Addio a uno dei simboli della città americana: la balena grigia di Washington è stata trovata morta, probabilmente per fame.

Non è stato un caso o un incidente a ucciderla: la balena grigia di Washington è stata trovata morta per fame nel fiume dello stato mentre era alla disperata ricerca di cibo. Questo è un fattore tragico che sta portando non pochi problemi a questi enormi cetacei, che si ritrovano senza forze perché digiuni ad attraversare luoghi magari mai frequentati prima: ecco come è stata trovata l’ultima balena.
Balena grigia di Washington morta: stava risalendo il fiume
Non era lì per caso bensì per necessità: la balena grigia trovata morta nel fiume Willapa dello stato di Washington, negli USA, aveva fame: aveva già percorso oltre 30 km ma probabilmente era stremata per la stanchezza e la debolezza. Spettatori di questa atroce vicenda sono stati alcuni passanti che si trovavano in zona, nei pressi della cittadina di Raymond.
Il cetaceo, la cui carcassa era stata vista galleggiare proprio sul fiume, apparteneva alla specie Eschrichtius robustus: gli esemplari appartenenti ad essa non sono affatto estranei ai lunghi percorsi e alle migrazioni stagionali. Addirittura pare che siano in grado di percorrere circa 8mila km all’anno, dal Messico all’Alaska, il luogo ideale per trovare il cibo necessario.
Il passaggio nel fiume Wallapa nell’omonima baia è stato osservato da appassionati e curiosi, che vedevano la balena grigia andare su per respirare e poi tornare a nuotare, fino a raggiungere il mare. Ma stavolta il suo viaggio è terminato in uno stretto corso d’acqua, e la causa di questa battuta d’arresto è stata individuata dagli esperti che hanno prelevato il corpo alla fame. Gli studiosi del Cascadia Research Collective hanno evidenziato la magrezza dell’animale già osservata in precedenza, e l’assenza di altre ferite.
Balena grigia di Washington morta: la fame è solo uno dei problemi delle balene
Questo cetaceo grigio così come altri due, ritrovati spiaggiati nei pressi della Wallapa Bay, dimostrano che il problema riguarda tutta la popolazione di questi animali marini: sono infatti in grande difficoltà da anni, soprattutto per la scarsità di cibo. I mari dell’Alaska (in particolare di Bering e di Chukchi), un tempo, offrivano varietà e abbondanza di piccoli organismi che vivono sui fondali.

Ma altra conseguenza del riscaldamento globale in corso ha inciso anche sulla disponibilità di questo cibo per le balene, che sono destinate ad una quasi certa e prematura mortalità. Secondo le stime riportate dall’agenzia americana NOAA Fishceries ammontano a 690 le balene ritrovate morte spiaggiate nella zona per assenza di cibo e una conseguente diminuzione degli esemplari della specie.
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Infatti dapprima i fiumi, zone rischiose per la loro sopravvivenza, non erano percorsi da questi enormi cetacei, ma ora proprio per la disperata ricerca di cibo sono altrettanto attraversate.