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Il cane Mare, per tre anni ha “navigato” nel freddo e nel gelo – VIDEO

Il cane Mare per anni ha “navigato” nel freddo e nel gelo senza mai poter esaudire le sue speranze di trovare qualcuno che gli volesse bene. Ora sta solo aspettando che qualcuno lo porti in un canile lager, ma vuole la sua chance che attende da anni.

Cane Mare Freddo Gelo
Il cane Mare accarezzato da un uomo chiude gli occhi (Facebook – ENPA)

Alcuni di noi sono pregni di speranze, oppure potremmo dire colmi. Così colmi che non si abbattono dinanzi a niente e nessuno, anche se la vita non è mai “festa” per loro. Altri che sono più propensi all’azione e della speranza non sanno che farci se non gettarla via e prendersi in mano la vita. Non è così, ahinoi, per i nostri amici a quattro zampe. Molto spesso vittime di veri soprusi e vigliaccate che rimangono impunite. Nonostante molti sperano e lo si vede dai loro occhi. Come succede, ogni giorno da tre anni a questa parte, al cane chiamato col nome Mare. Un nome legato a un perché. Un destino, fin qui, davvero amaro. Ma che attende di essere cambiato.

Mare, di nome e di fatto: il cane vuole capire cos’è la vita, e lasciarsi alle spalle il freddo del passato

Cane Mare Freddo Gelo
Il cane Mare con il volto triste (Facebook – ENPA)

Quando pensiamo al mare, molto spesso abbiamo dinanzi a noi delle immagini ben precise: una “tavola”, quella rappresentata dalle acque, al tramonto, un’onda che ci porta via tra un gioco e l’altro, un’imbarcazione che salpa con a bordo qualcuno da salutare. Il mare: quanti aspetti possono coesistere al suo interno.

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Tanto che, alcune volte, può essere utilizzato anche come nome proprio di persona, o, in questo caso, di animale. Come il nostri amico a quattro zampe di oggi. Si chiama Mare e il motivo è ben chiaro fin da subito: per tre anni (la sua età) ha navigato, stando comunque fermo, in un mare di speranze, ma al tempo stesso nelle acque, fredde e gelide, di un altro mare: quello della solitudine.

Notti al freddo, intemperie vissute sulla propria pelle. Poi l’afa e il caldo torrido. Lui, però, non ha mai perso le speranze. Ora si ritrova a vivere quella pessima situazione che rispecchia la nostra società: l’eventuale canile, lager, ad attenderlo o, addirittura, una vita da randagio. Le sue acque, interne, non si sono mai placate.

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Dal video pubblicato sulla pagina ufficiale Facebook di ENPA, e che ha fatto il giro dei social in pochi istanti, si nota la sua tristezza e la non spensieratezza. Solo un’adozione potrebbe rimetterlo in sesto. O meglio: potrebbe donargli quella voglia di vivere che da sempre va cercando nelle acque tormentate della vita stessa.

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