Un cinghiale con un dardo conficcato nel dorso è stato avvistato a Castelnuovo di Porto. L’episodio è stato segnalato ai Carabinieri.
Un cinghiale ferito, con un dardo conficcato profondamente nel dorso, è stato avvistato mentre vagava lungo una strada di Valle Ioro, quartiere residenziale di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma.

Le condizioni dell’animale, apparso dolorante e disorientato, hanno suscitato indignazione e preoccupazione tra gli abitanti. Dopo pochi istanti, il cinghiale si sarebbe allontanato verso le aree boschive vicine al Parco Naturale Regionale di Veio, facendo perdere le proprie tracce.
Il video del cinghiale ferito ha fatto il giro del web
A documentare l’accaduto è stato Roberto Del Buono, che ha registrato un filmato di 37 secondi e lo ha successivamente condiviso nel gruppo Facebook “Castelnuovo Di Porto – Castelparla”.

L’uomo ha raccontato che nella zona la presenza dei cinghiali è piuttosto frequente e che gli abitanti hanno imparato a convivere con gli animali selvatici. A preoccuparlo maggiormente, però, è la possibilità che qualcuno abbia utilizzato un arco o una balestra nei pressi delle abitazioni.
«Mi dispiace per il piccolo cinghiale, poi scappato e purtroppo non soccorso. Quel che mi spaventa è sapere che nel nostro territorio possa esserci una persona che gira con un arco o una balestra per colpire i cinghiali», ha spiegato.
Secondo quanto riferito, l’accaduto è stato segnalato alla stazione locale dei Carabinieri, che avrebbe avviato gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica e individuare l’eventuale responsabile.
Colpire intenzionalmente un animale provocandogli una ferita tanto grave rappresenta un gesto crudele, che può condannarlo a una lunga agonia. L’uso di armi o strumenti potenzialmente letali nelle vicinanze delle abitazioni costituisce inoltre un serio pericolo anche per residenti e passanti.
Il dolore e la paura possono spingere un animale selvatico ferito ad assumere comportamenti difensivi e imprevedibili. Per questo motivo, in situazioni simili, è fondamentale non avvicinarsi e contattare immediatamente le autorità competenti o i servizi incaricati del recupero della fauna selvatica.
La speranza degli abitanti è che il cinghiale possa essere rintracciato rapidamente, soccorso da personale specializzato e liberato dal dardo. L’episodio ha riacceso il confronto sull’utilizzo di archi e frecce nelle attività venatorie e negli interventi di controllo faunistico.
La legge nazionale 157 del 1992 include l’arco tra i mezzi consentiti per l’attività venatoria, mentre non contempla la balestra. Il suo impiego resta comunque subordinato al rispetto delle norme nazionali e regionali, dei periodi autorizzati e delle distanze di sicurezza previste.
In Trentino, con il parere favorevole dell’Ispra, è stata approvata una sperimentazione che dovrebbe introdurre dal 2027 l’arco come possibile strumento alternativo alle armi da fuoco per il controllo dei cinghiali. Una scelta contestata dalle associazioni animaliste, secondo le quali questo metodo rischia di provocare ferite non immediatamente letali e prolungare inutilmente la sofferenza degli animali.
Quanto avvenuto a Castelnuovo di Porto dimostra ancora una volta quanto siano indispensabili controlli rigorosi, interventi affidati esclusivamente a personale autorizzato e una maggiore tutela della fauna selvatica.