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L’elefantessa prigioniera di uno zoo liberata durante la pandemia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:53
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Non tutto il male viene per nuocere: durante la terrificante pandemia da coronavirus un’elefantessa viene liberata per sempre dallo zoo.

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L’elefantessa Mara, liberata durante la pandemia da coronavirus da uno zoo (Foto Facebook Giornale Fiuggi)

Il detto “non tutto il male viene per nuocere”, a volte, è più che una sana ed effettiva verità. E anche nella vicenda di oggi è il caso di dirlo… a gran voce. Parliamo di una elefantessa liberata proprio durante il periodo da pandemia di coronavirus. Un vero lieto fine, impigliato in una “trappola” da diversi anni.

Si chiama Mara, ha 50 anni e da due decenni viveva dentro un fatiscente zoo. Animali e zoo. Una diatriba che va aventi da tempo e che oggi, più che mai, ha preso piede in gran parte dell’opinione pubblica. Questa bellissima elefantessa aveva trascorso gli ultimi 20 anni nello zoo del quartiere Palermo di Buenos Aires. Un recinto, una gabbia, una vera e propria trappola Un recinto costruito nel 1904 e somigliante a un tempio indù di eleganti a Mumbai e troppo affollata. Mara era stata costretta a condividere il piccolo spazio con altri due pachidermi con cui non andava neanche d’accordo.

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Mara, l’elefantessa liberata durante la pandemia: ora può tornare libera nel suo habitat naturale

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Mara, finalmente libera nel suo habitat naturale (Foto Facebook Giornale Fiuggi)

Il dilemma è sempre lo stesso, ampio e mai scontato: per commettere del bene dobbiamo sempre arrivare a “farci del male”. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, la risposta è un grande “Sì”. Come se non bastasse, oltre a compierlo tra noi esseri umani, ci mettiamo dentro anche gli animali.

Mara ha vissuto troppo tempo all’interno di uno zoo dove soffriva di solitudine e ove, ormai, credeva di aver perso il “destino” della sua vita. Una sorte tornata a sorriderle grazie all’intervento di un gruppo di animalisti: SinZoo. Dopo numero proteste e il cambio di proprietà lo zoo è diventato un eco parco, senza più animali in bella mostra, ma solo con quelli nativi della zona.

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Così l’elefantessa è stata “liberata” e per il momento trasferita all’Elephant Sanctuary Brazil, un complesso recentemente istituito nello stato del Mato Grosso. Certo, trasferire un elefante attraverso i confini internazionali e in piena pandemia è stato un atto davvero complicato da portare a termine. Tra permessi, provvedimenti, persona a cui affidarla il programma da portare a termine è stato difficile.

Ma, alla fine, Mara è tornata al suo habitat naturale e una volta ripreso il cammino si è subito “accodata” a Rana, un altro elefante asiatico. Un atto spontaneo, commovente, come se i due si conoscessero dall’infanzia. A testimonianza del fatto che, la natura vuole il suo percorso, e che posti come zoo e circhi sono luoghi di estrema tortura, fisica e psicologica.

Davide Garritano