendo quelli che appartengono alla mitologia celtica. Nella cultura celtica, gli animali venivano raffigurati come elementi decorativi su ogni tipo di manufatto, dall’abito, al gioiello come amuleti fino alle sculture. In realtà, si trattava di un modo per ricordare le loro qualità e al contempo, chiamando lo spirito dell’animale i celti avrebbero avuto in dono le loro qualità.  Un percorso interiore non solo di forza ma grazie al quale scoprire la propria personalità. L’animale totem è in parte un elemento con il quale anticamente veniva esplorata la propria essenza e personalità. Ricordando che la scoperta della psicologia e del regno dell’inconscio risale solo alla fine del XIX secolo, l’animismo in realtà contribuiva ad un percorso intimo del sé e rifiutarlo sarebbe stato come lasciare una parte del proprio io.

L’oroscopo celtico è un insieme di credenze religiose, leggende e riti che venivano perpetrati da un sacerdote chiamato “druido”. Il calendario celtico si casa su tredici segni legato a tre entità: una ninfa protettrice legata all’albero del mese, un animale totemico e una “runa magica” ovvero un carattere dell’antico alfabeto basato sui nomi degli alberi. Ogni segno delinea n tratto della personalità che si fonda su importanti ricorrenze legate alle stagioni, ovvero quella dei solstizi e degli equinozio, legate al ciclo solare associato alla croce a bracci ortogonali e al ciclo lunare associato alla Croce di Sant’Andrea.
Le 4 feste solari:
Yule, solstizio d’inverno il 21 dicembre
Oestara, equinozio di primavera il 21 marzo
Lithà, solstizio d’estate il 21 giugno
Mabon, equinozio d’autunno il 22 settembre.
Le 4 feste lunari:
Beltaine, festa di primavera del primo maggio
Imbolc, 1 febbraio (legata al raccolto)
Lughnasad, festa d’estate il primo agosto  (legata al raccolto)
Samhain, festa dei morti del 1 di novembre. Per i celti era il primo giorno dell’anno.

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