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Dayze, la gattina ritrovata nel blocco di cemento: non voleva uscire

Una storia del tutto incredibile quella della di Dayze, una gattina ritrovata all’interno di un blocco di cemento. Non voleva più uscire da lì. A “tradirla” è stata la sua stessa zampa, ma dopo alcuni sforzi sono riusciti ad estrarla viva.

Gatta Dayze Blocco Cemento Salvata
La gatta Dayze dopo il ritrovamento (Facebook)

Quando siamo piccoli, ci divertiamo a ficcare il naso dappertutto. Non dobbiamo, però, considerarla una faccenda da stupidi o della quale ci dobbiamo troppo allarmare. Una bambino, o bambina, nasce curioso/a di suo. In qualche modo “folle”, per poi sviluppare la regione in età avanzata. Cacciarsi in posti angusti, quindi, non è sintomo di irrequietezza, semmai di estrema curiosità. Lo stesso si può dire dei nostri amici a quattro zampe, i quali, se piccini, amano ficcarsi in posti, e isolati, e pericolosi, e introvabili. Proprio com’è successo a una gattina, chiamata (in un secondo momento) Dayze. Quest’ultima si era intrufolata in un blocco di cemento, troppo stretto, ma anche “molto sicuro”. Alla fine è rimasta lì dentro per cinque settimane.

Il blocco di cemento è solo un brutto ricordo: ma quanta paura per Dayze!

Gatta Dayze Blocco Cemento Salvata
La gatta Dayze in ospedale durante il ricovero (Facebook)

La paura fa novanta, narrava un vecchio detto. In alcuni casi, invece, non c’è numero, della tombola e non, che riesca a tenere a bada la paura. Se arriva, ci può anche immobilizzare. Stessa sorte che è capitata alla gatta Dayze, la quale si era ficcata in un blocco di cemento, per poi non uscirne più.

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Il tutto è successo in Canada, in una casa di Montreal, quando una famiglia intera ha ritrovato dentro un blocchetto di cemento della loro abitazione una gattina di sole cinque settimane. Il problema non è stato il ritrovamento in sé, quanto ciò che è accaduto dopo qualche minuto, se non ora.

La gattina, spaventata a morte, non voleva più uscire da lì. Di mamma gatta nemmeno l’ombra. Abbandonata al suo destino. A quel punto, l’intera famigliola ha deciso di chiamare dei soccorsi locali, per affidare il salvataggio a delle mani, e amiche, e esperte, che potessero sbrogliare al più presto la situazione.

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Quando è stata estrapolata, viva, era pelle e ossa. Tra la vita e la morte. Per fortuna ha trionfata la prima. Con le dovute cure ricevute all’interno del Chatons Orphelins della città sopracitata. La gatta si è ripresa in modo lento e continuativo, fino al grande passo: l’adozione, all’interno di una casa ove corre, salta e gioca, senza nessun blocco di cemento nei dintorni. Onde evitare spiacevoli sorprese!

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