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Cane pastore robot tra i greggi di pecore della Nuova Zelanda

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:37
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Il cane da pastore robot che pattuglia i greggi di pecore in Nuova Zelanda

robot pastore greggi
@screen shot video

La robotizzazione della società è ormai un argomento diffuso e comune. In molti ambiti, la tecnologia è stata introdotta nell’industria, velocizzando i processi di produzione così come pure nel settore dell’agricoltura. Un argomento molto attuale soprattutto alla luce dell’innovazione che s’intende introdurre con l’installazione delle rete 5G il cosiddetto “internet delle cose”, nell’ambito della logistica e della movimentazione delle merci e per la connessione degli oggetti.

Un programma sempre più pressante da parte dei governi, accompagnato dagli interessi privati di molte aziende e multinazionali e che è contestato da una buona parte della popolazione e dei ricercatori che hanno allarmato sui potenziali quanto reali pericoli legati all’elettromagnetismo sulla salute umana, degli animali e per le ripercussioni sull’ambiente. A questo si associano i progressi nel campo dell’IA- Intelligenza artificiale che negli ultimi anni ha fatto dei passi da gigante sviluppando strumenti sempre più efficaci, in base ad algoritmi intuitivi, riproducendo il sistema di pensiero umano.

Lo sviluppo della robotizzazione è stato esteso in diversi settori anche nel campo dell’agricoltura e degli allevamenti. In tal senso, s’inserisce il progetto sperimentale, promosso dalla società americana Boston Dynamics che ha realizzato un cane-robot chiamato”Spot” e che viene usato in via sperimentale per sorvegliare e guidare i greggi di pecore così come farebbero i cani da pastore, tra i più noti, i maremmani.

La Boston Dynamics ha realizzato il progetto in collaborazione con la società neozelandese di robotica Rocos che ha elaborato il software per il cane robot.

Cane da pastore

Izzy tra le pecore

Spot ha una lunga autonomia e grazie ai sensori, può arrampicarsi su terreni scoscesi e guidare a distanza le pecore durante il pascolo. In un video di lancio è stato presentato il nuovo robot seguito da un drone tramite il quale è possibile controllarlo da remoto.

Ovvero, secondo quanto sostenuto dagli ideatori del progetto, Spot potrebbe essere controllato da un operatore che si trova anche in un’altra parte del mondo. Uno strumento che per chi lo sostiene si rivela utilissimo per gli agricoltori che potrebbero controllare h24  le colture, la maturazione dei frutti e i greggi.

“Collegando i robot al cloud, possiamo aiutarli a combinare un livello di software cloud con la robotica per raggiungere l’automazione fisica su vasta scala”, ha dichiarato David Inggs, CEO di Rocos, spiegando che “i nostri clienti stanno aumentando le loro forze di lavoro umane per automatizzare i processi fisici che sono spesso noiosi, sporchi o pericolosi”.

Recentemente un altro robot Spot è stato sperimentato a Singapore di pattuglia nelle strade di Singapore per controllare la popolazione nelle pratiche di distanza di sicurezza.

Al momento, non sembra che Spot sia ancora perfettamente addestrato come cane da pastore e non possiederebbe la velocità del cane. In ogni caso, assicurano i produttori, tra qualche anno potrà essere impiegato in vari settori dell’agricoltura e dell’industria.

“L’automazione dell’agricoltura sta cambiando il modo di lavorare degli agricoltori, aumentando l’efficienza della produzione alimentare mondiale per una popolazione umana in costante crescita”, viene sottolineato nel video di lancio promozionale della Rocos.

Cani da pastore insostituibili

Così come evidenziato da una legge regionale dell’Abruzzo il cane da pastore abruzzese è stato promosso a patrimonio immateriale e culturale  in quanto “il cane bianco italiano da custodia delle greggi, capolavoro della collettiva e plurimillenaria opera di selezione genetica delle genti della montagna abruzzese è stato ed è elemento insostituibile nell’attività armentaria ecocompatibile della tradizione pastorale abruzzese”.

Con questo sono state specificate le qualità della razza, del suo “istinto quale rapporto di protezione e fratellanza nei riguardi degli ovini” nonché la capacità di “eseguire autonomamente il lavoro di custodia del gregge con iniziative proprie e differenziate a seconda delle circostanze e soprattutto in assenza dell’uomo”. Inoltre, l’abruzzese ha “la struttura fisica idonea ad affrontare i predatori e le condizioni dell’ambiente di vita da lavoro, unitamente a doti di agilità e coraggio”.

Non a caso, la razza abruzzese, per le sue qualità e specifiche di prendere decisioni in autonomia è stata utilizzata con successo in un progetto per tutelare una colonia di pinguini, minacciati dalle volpi in un’isola in Australia. Un progetto raccontato in un film intitolato “Tula, il cane che protegge i pinguini”, tratto da una storia vera.

Qualità dei cani da pastore che per i robot sarà difficile sicuramente eguagliare, come ad esempio la facoltà di prendere decisioni in modo autonomo nell’emergenza. Un talento che è stato dimostrato da alcuni esemplari che hanno salvato interi greggi dagli incendi o dalle alluvioni.

Guarda il video:

 

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C.D.