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Bar vieta l’accesso a donne con la pelliccia :”Io non posso entrare i cani si”

Nel centro storico di Monza l’iniziativa della titolare di un bar in pieno centro storico ha diviso la clientela. La proprietaria del Bar ha infatti affisso due cartelli uno con una pelliccia sbarrata e uno per permettere agli animali di entrare nel suo locale.

Bar vieta l’ingresso alle donne con le pellicce (Foto Facebook)

L’iniziativa della titolare del bar sito a Monza, in pieno centro storico, davanti al ponte dei Leoni, ha diviso la clientela per la sua scelta di non far accedere al locale donne con le pellicce mentre apre le poste agli animali domestici.

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Bar vieta l’ingresso alle donne con le pelliccia

In molti hanno appoggiato la scelta della titolare del bar che ha deciso di selezionare la propria clientela non permettendo l’accesso  a persone che indossano pellicce di veri animali all’intero della sua attività commerciale.

Sulla porta del bar del centro storico è infatti stato affisso un cartello con la foto di una pelliccia di visone con scritto : ” IO NON POSSO ENTRARE”. “In questo Bar si rispettano gli animali”. Poco sotto il cartello di divieto vi è affisso un altro cartello che invece incita i cani ad entrare all’interno dell’attività commerciale.

La scelta della proprietaria del bar ha creato una spaccatura tra la clientela, in molti infatti sostengono la scelta della principale di non volere all’interno della propria attività persone impellicciate. Molte donne che indossavano la pelliccia vedendo il cartello  hanno cambiato strada dirigendosi probabilmente in un altro bar per fare colazione.

Molte persone hanno sostenuto la scelta della titolare, mentre  altrettante persone sostengono che il cartello sia solo una trovata pubblicitaria per il bar .

Le reazioni al divieto infatti sono state le più disparate tra chi ha apprezzato la decisione e chi ha definito il divieto una vera e propria discriminazione.

La titolare del bar secondo quanto riportato dal Corriere della Sera avrebbe infatti asserito: ” Non volevo discriminare nessuno, ma solo lanciare una provocazione“.” Ciò che importa è contribuire nel mio piccolo a educare al rispetto di tutti, anche degli animali. Comunque, ho ricevuto parecchi messaggi di sostegno”.

I dipendenti del bar hanno difeso la loro titolare da chi l’accusava di opportunismo :“Chi sostiene questa tesi è fuori strada. Abbiamo deciso di esporre quel cartello perché crediamo sia giusto, non perché cerchiamo visibilità”.

Il cartello è diventato virale sui social tanto che il presidente dell’Unione commercianti di Monza è intervenuta asserendo : ” L’idea è legittima ma va intesa come provocazione: un esercizio pubblico non può vietare l’ingresso senza un motivo legittimo”.

L’idea è piaciuta molto alla Responsabile dell’associazione LAV (Lega antivivisezione) della sezione Monza e Brianza : “L’iniziativa ci ha colpiti. L’abbiamo trovata divertente e istruttiva. Si tratta di un tema molto delicato, le pellicce non vanno più di moda come qualche anno fa e non rappresentano più uno status, ma non bisogna mai abbassare la guardia”.

Nonostante le critiche ricevute, il Bar in questione non è stata l’unica attività commerciale a esprimere il proprio pensiero e a proporre questa iniziativa.

Anche una famosissima pizzeria di Napoli ha infatti esposto un cartello molto simile, rifiutandosi di servire la pizza a persone che indossano pellicce.

Queste iniziative sono state lanciate con l’intento di mettere in risalto l’inutilità di indossare capi di abbigliamento ricavati dalla sofferenza di animali, quando si potrebbero utilizzare pellicce sintetiche o prodotti di ecopelle che non recherebbero danni e sofferenze alle creature del regno animale.