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Cavalluccio marino: caratteristiche, habitat e alimentazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:05
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Il cavalluccio marino maschio: l’unico nel regno animale che rimane incinta. Vediamo le caratteristiche, l’habitat e l’alimentazione.

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Cavalluccio marino.(Foto Pixabay)

Il cavalluccio marino è un pesce osseo che solitamente vive suoi fondali poco profondi, sulle barriere coralline e tra la vegetazione. La parola ippocampo è quella usata formalmente per nominare questa specie della famiglia dei Syngnathidae, che comprende anche i cosiddetti pesci pipa.

Questa parola deriva da due termini nell’antico greco: ippopotamo, che significa “cavallo”, e kampos , che significa “mostro marino”.

Il nome gli è stato attribuito a causa della somiglianza al cavallo dovuta al muso. Si conoscono circa 40 specie di ippocampi , che variano per dimensioni e aspetto. Il più piccolo è l ippocampo Denise ( Hippocampus denise) , le cui dimensioni vanno da 0,8 a 2 centimetri di lunghezza.

Caratteristiche del cavalluccio marino

cavalluccio marino
Il cavalluccio marino (Foto AdobeStock)

Nel cavalluccio marino sia la livrea sia le dimensioni variano da specie a specie, ma per tutte la struttura fisica resta generalmente sviluppata in verticale che permette a questi animali di tenere una posizione eretta.

Il collo inarcato che spinge la testa in avanti, dalla caratteristica forma che ricorda quella di un piccolo cavallo, da cui appunto l’animale prende il nome, e perciò anche un muso allungato e tubolare. Il cavalluccio marino non ha stomaco o denti, ma usa il suo muso per assimilare crostacei e zooplancton.

Inoltre ha una caratteristica in comune con il camaleonte cioè quella di muovere gli occhi indipendentemente l’uno dall’altro. Come abbiamo appena descritto il cavalluccio marino ha una fisicità sviluppata in modo verticale ma durante il nuoto assume una posizione idrodinamica e si sposta facendo sforzo con la pinna dorsale, aggrappandosi poi ad alghe o gorgonie, tramite la lunga coda attorcigliata. Vive in media 4-5 anni.

Habitat e riproduzione

Animali in dolce attesa
Animali in dolce attesa: in alcune specie è il maschio a covare le uova, non la femmina (Foto Unsplash)

Il cavalluccio marino riesce a vivere in acque dove la salinità varia (ambienti euralini) come foci dei fiumi o lagune. È una specie presente in tutti i mari del mondo, è oggetto spesso di pesca indiscriminata per uso tassidermico, e alimenta un fitto commercio nei paesi orientali dove viene pescato per farne poi degli spiedini.

Il cavalluccio più grande il dragone mascherato (Phyllopteryx taeniolatus), vive nelle acque tropicali dell’Indo Pacifico, può superare i 45 cm di lunghezza. Quello più piccolo è il cavalluccio nano (Hippocampus zosterae), con i suoi 2,5 cm, presente nelle acque del Golfo del Messico e delle Bahamas.

In merito alla riproduzione il cavalluccio marina durante tutta la sua vita si riproduce più volte per stagione. Questi pesci stabiliscono un legame monogamo che dura per tutta la vita e come per le altre specie appartenenti a questa famiglia, generalmente, l’accoppiamento viene preceduto da un rituale simile ad una danza nuziale.

Successivamente la femmina trasferisce le uova nel marsupio del maschio che le incuba per circa un mese, dopodiché sarà sempre il maschio che partorirà i cuccioli. Il parto avviene circa una settimana dopo, con una serie di contrazioni ritmiche e violente, che ricordano quelle di un parto di una donna.

Questo pesce espelle da 20 a 1000 ippocampi in miniatura, i piccoli cavallucci marini misurano pochi millimetri alla nascita, ma sono già pronti per procurarsi del cibo in acqua. Da questo momento la femmina è giù pronta per trasferire altre uova al maschio.

Alimentazione del cavalluccio marino

Cavalluccio marino
Cavalluccio marino (Foto Pixabay)

Una delle grandi capacità del cavalluccio marino è che può mimetizzarsi perfettamente nel suo ambiente cambiando il colore della pelle o sviluppando lunghi filamenti che lo rendono simile a piante o alghe. In questo modo afferra la sua preda senza essere visto.

I suoi occhi hanno una mobilità indipendente che li aiuta a riconoscere le loro prede, che fanno parte del plancton. Si nutre principalmente di piccoli crostacei che si trovano galleggianti sulla superficie dell’acqua come invertebrati e larve di pesci.

Può mangiare fino a 3 mila esemplari di gamberi (crostacei), tonno, pesce rosso e granchio. E siccome non possiede lo stomaco, ha di conseguenza una veloce digestione che gli permette di mangiare sempre.

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Raffaella Lauretta