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Cuccioli lapidati, ennesimo caso di violenza a Floridia

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cuccioli lapidati

Dei poveri cuccioli lapidati ad appena un mese di età. Il fatto è successo a Floridia, in provincia di Siracusa, e le piccolissime vittime erano quattro. Sono morti così, circa due settimane fa. Tra loro il solo sopravvissuto è stato Hope, ed ora è scattata una gara di solidarietà per far si che almeno la sua vita possa stare il più lontano possibile dalla sofferenza. Negli ultimi mesi sembra che ci siano stati altri episodi di cani uccisi oltre a questo in cui sono stati coinvolti degli indifesi cuccioli lapidati. In particolare attraverso la purtroppo diffusa quanto odiatissima tecnica dei bocconi avvelenati, 6 quattrozampe sono morti ed altri 4 si trovano ora in gravissime condizioni.

La colpa di questi animali è quella di essere dei randagi. Per fortuna c’è anche chi si prende cura di loro, e si tratta della stragrande maggioranza delle persone. Nello specifico, va un grosso ringraziamento ai volontari dell’Ente Fauna e di altre associazioni animaliste presenti nel quartiere Vignalonga e su tutto il territorio anche della regione. Qui si trova un branco di cani senza padroni che ha raggiunto una dimensione considerevole, tale da suscitare preoccupazione tra i residenti.

Cuccioli lapidati, non è il solo episodio di violenza contro dei cani indifesi

Ma la strada dell’uccisione come qualcuno ha scelto in maniera del tutto personale quanto sprovveduta di intraprendere non rappresenta la giusta soluzione per risolvere il problema. Quello che ci vorrebbe per contrastare l’annosa piaga del randagismo sarebbe il mettere in atto una adeguata procedura di sterilizzazione con la quale poter raggiungere il numero pi alto possibile di quattrozampe presenti sul territorio. Senza far loro assolutamente del male.

Invece siamo costretti a dover assistere a fatti di cronaca altamente drammatici come questo che ha visto come sfortunati protagonisti dei cuccioli lapidati che non hanno avuto alcuna possibilità di difendersi. Un altro cane è stato ferito altrove, in provincia di Lecce, e stavolta non con un lancio di pietre, bensì con un fucile! L’autore del gesto semplicemente non sopportava che l’animale abbaiasse a mattina presto, così ha pensato bene di esplodergli incontro dei colpi di arma da fuoco.

A.P.