Un gatto che viveva in un cinema è stato soppresso: credevano fosse un randagio e lo hanno eliminato senza alcuna pietà da due turisti.

Una sala che era diventata ‘casa’, almeno per lui, il Micio protagonista di questa storia. Era conosciuto, ben voluto e da qualcuno addirittura amato: ma questo non è bastato a salvarlo da un tristissimo destino. Come nei film più tristi proiettati sullo schermo enorme della sua ‘casa’, il gatto che viveva in un cinema è stato soppresso. Ed è stata tutta colpa di due turisti che lo avevano rapito: ecco come si sono svolti i fatti.
Gatto viveva in un cinema ma è stato soppresso: il rapimento da parte di due turisti
Da anni faceva parte della sala, come un elemento di arredo che rendeva lo spazio più bello; le poltrone di velluto e il piccolo giardino accanto alla sala erano diventati la sua casa, ma ora tutto sembra più vuoto. Gatto, questo il nome del felino dal pelo bianco e nero, era un abitante del cinema Centrale a Imperia da circa 20 anni, divenendone una sorta di mascotte. Tutti lo conoscevano, gestori e spettatori, e amavano la sua silenziosa presenza durante le proiezioni.
Fino al 27 luglio scorso, la sera della proiezione del film cult del momento ‘Odyssey’ di Nolan, quando una coppia di turisti lo ha rapito come se fosse un randagio. I due sono stati ripresi dalle telecamere e hanno portato via Gatto, senza chiedere a nessuno notizie sul suo conto e senza rendersi conto che c’erano tante persone che lo amavano e che si prendevano cura di lui.
Dopo ore la notizia che avrebbe sconvolto tutti: una volta portato via, Gatto è stato condotto in una clinica veterinaria dove è stato soppresso.
Gatto viveva in un cinema ma è stato soppresso: la ricerca disperata
Il personale impiegato al cinema si è immediatamente accorto dell’assenza di Gatto e da subito hanno fatto scattare le ricerche. poiché non si pensava ad un allontanamento volontario da parte del felino, il proprietario della sala Marco Rimbaudo ha pensato di visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza.

Da quelle immagini è emerso chiaramente che il micio era stato portato via da due turisti che, credendolo un gatto randagio, lo hanno portato in una clinica veterinaria delle vicinanze. E sarà proprio in quella struttura che lo aveva ‘accolto’ che Gatto ha trovato la sua fine: è stato soppresso perché creduto malato.
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In effetti nei suoi 20 anni di età non mancavano le tipiche malattie nel gatto anziano: artrite e carcinoma al naso. L’assenza di un microchip al gatto, diversamente dal cane, ha fatto immediatamente pensare ad un felino abituato alla vita della strada. Oggi davanti alla sala cinematografica campeggia un cartello di saluto, che riporta un semplice ma sentito ‘Ciao gatto’. Tuttavia non mancano le polemiche e la rabbia per una fine tanto ingiusta da parte dello stesso Rimbaudo, che ha spiegato la fine delle ricerche ringraziando tutti coloro che si erano attivati per Gatto.