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Il gatto Chataro, in quattro anni compie la sua trasformazione

La storia del gatto Chataro: da quattro anni a questa parte compie un’autentica trasformazione della sua vita. Parla il padrone, che commosso porta in luce le fasi del suo cambiamento.

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Il gatto Chataro sulla scrivania di casa (Facebook – James Robert Jones)

Quando tutto sembra perduto, a volte basta presentarsi a una porta e farsi aprire per trovare quell’aiuto che tanto si sperava in precedenza. Com’è stato per il gatto Chataro, che quattro anni fa si presentò alle porte della casa di un signore, che nella vita lavora come fotografo.

Il tutto è successo in Giappone. Era il 2017, la pandemia da coronavirus non immaginavamo nemmeno cosa fosse e che potesse arrivare da lì a pochi anni. Un gatto, pieno di pulci, si presenta sull’uscio di una porta e ci rimane per diverse ore. Alla fine, l’uomo, apre la porta e si ritrova davanti una scena a dir poco drammatica. Ma da lì a pochi minuti, divenuti anni, arriva un’autentica trasformazione e un cambio di “passo”.

Il cambio di passo del gatto Chataro: quell’incontro sull’uscio della porta gli ha salvato la vita

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Il gatto Chataro in pessimi condizioni al momento del ritrovo (Facebook – James Robert Jones)

Come detto poc’anzi, basta un incontro. Certo, dire “basta” può essere davvero paradossale, ma il destino, o la casualità, contemplano anche queste parole. E così, il gatto, che col tempo è stato chiamato col nome Chataro, è stato preso in custodia dal fotografo, ora in pensione, di nome James Robert Jones, che vive in Giappone.

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Quattro anni fa il gatto si è presentato alla sua porte col pelo completamente asciutto, mancante di alcune parti e con degli occhi davvero tristi. Lui non ha fatto altro che portarlo in casa e accoglierlo insieme a sua moglie. Ora il fotografo è in pensione e compie qualche lavoretto da casa, col gatto sempre pronto a sedersi vicino a lui, sulla scrivania.

Lo ha raccontato in parole pregne d’amore: “Quando lo vidi sulla porta pensavo avesse poche chance di vita. A quel punto non ho fatto altro che prenderlo in casa e accudirlo nel momento più delicato possibile. Piano piano si è rimesso in sesto e gli abbiamo curato un problema agli occhi, che col tempo è rimasto ma è diventato meno grave del solito”.

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Il fotografo parla con voce commossa, perché sa di aver salvato una vita in tutto e per tutto: “Avendolo ‘raccolto’ come gatto randagio pensavo che non potesse abituarsi all’idea di una casa. Mi sono ricreduto. È sempre pieno di attenzioni e voglioso di socializzare con gli altri gatti della casa. Ora non gli resta che vivere, che di per sé vuol dire tutto”.