Un cane intuisce il pericolo e agisce subito guidando i padroni verso un altro cane caduto in un fosso, usando il collare per farsi seguire.

In un mondo dove spesso misuriamo l’intelligenza animale attraverso la capacità di rispondere a comandi diretti o di eseguire piccoli trucchi domestici, la realtà della natura ci regala talvolta episodi che scardinano ogni pregiudizio. Ciò che è accaduto recentemente nelle campagne della Puglia non è solo una storia di salvataggio a lieto fine, ma un vero e proprio saggio di comunicazione non verbale e problem solving creativo che vede protagonista un cane e la sua straordinaria capacità di lettura del contesto. Un quattro zampe è stato infatti in grado di portare i suoi umani presso il compagno in difficoltà comunicando attraverso il guinzaglio.
Il salvataggio di un cane grazie al suo amico a quattro zampe: il guinzaglio come veicolo di comunicazione
L’episodio che ha coinvolto Marco e Anna, una coppia pugliese, e i loro due fedeli compagni a quattro zampe, brilla per una caratteristica rara: il silenzio strategico utilizzato dal cane. Il quattro zampe non ha abbaiato, ma ha comunicato tramite il guinzaglio ai suoi umani la situazione di difficoltà in cui si trovava il suo amico.

La giornata era iniziata come molte altre. In una zona rurale caratterizzata da ampi spazi aperti e macchia mediterranea, Marco e Anna avevano deciso di concedere ai loro due cani un momento di libertà. Gli animali, abituati a muoversi in simbiosi, esploravano l’area erbosa con la tipica curiosità della loro specie. Nulla lasciava presagire un pericolo, finché la morfologia del terreno, traditrice e nascosta da una fitta vegetazione, non ha teso un’insidia fatale.
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Uno dei due cani, allontanatosi di qualche metro, è scivolato improvvisamente all’interno di un fosso profondo, occultato da rovi ed erba alta. La caduta non ha prodotto rumori distinguibili a distanza. Nessun guaito, nessun rumore di rami spezzati che potesse allertare i proprietari, rimasti a poca distanza. È in questo momento di vuoto comunicativo che l’altro cane ha compreso quale sarebbe stata la decisione giusta da compiere.

Secondo il racconto dei proprietari, il cane non ha iniziato ad abbaiare freneticamente verso il terreno dove era sprofondato l’altro quattro zampe, un comportamento istintivo che spesso, in aree ampie, rischia di essere ignorato o frainteso come semplice gioco verso una preda. Si è invece avvicinato al bordo del fosso, ed è riuscito ad afferrare il collare dell’altro animale, sfilandoglielo dal collo senza strattoni. A quel punto, il cane si è diretto immediatamente verso Marco e Anna. Il quattro zampe si è limitato a depositare il collare ai piedi dell’umano e a fissarlo negli occhi con un’insistenza calma e vigile.
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“Quando ho visto il collare a terra ho capito subito che non era un gioco”, ha raccontato Marco. “Il collare è un oggetto che un cane non perde accidentalmente, né tantomeno riporta come se fosse una pallina. Era un messaggio”. Il cane aveva identificato il collare non come un accessorio, ma come un simbolo d’identità. Portare l’oggetto del compagno ai proprietari significava dire: “Ecco ciò che resta del mio amico, lui non può venire qui, dovete venire voi da lui”. Intuendo la gravità della situazione, la coppia ha seguito l’animale, che li ha guidati attraverso la vegetazione fino al punto esatto della caduta.

Ricoperto di fango e spaventato, nel fosso giaceva il secondo cane. Le operazioni di recupero sono state complesse e hanno richiesto l’uso di una corda improvvisata per sollevare l’animale. Il “cane soccorritore” è rimasto nelle vicinanze, osservando ogni mossa dei padroni senza interferire, quasi a voler accertarsi che il suo piano venisse portato a compimento con successo. Solo quando l’amico è tornato in superficie, l’eroe della giornata si è avvicinato per un breve controllo olfattivo, per poi sedersi tranquillamente accanto a lui, come se avesse appena terminato un normale compito quotidiano.
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Secondo gli esperti in comportamento animale la dinamica decisionale del cane eroe evidenzia tre pilastri dell’intelligenza canina moderna. Il cane ha capito che l’amico non poteva uscire da solo e che un suo intervento fisico diretto sarebbe stato inutile. Ha compreso che cosa avrebbe attirato l’attenzione degli umani. Anna, la proprietaria, ha riassunto l’accaduto con commozione: “Non ha cercato di attirare l’attenzione su di sé, ha trovato il modo più diretto per farci capire che l’altro era in difficoltà. È stata una dimostrazione di intelligenza che va oltre ogni nostra aspettativa”.
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Fortunatamente, i controlli veterinari hanno escluso traumi per il cane caduto. Ciò che resta di questa vicenda è la consapevolezza di quanto sia profondo il legame tra uomo e cane e di quanto quest’ultimo sia capace di elaborare strategie complesse per comunicare con gli umani. (di Elisabetta Guglielmi)