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Kaos, morto per avvelenamento: vittima anche dello sciacallaggio mediatico

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Kaos sul campo tra le macerie

Kaos morto per avvelenamento, lo conferma l’autopsia

La morte di Kaos, il bellissimo pastore tedesco, di 3 anni e mezzo, eroe di Amatrice è stata oggetto di sciacallaggio mediatico. Fin da subito, il proprietario, Fabiano Ettorre ha pensato all’avvelenamento, ritrovando il suo fedele compagno a 4zampe, morto in giardino.

A distanza di poche ore, la notizia è rimbalzata in rete, conquistando anche i media internazionali. Dalla BBC all’Avanguardia, la stampa estera titolava “morto il cane eroe del terremoto per avvelenamento”.

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All’indomani della notizia, si sono insinuate altre ipotesi sul decesso del cane, tra le quali che il cane fosse morto per un patologia acuta cardiaca. La salma del cane, dopo l’avvio di un’indagine sul caso, era stata infatti affidata all’Istituto zooprofilattico di Abruzzo-Molise per un’autopsia con la quale stabilire le cause del decesso.

Kaos morto per avvelenamento

Fabiano Ettorre ha negato con tutte le sue forze qualsiasi altra causa di decesso. Il proprietario del cane era certo che Kaos era deceduto per avvelenamento.

A distanza di una settimana, sono pervenuti i primi risultati dell’autopsia che confermano che il cane è morto per avvelenamento.

Kaos è stato ucciso con il metaldeide, un prodotto chimico usato in agricoltura come lumachicida. Tuttavia, non è chiaro se sia un avvelenamento volontario o no. Pertanto, proseguono le indagini dei carabinieri forestali dell’Aquila per risalire a dove sia stato acquistato quel veleno.

Ettorre ha ricordato che a differenza della sua compagna Kira, Kaos non si allontanava mai da solo, per questo esclude che possa aver ingerito il veleno in qualche orto.

“I cani antiveleno, del resto, hanno setacciato il giardino e l’area circostante e non hanno segnalato nessuna traccia del veleno. Qui intorno non vi sono campi coltivati in cui possa averlo ingerito”.

E’ quanto sottolinea Ettorre che si è dovuto anche difendere da molti attacchi in rete e sui social con i quali in molti hanno cercato di minare la notorietà del caso.

“Non ho mai detto né che era stato a Rigopiano né che era un eroe. Ad Amatrice era alla sua prima uscita sul campo (il primo giorno ha fatto due segnalazioni di persone sotto le macerie, purtroppo per loro non c’era più nulla da fare). Era il mio cane. E voglio sapere come è morto. Se risulterà che è stato per morte naturale sarò felice, altrimenti vorrò sapere chi è stato e perché”.

Kaos e la battaglia per inasprimento pena uccisione di animali

Immediata la solidarietà di Animalisti Italiani Onlus. Il presidente dell’associazione, Walter Caporale in una nota ha espresso sostegno a Ettorre.

“Kaos avvelenato due volte dalla cattiveria umana. I nostri consulenti medici legali veterinari, Dr. Pierluigi Castelli e Dr. Enrico Moriconi, fin da subito avevano scartato l’ipotesi dell’infarto quando le notizie sui social andavano in quella direzione”.

Caporale ha poi denunciato come “purtroppo i social si prestano a far circolare notizie inventate non si sa da chi e senza alcuna valenza scientifica. Adesso che l’avvelenamento è stato confermato qualcuno sospetta addirittura un’assunzione spontanea”.

“Che un cane adulto assuma un lumachicida è quasi da escludere. Diversamente si può dire di un cucciolo. Questi non sono animalisti, ma haters. Hanno insultato la memoria di un eroe che ha salvato vite umane. Mi auguro che arrivino le scuse a Fabiano Ettorre, che dopo aver perso un sincero e insostituibile amico, è stato vittima di una violenza senza precedenti sui social network”.

“La triste vicenda di Kaos – conclude Caporale – deve portare il Governo ad adottare delle misure restrittive sulla vendita del metaldeide, che viene spesso usato proprio allo scopo di avvelenare e di uccidere. È arrivato il momento di inasprire le pene per questi autentici gesti criminali”.

Commovente, l’ultimo messaggio di Ettorre dedicato al suo Kaos.

“Ma che ne sanno di quanto ci divertivano… che ne sanno delle nostre passeggiate ..tanti mi accusano di non averti amato, sai ci ho pensato forse qualcuno ha ragione perché stavolta eri tu ad aver bisogno di me e io non sono stato veloce ad allungarti la mano … ma credimi amico mio ti ho cercato come un forsennato e quanto ti ho trovato una parte di me è volata con te”. 

C.D.